TURISMO. Viaggiatori italiani e dal mondo a confronto

Nel 2023, il settore turistico ha registrato numeri da record, con 134 milioni di arrivi e 451 milioni di presenze negli esercizi ricettivi, segnando una crescita rispettivamente del 13,4% e del 9,5% rispetto al 2022 (ISTAT, 2024). Ma chi sono i viaggiatori che alimentano questi numeri? Come si dividono tra turisti internazionali e domestici? E quali sono le dinamiche che stanno ridefinendo il turismo italiano? Grazie ai dati di ISTAT, ENIT e Banca d’Italia, possiamo tracciare un quadro chiaro di un settore in continua evoluzione
Dopo il biennio pandemico 2020-2022, in cui il turismo domestico aveva sostenuto il settore, il 2023 ha segnato il grande ritorno dei viaggiatori stranieri. Secondo ISTAT, il 52,4% delle presenze totali (circa 236 milioni) è attribuibile a turisti non residenti, superando per la prima volta dal 2019 la componente domestica. Questo dato rappresenta un’inversione di tendenza rispetto agli anni della pandemia, quando i viaggiatori italiani avevano compensato la flessione degli arrivi internazionali. Gli arrivi stranieri hanno raggiunto i 57,25 milioni, con un incremento del 127% rispetto al 2020, anche se ancora l’11% al di sotto del 2019 pre-pandemia.
I principali mercati di provenienza? Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Canada e Germania, con un aumento del 20% degli arrivi dal Nord America. Secondo Enit, i turisti internazionali hanno speso 32 miliardi di euro per vacanze, pari al 62,2% della spesa turistica totale, con una crescita del 21% rispetto al 2022. Le città d’arte come Roma, Firenze e Venezia rimangono le mete predilette, ma cresce l’interesse per destinazioni meno convenzionali, come i borghi e le aree rurali, grazie a campagne di promozione digitale come quelle di Visit Italy.
I viaggiatori italiani, pur rappresentando il 47,6% delle presenze nel 2023, hanno mostrato una leggera flessione rispetto al periodo pandemico, quando il turismo interno aveva raggiunto picchi significativi. Nel 2022, i viaggi dei residenti sono stati 54,8 milioni, in aumento del 31,6% rispetto al 2021, ma ancora il 23% al di sotto dei livelli pre-pandemia. Nel 2023, il turismo domestico ha generato circa 215 milioni di presenze, con una crescita più moderata rispetto a quella internazionale (+9,5% rispetto al 2022).
Gli italiani privilegiano le località costiere, seguite da città d’arte e destinazioni montane. Tuttavia, il turismo lento sta guadagnando terreno: secondo un’indagine ENIT-Touring Club-Ipsos, il 78% degli italiani è attratto da esperienze di viaggio sostenibili, come cammini e visite a borghi meno noti. Regioni come Toscana, Lazio e Veneto guidano per presenze domestiche, con Roma e Milano che registrano incrementi significativi grazie a eventi come il Giubileo 2025.
Il turismo internazionale si conferma il principale motore economico del settore. Nel 2023, l’avanzo della bilancia turistica è stato di 21,2 miliardi di euro, pari all’1% del PIL nazionale. La spesa media dei turisti stranieri è più elevata rispetto a quella dei turisti italiani, soprattutto per via di soggiorni più lunghi e una maggiore propensione a investire in esperienze culturali ed enogastronomiche. Ad esempio, il turismo delle radici, che spinge molti stranieri a visitare i luoghi d’origine dei loro antenati, ha generato 11 milioni di arrivi per visite a parenti e amici.
D’altro canto, il turismo domestico contribuisce alla resilienza del settore, soprattutto in bassa stagione. Gli italiani, con una spesa media inferiore, tendono a scegliere soluzioni più economiche, come B&B e agriturismi, che nel 2023 hanno registrato un aumento delle presenze dell’11% rispetto al 2022.
Redazione Cuoreeconomico
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