ven 20 mar 2026

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TRASPORTO FERROVIARIO. L’Umbria sempre più isolata dal resto d’Italia. Ciancabilla (FIT CISL): “Realtà complessa, serve una risposta unitaria delle istituzioni”

L’Umbria sempre più isolata dal resto d’Italia nel trasporto ferroviario, che fatica a comunicare anche con le regioni più vicine, dove manca progettualità e visioni a lungo termine per aprirla a nuovi scenari economici e turistici. Una realtà drammatica, aggravata anche dalla mancanza di una risposta politica unitaria da parte delle istituzioni da sottoporre al Ministero dei trasporti e a RFI.

A lanciare l’allarme è la FIT CISL Umbria che parla di una “situazione complessa” che nei prossimi mesi andrà a peggiorare a seguito della necessità di RFI Spa di adempiere alle indicazioni dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), in relazione alle concessioni di nuove tracce ad altre imprese ferroviarie oltre a quelle attualmente operanti (Trenitalia Spa e Italo) sulla linea direttissima verso Roma.

Questo, secondo la Fit Cisl, potrebbe determinare a breve una riduzione drastica dei treni regionali veloci umbri che percorreranno la linea veloce, con un aumento dei tempi di percorrenza per gli spostamenti su rotaia degli umbri su Roma, di 35/40 minuti arrivando alle 2,30 ore.

Uno scenario futuro che in realtà gli umbri già stanno vivendo a causa dei lavori di manutenzione straordinaria in atto sulla linea ma che potrebbe restare immutata anche a lavori finiti.

“A fronte di tale scenario notevolmente penalizzante per tutti i cittadini umbri – spiega in una nota la FIT CISL Umbria - purtroppo non notiamo una risposta coordinata delle istituzioni. Anzi, leggiamo di iniziative di protesta ma ci duole constatare l’assenza di una proposta credibile da avanzare al Ministero competente e, quindi, a RFI. Soprattutto di una proposta UNITARIA. La situazione del trasporto ferroviario in Umbria è in prospettiva complessa e ha bisogno di una proposta politica trasversale ed unitaria”.

“Per tale ragione - aggiunge Fabio Ciancabilla, segretario Generale FIT CISL Umbria - ci permettiamo di far presente che sarebbe il caso che unitariamente le Istituzioni spiegassero ai tavoli competenti che la regione Umbria, a differenza di altre regioni, non può vantare alternative valide ai regionali veloci. L’Umbria non ha una linea di Alta Velocità e servizi a mercato alternativi a quelli previsti dal contratto di servizio.  L’Umbria, quindi, senza le tracce dei regionali veloci in direttissima, è destinata ad un inasprimento dell’isolamento ferroviario.

Le Istituzioni, inoltre, unitariamente dovrebbero spiegare a chi di dovere, che presto arriveranno i nuovi treni monopiano da 200 Km/h che all’epoca furono acquistati proprio per garantirsi l’accesso dei treni umbri in direttissima. Una spesa fatta dalla regione con i soldi dei contribuenti che risulterebbe vana se quanto si prospetta sarà confermato. Una situazione complessa quella del trasporto ferroviario in Umbria che non può permettersi risposte politiche di parte. La nostra regione già di per sé periferica, non ha bisogno di spaccature politiche e strumentalizzazioni su questo tema. Serve una risposta unitaria delle Istituzioni.”

Simona Fuso
(Riproduzione riservata)

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