mer 29 apr 2026

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TURISMO ENOGASTRONOMICO. Il viaggio di nicchia nei sapori autentici dei borghi italiani

Il turismo enogastronomico italiano sta vivendo un’epoca d’oro, con una crescita del 12% nel 2023 rispetto all’anno precedente e del 49% rispetto al 2016, generando un impatto economico di 40,1 miliardi di euro. Ma è nel segmento di nicchia che si cela il vero potenziale: esperienze uniche, legate a prodotti locali e tradizioni radicate, stanno conquistando un pubblico sempre più curioso e attento alla sostenibilità.

Secondo il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2024, il 70% degli italiani ha intrapreso almeno una vacanza negli ultimi tre anni con l’enogastronomia come motivazione principale, e il 64% di questi preferisce mete nazionali, con un bacino potenziale di 14,5 milioni di “turisti del gusto”. Il turismo enogastronomico di nicchia si distingue per la ricerca di autenticità e di esperienze personalizzate. Non si tratta solo di degustare un piatto o un vino, ma di immergersi nella storia e nella cultura di un territorio. La Toscana rimane la destinazione preferita, seguita da Emilia-Romagna, Puglia, Sicilia e Campania. Tuttavia, l’interesse si sta spostando verso mete meno conosciute, come i borghi rurali, che offrono prodotti di nicchia come il tartufo di Alba o il cioccolato artigianale di Modica.

Secondo il Centro Nazionale Studi Tartufo, questi prodotti non sono solo eccellenze gastronomiche, ma leve strategiche per promuovere il turismo in aree meno battute. Un esempio emblematico è l’enoturismo, che traina il settore con il vino come prodotto simbolo (38,1% delle preferenze). Le cantine familiari, spesso situate in contesti rurali, offrono esperienze che combinano degustazioni, visite guidate e attività come la vendemmia, attirando turisti in cerca di autenticità. Ma l’attenzione si sta spostando anche verso realtà meno convenzionali, come i caseifici artigianali o le cioccolaterie, dove i visitatori possono scoprire i segreti della produzione locale. La sostenibilità è un altro pilastro del turismo enogastronomico di nicchia. Il 65% dei turisti italiani evita sprechi alimentari in viaggio, e il 54% adotta comportamenti più rispettosi dell’ambiente rispetto a casa (). Questo si riflette nella crescente domanda di prodotti biologici e certificati DOP/IGP, che rappresentano non solo qualità, ma anche un legame profondo con il territorio.

Redazione Cuoreeconomico
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