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01/09/2021

Toscana Promozione Turistica: «Smart-city e città d’arte, unire digitale e bellezza funziona»

(Archivio Toscana Promozione Turistica)

Il direttore dell’agenzia regionale: «L’innovazione per migliorare il soggiorno dei vacanzieri e sempre più attenzione al sostenibile. Qui si gioca la partita»

Città digitali e mete artistiche, il binomio funziona. Nonostante le restrizioni dovute alla pandemia abbiano inciso anche sul turismo, la Toscana resta una delle mete più desiderate dai turisti italiani e stranieri.

Per rilanciare il settore, Toscana Promozione Turistica, l’agenzia regionale per la promozione delle destinazioni toscane, ha lanciato diverse iniziative per premiare le imprese virtuose.

L’ultima è Città d’arte-Città termali, una promozione realizzata col contributo di Trenitalia, che intende dare visibilità a tutte quelle strutture che applicano sconti ai viaggiatori in treno.

(Francesco Tapinassi, nuovo direttore di Toscana Promozione Turistica)

Francesco Tapinassi, nuovo direttore di Toscana Promozione Turistica ne ha parlato a CUOREECONOMICO.

«L’Agenzia gode di una buona considerazione da parte del territorio e la nostra sfida è quella di comunicare al meglio i nostri progetti, così da coinvolgere quante più aziende.

Il mio approccio è di tipo pragmatico e con l’Assessore all’economia, Leonardo Marras, mi trovo in perfetta sintonia».

Direttore, la pandemia ha accelerato i processi di digitalizzazione. Dal suo osservatorio privilegiato le aziende hanno compreso i benefici legati all’innovazione?

«Sì, anche perché una fascia importante di popolazione fa tutto con internet, comprese le prenotazioni negli hotel e nei ristoranti.

Devo dire che dai grandi hotel agli agriturismi tutti hanno compreso i benefici legati all’innovazione perché permette di lavorare in tempi rapidi e con efficienza, garantendo anche vantaggi di reddito».

Rimanendo sul tema dell’innovazione, secondo lei i principi della smart-city  sono compatibili con le città d’arte?

«Sì, perché oltre all’utilizzo delle nuove tecnologie, il modello di smart-city consente di governare una città in maniera intelligente, nel senso più ampio del termine.

I vantaggi riguardano sia la vita dei cittadini, perché consente di accedere ai servizi più facilmente, che dei visitatori, perché migliora l’esperienza di soggiorno.

Già oggi esistono dispositivi che permettono di prenotare una visita in un monumento direttamente dal proprio smartphone evitando di fare file chilometriche.

Mi auguro che la transizione intelligente delle città veda le Pubbliche amministrazioni giocare un ruolo di primo piano e non sia appannaggio solo dei grandi player del mercato».

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Secondo Lei le aziende hanno compreso il valore della sostenibilità?

«Più che da parte delle aziende, sono i turisti che stanno diventando sempre più sensibili alle tematiche legate alle sostenibilità.

Negli ultimi anni i tour-operator stanno premiando le strutture che adottano pratiche responsabili e ciò ha reso il turismo una leva per l’adozione di comportamenti responsabili».

L’offerta formativa è adatta al mercato di oggi?

«Le scuole e le università sono attente alle nuove generazioni e formano validi operatori. Il problema della formazione riguarda chi già lavora nel settore.

Ad oggi sono troppo poche le occasioni di formazione continua, anche perché la maggior parte dei corsi vengono organizzati da società indipendenti ai quali non sempre è possibile accedere.

Di questo mi rammarico, perché il mondo è in continua evoluzione e con la pandemia abbiamo imparato che in poco tempo la situazione può cambiare».

Nel mese di ottobre a Firenze ci sarà la nuove edizione di Bto (Buy Tourism Online) che  OnLife. Come sarà la formula?

«Sarà una formula ibrida, nel senso che si potrà assistere sia di presenza che in streaming. manifestazione con l’obiettivo di formare chi opera nel settore.

Si articolerà in 4 giornate e l’innovazione sarà il filo conduttore del nostro palinsesto. Il nostro obiettivo è quello di formare chi opera nel settore, proponendo un format che rispecchia una conferenza di alto prestigio».     

Direttore, in questo senso ha trovato fiducia da parte delle associazioni di categoria?

«Sì, siamo in stretto contatto con il mondo delle associazioni, sia quelle che rappresentano le strutture ricettive che con quelle che rappresentano gli agenti di viaggio.

Posso dire di avere un rapporto aperto e franco con loro. Il mio intento è proprio quello di realizzare un clima di concertazione, così da venire incontro alle esigenze di imprese che hanno già sofferto abbastanza.

A dimostrazione di ciò posso citare la la campagna Make Visit Tuscany, che consente di promuovere eventi e itinerari di viaggi e che ha conquistato quasi 1600 operatori».

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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