Turismo volano dell'Umbria, Aur: "Coi giusti investimenti crescita del 4 percento l'anno"

Analisi sulla crescita decennale ed esponenziale del comparto da parte dell'Agenzia Umbria Ricerche. Confrontando le presenze turistiche del 2023 con quelle del 2019, rilevate molto positive per quasi tutti: "La regione ha tutte le carte in regola per fare bene, a patto di essere più consapevole, sia delle proprie potenzialità attrattive, sia del fatto che il turismo rappresenta sempre più uno dei grandi business del futuro"
Focus di Agenzia Umbria Ricerche sul tema del turismo, molto caro alla regione.
Gli andamenti delle presenze turistiche degli ultimi due anni mostrano un settore che ha ripreso a crescere convintamente. Un lavoro certosino, su questo fronte è stato fatto dalla Regione Umbria e adesso arrivano i primi frutti.
Guardando i numeri emerge che dei 23 anni analizzati – un lasso di tempo di lungo respiro – ben 16 non hanno raggiunto mai quota 6 milioni e solo uno, il 2023, ha superato i 6,5 milioni avvicinandosi ai 7.
Il punto di minimo è rappresentato dal 2000 con 5,2 milioni ovvero 1,6 in meno rispetto al 2023 che, nei fatti, riapre la partita delle consapevolezze sulle potenzialità turistiche dell’Umbria. Potenzialità che secondo Aur, "con i giusti investimenti, potrebbero portare ad una crescita stabile del settore, mediamente, nell’ordine del 3-4 percento all’anno. E questo alla lunga darebbe preziosa linfa al sistema economico regionale nella sua interezza".
Il boom dell'aeroporto
Riguardo alle variazioni degli ultimi 5 anni – al netto del 2021 e 2020 pesantemente penalizzati dalla pandemia – in valori assoluti la crescita ha come punto di minimo +559.000 e come massimo +1.391.000 in termini di variazioni percentuali si oscilla dal +8,9 al+25,4 percento.
L’indicatore degli arrivi turistici è molto importante in quanto ci offre la dimensione dell’incoming (inbound). Per cui la crescita netta del 2023, anche rispetto ad anni che erano andati bene come il 2019 e il 2018, ci evidenzia una ripresa del settore – che ci fa ben sperare per il futuro, sia a breve che medio termine. E questo nonostante l’Umbria continui a soffrire del suo male storico rappresentato dall’isolamento infrastrutturale. Rispetto al quale, però, va evidenziato che sta giocando finalmente un ruolo di contrasto il rilancio dell’aeroporto San Francesco.
Entrando più nel dettaglio dei numeri emerge che, sul fronte arrivi, dei 23 anni analizzati l’anno migliore di sempre è il 2023 con oltre 2,6 milioni, seguito dal 2019 con 2,5; questi sono gli unici due anni, di quelli analizzati, in cui si è superata quota 2,5 milioni.
Ed ancora: 6 dei 23 anni considerati non hanno raggiunto la soglia dei 2 milioni e ben 10 hanno oscillato nel range compreso tra 2 e 2,2 milioni.
Il punto di minimo è rappresentato dal 2000 con 1,9 milioni ovvero 700.000 arrivi in meno rispetto all’ultimo anno. Focalizzandoci sulle variazioni degli ultimi 5 anni – al netto del 2021 e 2020 fortemente penalizzati dal Covid – emerge che in valori assoluti la crescita ha come punti di minimo i +145.000 arrivi e massimo i +531.000; in termini di variazioni percentuali si oscilla tra il +5,8 e il+25 percento.
La situazione nei comprensori
A livello di comprensori confrontando le presenze turistiche del 2023 con quelle del 2019, Aur rileva performances molto positive per quasi tutti.
In termini di variazioni percentuali quelli che crescono a doppia cifra sono: l’Amerino (+30,4), la Valnerina (+20,9), l’Assisano (+16,9), lo Spoletino (+16,5), il Ternano (+15,2), il Perugino (+10,3).
I top tre per crescita di presenze in termini di variazioni assolute sono: l’Assisano – che nel 2023 ha superato la ragguardevole soglia del l’1,5 milioni di presenze -, con un +219.000; Il Perugino con un +122.000; il Ternano con un +106000.
Sul versante degli arrivi turistici, dal confronto tra il 2023 e il 2019 emerge che i comprensori con performance positive sono 9, a fronte di 3 che presentano una decrescita.
In termini di variazioni percentuali i comprensori che crescono a doppia cifra sono: la Valnerina (+20,5), l’Amerino (+18), il Trasimeno (+16,7), lo Spoletino (+13,4), il Ternano (+12,4), l’Alta Valle del Tevere (+11).
I top tre Comprensori per incremento in termini di variazioni assolute sono: l’Assisano (+46.000); il Trasimeno (+33.000), la Valnerina (+25.000).
Il ruolo chiave del turismo in Italia
Il focus di Aur si conclude con uno sguardo a livello nazionale: "ll turismo, secondo i dati dell'istituto internazionale di settore – scrive l'agenzia – è destinato a crescere fino al 2030 con un tasso annuo medio del 3,3%. Tant’è che il progresso della vendita del prodotto “turismo”, in questo terzo decennio del duemila, compete finanche con quella degli articoli informatici.
In questo scenario di domanda molto forte di turismo a livello globale, l’Umbria ha tutte le carte in regola per fare bene, a patto di essere più consapevole, sia delle proprie potenzialità attrattive, sia del fatto che il turismo rappresenta sempre più uno dei grandi business del futuro"
Redazione Cuoreeconomico
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