TURISMO. Il settore alla prova della primavera 2025: i numeri e le strategie delle associazioni di categoria

La primavera 2025 si apre con un mix di ottimismo e cautela per il turismo italiano. Dopo un 2024 che ha visto una crescita del 4,2% degli arrivi internazionali rispetto al 2023, il settore si prepara a una stagione cruciale. Le associazioni di categoria, da Federalberghi a Confturismo-Confcommercio, sono in prima linea con numeri alla mano e strategie mirate, ma non mancano le incognite: dall’inflazione persistente al nodo della sostenibilità.
I primi dati di marzo 2025, elaborati dall’Osservatorio Nazionale del Turismo, indicano un incremento del 3,8% delle presenze rispetto allo stesso mese del 2024, con un boom nelle città d’arte (+5,1%) e nelle località costiere del Sud (+4,7%). “La primavera sta confermando il trend positivo del turismo culturale e balneare - spiega Alberto Corti, direttore di Confturismo-Confcommercio - Merito anche di un inverno mite che ha spinto le prenotazioni anticipate”. Roma, Firenze e Napoli guidano la classifica delle mete più gettonate, mentre la Puglia registra un +6% di arrivi stranieri, trainati da americani e tedeschi.
Federalberghi sottolinea il ruolo delle festività pasquali, cadute a fine marzo: “Il lungo weekend di Pasqua ha generato un’occupazione media delle strutture al 78%, con picchi del 92% nelle località lacustri come il Garda”. Tuttavia, il dato nazionale nasconde disparità: se il Nord-Est sfiora l’85% di riempimento, il Mezzogiorno si ferma al 68%, segno di una ripresa ancora disomogenea.
Le associazioni di categoria non si limitano a fotografare il presente: guardano al futuro. Confturismo-Confcommercio ha lanciato a marzo 2025 il progetto “Turismo 4.0”, un piano da 10 milioni di euro in collaborazione con Intesa Sanpaolo per digitalizzare le PMI del settore. “Puntiamo su piattaforme di prenotazione smart e formazione per gli operatori”, precisa Corti. L’obiettivo? Raggiungere entro fine anno 5.000 imprese, soprattutto nelle aree interne, dove la connettività resta un tallone d’Achille.
Federalberghi, invece, insiste sulla destagionalizzazione. “Non possiamo vivere solo di alta stagione”, avverte il presidente Bernabò Bocca. La proposta è un pacchetto di incentivi fiscali per chi tiene aperte le strutture tutto l’anno, un’idea già al vaglio del Ministero del Turismo. Sul tavolo c’è anche la lotta all’abusivismo: secondo un’indagine dell’associazione, il 22% delle strutture ricettive online non è in regola, un fenomeno che sottrae al fisco circa 1,2 miliardi di euro annui.
Nonostante i numeri incoraggianti, il settore deve fare i conti con ostacoli strutturali. L’inflazione, scesa al 2,1% a marzo 2025 continua a erodere il potere d’acquisto delle famiglie italiane, che rappresentano il 45% del mercato turistico interno. “I consumi interni sono ancora deboli - nota Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi Confcommercio - Gli italiani spendono, ma con più attenzione”.
A questo si aggiunge il tema della sostenibilità. Il rapporto “Turismo e Ambiente 2025” di Legambiente, pubblicato il 28 marzo, evidenzia che il 60% delle località costiere italiane non ha ancora un piano per la gestione dei rifiuti in alta stagione. Le associazioni di categoria chiedono al governo un fondo ad hoc per la transizione ecologica del turismo, sul modello del Green Deal europeo, ma per ora non ci sono risposte concrete.
Il turismo italiano, insomma, è a un bivio. La primavera 2025 offre segnali di vitalità, ma il successo dipenderà dalla capacità di trasformare i numeri in strategie di lungo respiro.
Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com











