TURISMO. Mazzali (Lombardia): “Con le giuste connessioni digitali e fisiche, i borghi possono diventare veri laboratori di futuro”

(Barbara Mazzali Assessore al Turismo Moda, Design, Marketing Territoriale e Grandi Eventi Regione Lombardia)
Promuovere un modello di turismo che parte dalle identità locali, dalle tradizioni, dai paesaggi autentici, capace di essere un valore aggiunto per chi vive nei territori.
In questa intervista esclusiva a CUOREECONOMICO, Barbara Mazzali Assessore al Turismo Moda, Design, Marketing Territoriale e Grandi Eventi della Regione Lombardia, spiega come il turismo può diventare uno “Style” per attrarre viaggiatori consapevoli che cercano esperienze da vivere.
Quali strategie state realizzando per promuovere un turismo che valorizzi i territori senza compromettere la qualità della vita delle comunità locali e l’identità dei luoghi?
La nostra visione in Regione Lombardia parte da un principio molto semplice ma fondamentale: il turismo deve essere un valore aggiunto per chi vive nei territori, non un peso. Vogliamo che ogni luogo possa raccontarsi al mondo restando sè stesso, senza snaturarsi. Il progetto “Lombardia Style” nasce proprio con questo spirito: promuovere un modello di turismo che parte dalle identità locali, dalle tradizioni, dai paesaggi autentici. Lo facciamo sostenendo anche attraverso bandi dedicati il recupero di edifici storici trasformati in B&B diffusi, l’offerta di esperienze a contatto con la comunità, la valorizzazione dei borghi e delle eccellenze artigianali.
Un esempio concreto? L’Oltrepò Pavese, che non a caso sta conquistando l’attenzione internazionale come la “nuova Toscana”: lì stiamo investendo sull’enoturismo di qualità, valorizzando le cantine a conduzione familiare, le aziende agricole radicate nel territorio, gli agriturismi circondati da vigneti. Il nostro obiettivo è attrarre viaggiatori consapevoli, che non cercano solo “posti da vedere”, ma esperienze da vivere. E che rispettano, ascoltano, si lasciano contaminare dall’anima vera dei luoghi.
In che modo il turismo può diventare un’opportunità concreta per contrastare lo spopolamento, in particolare nei piccoli borghi e nelle aree interne, e favorire il ritorno o la permanenza dei giovani?
Credo profondamente che il turismo possa essere uno strumento concreto di rinascita per tanti piccoli comuni che rischiano di svuotarsi. Ma perché ciò accada, bisogna costruire un ecosistema favorevole opportunità lavorative, servizi, connessioni, reti tra pubblico e privato. In Regione Lombardia stiamo puntando con decisione su politiche integrate, bandi per l’imprenditoria giovanile, incentivi per start-up nel settore dell’accoglienza, della mobilità sostenibile, dell’artigianato.
In Alta Valtellina, per esempio, abbiamo accompagnato lo sviluppo di nuove attività ricettive outdoor, spesso gestite da giovani che hanno scelto di restare o tornare nei propri paesi. Il turismo qui non è solo “presenza” ma progetto di vita: significa poter aprire un rifugio, gestire una bottega, riscoprire antiche ricette e farne un mestiere. Se ben governato, il turismo può essere un alleato fortissimo contro lo spopolamento: restituisce orgoglio, crea economia, ridà centralità a luoghi che hanno tanto da offrire. E con le giuste connessioni digitali e fisiche, i borghi possono diventare veri laboratori di futuro.
Come state affrontando la sfida della sostenibilità dei flussi turistici, sia in termini di capacità infrastrutturale che di tutela del patrimonio culturale e ambientale, soprattutto in vista dell’estate 2025?
La sostenibilità per noi non è uno slogan, è una bussola. Sappiamo bene che oggi la sfida non è solo attirare turisti, ma gestire bene i flussi, evitando concentrazioni eccessive che rischiano di compromettere i luoghi e la qualità dell’esperienza. Per questo stiamo lavorando su più fronti promuoviamo itinerari alternativi e forme di turismo lento come i cammini, il cicloturismo, le esperienze culturali che distribuiscono i visitatori sul territorio e riducono la pressione sulle mete più iconiche.
Stiamo potenziando la mobilità dolce e la digitalizzazione, per offrire informazioni in tempo reale e favorire una fruizione più intelligente e sostenibile. Un caso emblematico è Mantova, dove collaboriamo con le strutture ricettive per valorizzare anche le aree meno note della provincia, spesso ricche di storia e fascino ma fuori dai grandi circuiti. L’estate 2025 sarà un momento importante vogliamo dimostrare che è possibile crescere in termini di arrivi, ma in modo armonico, rispettoso, consapevole. Perché la bellezza della Lombardia non va solo scoperta va anche custodita, giorno per giorno, insieme alle comunità che la rendono viva.
Simona Fuso
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