mar 28 apr 2026

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ESG89 MADE in UMBRIA - Trippella (Philip Morris Italia): “La sostenibilità condiziona tutto ciò che facciamo, l’Umbria è centrale per noi”

(Cesare Trippella, Head of Leaf EU Philip Morris Italia)

Lavori in corso per MADE in UMBRIA, il tradizionale GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 di fine anno in programma il 27 e 28 novembre a Foligno, presso l’Auditorium di San Domenico.

Philip Morris Italia si assume da sempre la responsabilità di portare a compimento pratiche e progetti eco green che mettano al centro il territorio e la comunità che lo abita.

Di seguito l’intervista a Cesare Trippella, Head of Leaf EU Philip Morris Italia e relatore dell’evento “Made in Umbria” promosso da ESG89.

Philip Morris ha recentemente intrapreso iniziative in ambito di sostenibilità. Quali sono le principali azioni e obiettivi specifici che l'azienda sta portando avanti in Umbria per supportare un modello di produzione sostenibile e rispettoso dell'ambiente?

"La nostra azienda vanta in Italia una filiera integrata end-to-end che parte dalle coltivazioni di tabacco e termina con i servizi post-vendita dedicati al consumatore e con la gestione del prodotto a fine vita, passando per la manifattura d’eccellenza collegata ai prodotti innovativi.

Nel solo ambito agricolo, in oltre vent’anni, abbiamo sostenuto circa mille imprese tabacchicole attive in Campania, Lazio, Umbria e Veneto. Gli accordi di filiera con il Ministero dell'Agricoltura e con Coldiretti danno grande importanza alle tecnologie innovative, alla sostenibilità ambientale e sociale, alla digitalizzazione e alla formazione.

Grazie a questi accordi, abbiamo creato un modello innovativo di coltivazione del tabacco privo di intermediazioni, con investimenti che raggiungeranno i 2,5 miliardi di euro entro il 2027. La sostenibilità è al centro delle nostre attività, tanto da costituire un asset strategico che coinvolge tutta la nostra catena del valore.

Tra le tante iniziative, per esempio, abbiamo ridotto le emissioni legate all’essicazione del tabacco, grazie a una serie di progetti – in particolare in Umbria e Veneto – per convertire i forni a combustibile fossile in forni alimentati a biomassa e ci impegniamo costantemente in progetti volti alla biodiversità ed all’uso responsabile della risorsa idrica".

L’Umbria è conosciuta per la sua tradizione agricola e artigianale. Come si inserisce la filosofia del Made in Umbria nelle strategie di Philip Morris Italia per coniugare innovazione e rispetto per il territorio?

"L’Umbria è centrale per noi, basti pensare che solo in questa regione lavorano oltre 9mila addetti della nostra filiera agricola e che la nostra azienda acquista circa il 40% della produzione tabacchicola regionale.

Nei campi di tabacco, presenti in questa e altre regioni, l’implementazione di programmi innovativi e l’utilizzo di tecniche di irrigazione avanzate assicurano la gestione responsabile e l’ottimizzazione della risorsa idrica.

Inoltre, tutti i fornitori di Philip Morris in ambito agricolo sono vincolati contrattualmente alla sottoscrizione e implementazione delle Buone Pratiche Agricole, che assicurano un raccolto di qualità nel massimo rispetto dell’ambiente e dei lavoratori, e del Codice ALP, che garantisce condizioni di lavoro eque e sicure".

In che modo Philip Morris collabora con le realtà locali umbre, incluse le piccole e medie imprese, per creare un impatto economico positivo e promuovere uno sviluppo sostenibile nella regione? Avete progetti specifici che coinvolgono le comunità locali?

"Philip Morris supporta lo sviluppo economico e sostenibile dell'Umbria con varie iniziative. A Bastia Umbra abbiamo inaugurato lo European Leaf Warehousing Center, centro di primo stoccaggio del tabacco destinato ai principali siti produttivi in Europa.

Inoltre, in questa regione viene acquistato e processato l’intero volume di tabacco Virginia Bright di Philip Morris. Invece a Terni abbiamo aperto il Philip Morris Digital Information Service Center, l’avanzato centro di assistenza digitale dedicato ai consumatori italiani dei nostri prodotti senza combustione, per un investimento di circa 30 milioni di euro e un impatto occupazionale di circa 150 posti di lavoro.

L’Umbria ospita poi il Leaf Innovation Hub di Philip Morris, un centro che promuove varie iniziative volte alla digitalizzazione, alla formazione e allo sviluppo di nuove tecnologie e soluzioni innovative anche attraverso il modello di Open Innovation.

Nell’ambito di questo programma, è importante menzionare l’investimento in programmi di formazione per supportare i coltivatori nel percorso di transizione eco-energetica e digitale, come il “Digital Farmer”, un’iniziativa nata in collaborazione con il Centro per lo Sviluppo Agricolo e Rurale (CESAR) e l’Università di Perugia e la call for innovation “Be Leaf”, oggi già alla terza edizione, che promuove l’implementazione di tecnologie per migliorare l’efficienza e sostenibilità della filiera del tabacco.

Oltre a questo, Philip Morris, in collaborazione con l’Università di Perugia, ha recentemente avviato un dottorato triennale in Agricoltura Sociale attualmente in corso e due borse di studio sull’analisi dei modelli di filiera, per formare i giovani esperti del futuro in questo importante settore agricolo".

Di Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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