ven 30 gen 2026

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TURISMO. Borghi e microturismi: l’Italia nascosta che conquista i visitatori

L’Italia, con le sue città d’arte e le coste mozzafiato, è da sempre una meta ambita dai viaggiatori di tutto il mondo. Ma c’è un’Italia meno conosciuta, lontana dai circuiti di massa, che sta conquistando il cuore di chi cerca esperienze autentiche: i borghi. Questi piccoli centri, spesso arroccati su colline o immersi in paesaggi rurali, sono il fulcro del microturismo, una forma di viaggio lento che celebra la storia, la cultura e le tradizioni locali. 

L’associazione I Borghi più belli d’Italia promuove oltre 370 piccoli centri di “spiccato interesse storico e artistico”. Questi borghi, spesso con meno di 2.000 abitanti nel centro storico e 15.000 nell’intero comune, sono selezionati per l’integrità del tessuto urbano, l’armonia architettonica e la vivibilità. Da Civita di Bagnoregio nel Lazio a Castellabate in Campania, l’associazione valorizza un patrimonio che rischiava l’abbandono, trasformandolo in una risorsa turistica.

Stando ai dati Istat, nel 2023, l’Italia ha accolto 57,25 milioni di turisti internazionali, con un incremento del 127% rispetto al 2020, anche se ancora l’11% in meno rispetto al 2019 pre-pandemia. Se città come Roma (25 milioni di visitatori annui) e Firenze dominano i flussi, i borghi stanno vivendo una crescita significativa. Secondo ENIT, il turismo nei piccoli centri è aumentato del 20% tra il 2021 e il 2023, spinto dalla ricerca di destinazioni meno affollate e più sostenibili. In regioni come Umbria, Marche e Toscana, che contano rispettivamente 31, 31 e 29 borghi membri dell’associazione, il microturismo sta diventando un motore economico.

Il microturismo si inserisce nel più ampio concetto di turismo lento, che invita a rallentare, immergersi nella cultura locale e ridurre l’impatto ambientale. I borghi offrono esperienze uniche: passeggiate tra vicoli medievali, festival enogastronomici, laboratori artigianali e incontri con comunità locali.

In forte aumento, anche il turismo culturale, di cui i borghi sono una componente chiave, genera un impatto economico significativo. Secondo la Rome Business School, l’interesse culturale in Italia produrrà un fatturato di 11 miliardi di euro entro il 2028, con una crescita annua del 14,4%. Nel 2023, regioni come Toscana, Lazio e Veneto hanno catalizzato l’81,3% della spesa turistica internazionale per vacanze culturali, con la Toscana che ha incassato 2,7 miliardi di euro. I borghi contribuiscono a questa cifra, attirando un turismo di qualità, spesso internazionale, con il 29,9% degli stranieri che sceglie l’Italia per esperienze enogastronomiche e culturali.

Nonostante il successo, i borghi affrontano sfide come lo spopolamento e la necessità di infrastrutture sostenibili. L’associazione “I Borghi più belli d’Italia” risponde con progetti come MU.DI., una piattaforma digitale che rende accessibili virtualmente musei, chiese e siti archeologici dei borghi, attirando migliaia di utenti e promuovendo il turismo anche fuori stagione. Inoltre, accordi con ENIT e Costa Crociere hanno portato i borghi nelle rotte dei crocieristi, aumentando la loro visibilità internazionale.

Redazione Cuoreeconomico
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