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01/02/2024

Toscana, l’economia rallenta ma resta forte: “Ora spingere sulla competitività”

Il rapporto dell’Irpet segnala una regione dove l’occupazione tiene, ma inflazione e fattori geopolitici hanno rallentato la crescita, con un export in chiaroscuro. Ma la messa a terra dei fondi del Pnrr è superiore alla media nazionale. Giani: “Oggi il problema non è trovare lavoro ma trovare quelle specializzazioni che consentono di inserirsi con più soddisfazione nel mercato del lavoro”. L’assessore Marras: “Rischio stagnazione dietro l’angolo. Senza un rilancio nazionale vero e di ampio respiro, in grado di ridare impulso alla crescita, come è avvenuto subito dopo la pandemia, diventa difficile gettarsi alle spalle questo periodo di difficoltà”. Intesa San Paolo conferma la crescita dei distretti industriali

Avanti piano, ma pur sempre avanti. L’economia della Toscana fatica a tenere il passo di corsa degli ultimi due anni e rallenta, anche se la regione resta florida e competitiva.

Lo dice il rapporto Irpet (Istituto regionale per la programmazione economica toscana) presentato a Firenze dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dall’assessore allo sviluppo economico Leonardo Marras e dal direttore di Irpet Nicola Sciclone.

Pesano la stretta monetaria per combattere l’inflazione, le tensioni geopolitiche ancora in atto e la debolezza del commercio mondiale. Nonostante la produzione industriale in calo, segnali di tenuta e resilienza arrivano però dal turismo, dal mercato del lavoro e dalle esportazioni.

L’inflazione in regresso, ma ancora resistente, ha penalizzato il fattore lavoro per la contrazione del potere d’acquisto dei salari, mentre le imprese sono riuscite a difendere meglio i propri margini di guadagno.

La restituzione del potere d’acquisto per via fiscale, operata tramite la riforma dell’Irpef e degli sgravi contributivi risulta esigua. In un contesto di ridotti spazi di manovra nell’utilizzo delle risorse pubbliche nazionali, diventano strategiche le risorse attivate tramite Pnrr e la programmazione comunitaria (Fesr, Fse e Feasr).

La Toscana resiste

Secondo l’analisi dell’Irpet il Pil regionale supera dello 0,7 percento quello del 2022 (+0,6 il dato nazionale). Andamento che riguarda tutta l’economia mondiale, causato da politiche monetarie restrittive, necessarie per combattere l’inflazione, tensioni geopolitiche e peggioramento della fiducia di consumatori e imprese.

Crescono gli investimenti (+1 percento), ma più lentamente, mentre i consumi (+1,4) sono stati alimentati dal maggiore numero di occupati e dalle presenze turistiche.

Gli investimenti hanno risentito negativamente del depotenziamento degli incentivi fiscali e del più alto costo del credito per le imprese, ma hanno beneficiato della spinta delle attività collegate ai progetti del Pnrr. Invariato il contributo dei consumi della Pubblica amministrazione (+0,1).

Export in chiaroscuro, bene i distretti industriali

Secondo stime, segno positivo per le esportazioni (+2,1), superate dalle importazioni (+2,9). Su questo fronte c’è da registrare, oltre all’analisi dell’Irpet anche l’indagine Monitor  di Intesa San Paolo sui distretti industriali.

I distretti tradizionali e i poli tecnologici della Toscana fanno segnare, nei primi nove mesi del 2023, una crescita del 6,7 percento rispetto al 2022, con un ammontare complessivo di circa 23 miliardi di euro di esportazioni (+1,4 miliardi di euro) Il comparto più rilevante è il Sistema moda, con circa 12 miliardi di export ma ha subito un rallentamento dal secondo trimestre 2023 (esportazioni -9,9 percento) acuitosi nel periodo luglio-settembre (-11,7).  Scendono in particolare pelletteria, concia ed abbigliamento, comparti storici, bene anche l’oreficeria.

La crescita delle esportazioni nei primi nove mesi è stata trainata dai poli della farmaceutica e biomedicale, con 5,5 miliardi di euro, cioè oltre 2 miliardi in più nello stesso periodo (+58,3). Il mercato principale è quello degli Stati Uniti, bene anche Francia (+16) e Polonia (+30,2) mentre per il Polo biomedicale crescita significativa verso la Svizzera.

Brillanti anche i comparti di nautica di V (+16), e della camperistica (+29,4). Battuta di arresto per il Cartario  con export a 1,1 miliardi di euro (-5,9%), dovuto a un calo delle vendite per la Spagna (-32,8) in parte compensate dalle maggiori esportazioni verso la Polonia (+27,1).

Anche il comparto delle Macchine per l'industria cartaria ha export in calo e si attesta a 415,6 milioni di euro. Tra i distretti del sistema casa, il Marmo registra un calo del 6,7 percento.

In flessione la produzione industriale (-3,4, contro il -2,5 a livello nazionale) a causa di una domanda indebolita, sia a livello internazionale che nazionale, e di costi ancora elevati dell’energia. 

