Tortorelli (Confcommercio Basilicata): “Zes unica e Pnrr, coinvolgere operatori economico-sociali per una vera crescita”

(Angelo Tortorelli, presidente di Confcommercio Basilicata)
Il presidente dell’associazione di categoria a CUOREECONOMICO: “Più risorse sulla Zes Unica per contrastare la riduzione dell’intensità degli aiuti. Commercio lucano ancora in difficoltà dai tempi della pandemia, tanti esercizi rischiano la chiusura. Dl Sud, rafforzare le risorse per la competitività del sistema produttivo delle regioni”
Ottimismo, nonostante una ripresa che stenta a decollare. È questo, in sintesi, il pensiero del presidente di Confcommercio Basilicata, Angelo Tortorelli, sulle condizioni economiche del commercio lucano.
Il numero uno di Confcommercio evidenzia le numerose difficoltà degli addetti ai lavori, fortemente colpiti dagli effetti della pandemia, ma al tempo stesso indica le misure necessarie per poter avviare una fase di rilancio definitivo. Una priorità che, a detta di Tortorelli, non può più attendere.
Presidente, iniziamo dal “Decreto Sud”. È soddisfatto della misura?
“Si tratta di un provvedimento che persegue importanti obiettivi, tra cui l’efficientamento delle politiche di coesione, l’integrazione tra le politiche di coesione e il Piano nazionale di ripresa e resilienza, la promozione dello sviluppo economico e della competitività del Paese con il superamento del divario economico e sociale delle regioni del Mezzogiorno rispetto alle altre aree del Paese.
Questo anche attraverso l’istituzione, nel territorio delle regioni del sud, tra cui la Basilicata, della Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno.
Emergono però rilevanti questioni. Il decreto legge prevede la riprogrammazione delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione per il periodo 2021-2027, rispetto alla complessiva riprogrammazione del Fondo di coesione.
Quindi, anche in considerazione del previsto e determinante contributo di tale operazione alla realizzazione di interventi non più finanziati dal Pnrr, segnaliamo l’esigenza di salvaguardare e rafforzare le risorse dedicate dalle regioni alla competitività del sistema produttivo.
Tali risorse potrebbero, dunque, permanere nell’ambito dell’autonoma attività di programmazione e di spesa delle regioni, lasciando agli “Accordi per la Coesione” la programmazione e l’attuazione degli interventi infrastrutturali e sociali”.
Come valuta la Zes unica per le imprese del Sud? Cosa comporterà?
“Le Zes esistenti si sono fin qui caratterizzate come regime economico speciale operante su parti dei territori delle regioni del Mezzogiorno molto limitate.
L’estensione dell’agevolazione all’intera area Mezzogiorno richiede, pertanto, una conseguente e coerente crescita dei connessi stanziamenti per contrastare il rischio della riduzione dell’intensità degli aiuti.
Va altresì affinata la questione dell’accesso delle Mpmi al credito d’imposta rispetto alla previsione con cui si dispone che non siano agevolabili i progetti di investimento di importo inferiore ai 200.000 euro.
Si potrebbe intervenire o rivedendo al ribasso la soglia o prevedendo una quota di riserva in favore delle Mpmi.
Inoltre, in riferimento al procedimento unico e autorizzazione unica, per cui la “Struttura di missione per la Zes” sarà il soggetto che curerà l’intera l’istruttoria ai fini del rilascio dell’autorizzazione, va posta attenzione alle prevedibili difficoltà organizzative che potrebbe incontrare l’applicazione pratica di questo nuovo procedimento ed ai rischi di generale compressione del ruolo delle regioni”.
Il commercio lucano in che condizioni si trova?
“Il commercio lucano, ad oggi, non è ancora in condizioni ottimali. Dopo la lenta ripresa dell’emergenza Covid, sulle imprese è piombato il caro prezzi delle materie prime e delle forniture di gas e luce, derivanti dal conflitto ucraino, che hanno annullato il duro lavoro di ripresa post emergenza.
Sicuramente uno dei settori trainanti è ad oggi il turismo, ma occorre fare di più dal punto di vista istituzionale per premettere alle imprese di avere una nuova fase di crescita e sviluppo”.
A proposito di pandemia. Che impatto ha avuto sul mondo economico dal vostro osservatorio?
“L’impatto economico derivante dall’emergenza Covid è stato pesantissimo per le imprese del commercio, dei servizi e del turismo, con conseguenze gravi e tali da mettere in discussione la sopravvivenza di un elevatissimo numero di imprese.
Le chiusure, le restrizioni e quanto è derivato dalle difficolta di quel periodo hanno fatto registrare una crisi economica per le imprese del mondo che rappresentiamo che ancora oggi fa sentire il suo peso”.
Quali sono le vostre richieste al governo Bardi per aumentare la competitività del settore?
“La politica di sviluppo della “Zes Unica” viene definita, anche in coerenza con il Pnrr, attraverso un Piano strategico triennale, che definisce (anche in modo differenziato per regione) i settori da promuovere e quelli da rafforzare, gli investimenti e gli interventi prioritari per lo sviluppo della Zes e le modalità di attuazione.
Per la predisposizione dello schema di Piano strategico da parte della Struttura di missione, è prevista la piena partecipazione delle regioni interessate, e in tale contesto va assicurata anche la partecipazione del partenariato economico-sociale in coerenza con le policy europee e con il nesso tra efficacia delle politiche per il Sud e politiche con il Sud.
Il ruolo fondamentale della Regione, di concerto con il Governo Nazionale, deve porre le premesse per uno sviluppo organico e sostenibile della Basilicata.
La pressione fiscale e il costo del lavoro rappresentano due grossi ostacoli alle imprese del territorio, il governo centrale sta affrontando l’argomento e confidiamo sulle ricadute positive”.
Di Guido Tortorelli
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