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14/09/2023

Turismo, Filcams Toscana: "Volano economico della Regione, ma basta col lavoro povero"

Appuntamento a cura del sindacato afferente a Cgil a Firenze: "Chi contribuisce ai grandi fatturati che genera il comparto deve poter essere retribuito in maniera giusta. Integrare fondi regionali e Pnrr per dare respiro alle città, destagionalizzare il turismo aumentando qualità e infrastrutture"

“Tuteliamo la cultura e il lavoro”: è l’iniziativa Filcams Cgil Toscana che si è svolta il 13 settembre presso l’Auditorium Vasari della Galleria degli Uffizi di Firenze.

Sono intervenuti: Stefano Casini Benvenuti (economista, referente di Spi Cgil Toscana progetto Governance, partecipazione sociale ed istituzionale), Azzurra Giorgi (cronista di Repubblica), Gessica Beneforti (segreteria Cgil Toscana), Leonardo Marras (assessore regionale Toscana con delega al turismo), Aldo Maria Cursano (presidente Confcommercio Toscana), Alessandra Nardini (assessore regionale Toscana con delega alla formazione), Riccardo Pisoni (Udu Toscana), Nico Gronchi (presidente Confesercenti Toscana), Monja Caiolo (Filcams Cgil nazionale, responsabile turismo).

In Toscana, ha illustrato Benvenuti, considerando gli effetti diretti (ovvero la produzione dei settori che producono beni e servizi per i turisti) e indiretti (ovvero gli acquisti fatti da questi settori per produrre e i consumi dei lavoratori coinvolti), “l’incidenza del turismo sul Pil è attorno all’11 percento, con differenze notevoli al suo interno”

 Le parole dei protagonisti

“L’iniziativa ha rappresentato il momento conclusivo in Toscana della campagna Filcams Cgil “Mettiamo il turismo sotto sopra’, in cui il sindacato d’estate ha girato l’Italia in camper, tra spiagge e città d’arte, a sostegno di lavoratori e lavoratrici del settore, informandoli dei diritti che hanno e rivendicando per loro più tutele - ha spiegato Stefano Nicoli, segretario generale Filcams Cgil Toscana -. E' evidente che occorre rovesciare il paradigma: il turismo genera grandi fatturati ma di questa ricchezza ben poco va a chi ci lavora, diciamo quindi basta al lavoro povero, è necessario un lavoro di qualità.

Servono investimenti e iniziative che mettano sotto sopra davvero il turismo, per dare il via a meccanismi virtuosi che riconoscano il giusto valore alle tante professionalità impegnate nella filiera.

I lavoratori e le lavoratrici del turismo e della cultura, con competenza e professionalità, danno un contributo importante alla valorizzazione del nostro immenso patrimonio. Dobbiamo dare il giusto valore al lavoro attraverso un percorso di crescita sostenibile.

Il turismo culturale ha una grande valenza in Toscana, vogliamo evidenziare la necessità di tutelare la professionalità di chi lavora nel settore e la qualità del lavoro, e ci rivolgiamo alle controparti datoriali e alla politica regionale, alla quale chiediamo di investire nel turismo come volano di sviluppo”.

Ha detto Gessica Beneforti (segreteria Cgil Toscana): “Il percorso verso la nuova legge regionale del turismo è una opportunità da cogliere per migliorare le condizioni di lavoratori e lavoratrici, a partire dell’opportunità della prescrizione dell’applicazione dei contratti nazionali di settore per combattere il dumping.

C’è poi da intervenire sul fronte degli affitti brevi: le città sono al collasso, il fenomeno crea ripercussioni su cittadini, lavoratori, tessuto sociale, aziende e occorrono strumenti di regolazione per frenare la rendita, cercando di trovare soluzioni tra Regione e Comuni e in attesa delle disposizioni del Governo.

Infine, la leva degli investimenti: serve una programmazione negoziale andando ad integrare i vari fondi regionali con quelli del Pnrr, all’interno di un’azione concertata tra Regione e parti sociali e di una collaborazione tra gli assessorati interessati. Chiari gli obiettivi: destagionalizzare il turismo, aumentare la qualità del lavoro, migliorare le infrastrutture”.

Ha concluso Monja Caiolo (segretaria nazionale Filcams Cgil): “Dal 15 giugno abbiamo girato su quasi tutto il territorio nazionale per la campagna ‘Mettiamo il turismo sotto sopra’, è emerso che la stagione è andata bene ma c’è un arretramento sul dato occupazionale, nel senso della qualità oltre che della quantità.

Emerge un lavoro fatto di sfruttamento, precarietà, situazioni insostenibili; abbiamo incontrato lavoratori e lavoratrici per intervenire tutelandoli di fronte a questi casi, ma in questo tour ci siamo anche confrontati con la politica locale, per presentare le nostre proposte per un turismo più responsabile e sostenibile, che riveda gli attuali modelli occupazionali e rimetta al centro il lavoro, la qualità dell’occupazione, la sostenibilità delle condizioni di lavoro.

È arrivato il momento di mettere sotto sopra gli schemi attuali: il Turismo, così come la Cultura, che sono due settori strettamente connessi tra loro, generano una ricchezza ingente, che va ridistribuita a beneficio di lavoratori e lavoratrici, del territorio e della sua comunità.

Solo così si potrà avere veramente uno sviluppo sostenibile del nostro Paese; e per fare questo non servono ricette particolari: serve rimettere al centro il Lavoro. Lavoro regolare, dignitoso, stabile, con il corretto riconoscimento delle professionalità e delle competenze.

Per fare questo è indispensabile arrivare al più presto al rinnovo dei contratti nazionali, dando risposta alle esigenze salariali e migliorando le condizioni di lavoro. Se i prossimi incontri non vedranno un'accelerazione in questa direzione, si andrà verso la mobilitazione”.

Redazione Cuoreeconomico
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