Bene il turismo che, nei primi 8 mesi del 2023, ha segnato un +5,3 di presenze rispetto allo stesso periodo 2022 (il dato nazionale si ferma al +4,6). A trainare quello straniero, tornato praticamente ai livelli del 2019: in Toscana l’aumento è stato del 14,7, contro il 10,9 nazionale.

Un crescita anche l’occupazione, malgrado una congiuntura incerta. Fra gennaio e novembre il numero di dipendenti è aumentato del 3,1% rispetto al 2022, con andamenti diversificati per tipologia di contratto: il +4,2 dei lavoratori a tempo indeterminato compensa la complessiva stabilità del lavoro a termine. La crescita è spalmata fra tutti i settori: +3,9 agricoltura; +3,4 manifattura; +4,8 costruzioni e +2,9 terziario.

Salari e potere d’acquisto a picco

A far da contraltare alla crescita occupazionale la rilevante perdita del potere d’acquisto dei salari che nel 2023 è stata del 2,1. Sommata a quella dell’anno precedente (-5,6), l’erosione provocata dall’inflazione supera il 7 percento. Le imprese invece hanno mantenuto inalterati i margini di guadagno, trasferendo sui prezzi di vendita i maggiori costi dei fattori produttivi.

Al rapporto Irpet si aggiunge, parlando dello sviluppo economico, quello di Intesa San Paolo sui distretti industriali.

I distretti tradizionali e i poli tecnologici della Toscana registrano, nei primi nove mesi del 2023, una crescita del 6,7 percento rispetto al 2022, con un ammontare complessivo di circa 23 miliardi di euro di esportazioni (+1,4 miliardi di euro).

La situazione del Pnrr e dei fondi europei

Relativamente all’effetto economico del Pnrr e dei fondi Ue, l’indagine dell’Irpet segnala 12.200 progetti per circa 11,5 miliardi di euro: 7,5 sono finanziati con il Pnrr e/o il Pnc, gli altri 4 sono cofinanziati grazie a risorse provenienti dai bilanci degli enti pubblici regionali o dal livello nazionale. Bene soprattutto gli investimenti in mobilità sostenibile e transizione ecologica. I lavori del Pnrr vanno più spediti che nel resto del Paese: 38 percento, contro il 19 italiano

Il Pil generato in Toscana per ogni euro di spesa attivata dai vari bandi cofinanziati con il Pnrr è di 0,7, con un innalzamento medio anno del livello di Pil dell’1,3 percento.

La ricaduta dei fondi Fesr, Fse e Feasr per il periodo 2022-2027 e che attivano ulteriore spesa da parte dei soggetti privati beneficiari delle misure dei Piani  è di 1,15 miliardi  di euro, per un totale di risorse movimentate di circa 4,2 miliardi con 0,8 di Pil generato per ogni euro di spesa

Una Toscana in grade sviluppo

Il rapporto Irpet – ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani – ci dice anzitutto che, mai come nel 2023, la Toscana ha avuto tassi di occupazione così elevati.

Oggi il problema non è trovare lavoro ma trovare quelle specializzazioni che consentono di inserirsi con più soddisfazione nel mercato del lavoro. In secondo luogo le esportazioni: la Toscana regione delle esportazioni.

Il sistema manifatturiero, quello artigianale, l’alta tecnologia e l’agricoltura consentono alla Toscana di occupare i primi posti a livello nazionale per vendite estere. Pur in un periodo così stabile a livello globale.

Infine l’attrattività del brand Toscana: il turismo è tornato praticamente ai livelli pre pandemici. Accanto a tutto questo – ha concluso – è chiaro il freno subito dall’economia, merita però sottolineare la capacità della Toscana di saper sfruttare l’effetto volano degli investimenti proveniente dai fondi europei e dalle risorse del Pnrr”.

Di uguale tenore anche il commento dell’assessore Marras. “Pur con luci e ombre e con qualche performance della Toscana superiore alla media nazionale, dobbiamo guardare ai dati con obiettività e ammettere che, a causa delle crisi geopolitiche in corso, il Paese è ripiombato nella stagnazione, con crescita quasi piatta: dobbiamo aggiungere una forte spinta all’innovazione che può garantire maggior competitività”.

La domanda da porre – ha quindi concluso l’assessore – è come questa fase, contrassegnata da un alto costo del denaro e dalle difficoltà dei redditi più bassi a far fronte all’inflazione, e di conseguenza con una domanda interna ancora troppo asfittica, si possa affrontare con politiche di sostegno più robuste.

Anche il Pnrr dovrebbe essere utilizzato dal Governo con maggior determinazione per garantire un’accelerazione degli investimenti pubblici e privati.

Senza un rilancio nazionale vero e di ampio respiro, in grado di ridare impulso alla crescita, come è avvenuto subito dopo la pandemia, diventa difficile gettarsi alle spalle questo periodo di difficoltà”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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