Uilm: «Materie prime, rivalutare il fabbisogno industriale e investire per essere autosufficienti»

(Rocco Palombella, segretario generale Uilm)
Il segretario dei metalmeccanici Uil Rocco Palombella: «Questa nuova fase può essere un’opportunità per investire su un sistema industriale all’avanguardia, ecologicamente sostenibile e tecnologicamente avanzato. Il nostro comparto sarà trainante»
Il rilancio del paese passerà anche per il comparto della meccanica e Rocco Palombella, segretario generale Uilm, ha parlato di sviluppo e opportunità a CUOREECONOMICO.
C’è un problema materie prime che nasce dalla mancanza di produzione primaria, ma il sindacato intravede nuove opportunità.
Pnrr, rigenerazione urbana: il settore metalmeccanico sarà chiamato a contribuire al rilancio del paese: quali sono le idee per lo sviluppo?
«Purtroppo il nostro Paese ha bisogno di interventi radicali e non di una semplice rigenerazione.
Per colmare le differenze esistenti con gli altri Stati europei, il settore metalmeccanico è quello che, tra i settori industriali, dovrà sopportare il peso maggiore.
Questo sarà possibile se le risorse del Pnrr saranno utilizzate al meglio nell’affrontare le sfide della digitalizzazione, della transizione ecologica».
C'è un problema materie prime, cosa sta succedendo e come se ne esce?
«Questa fase di ripresa ha messo in evidenza un problema che prima o poi sarebbe emerso: la mancanza di produzione primaria. L’Italia continua a essere il secondo Paese più industrializzato in Europa e tra i primi nel mondo grazie a un sistema industriale completo, in grado di coprire l’intera filiera (siderurgia, auto, elettrodomestico, aeronautica).
Purtroppo da anni, però, paghiamo il prezzo della mancanza di politiche industriali che ha reso il nostro Paese dipendente dalla produzione di altri Stati, sia per quanto riguarda le materie prime, come l’acciaio, che i semiconduttori.
Questa nuova fase può diventare un’opportunità se si faranno gli investimenti necessari a sviluppare un sistema industriale all’avanguardia, ecologicamente sostenibile e tecnologicamente avanzato.
Abbiamo la possibilità di rivalutare il fabbisogno industriale e investire in modo mirato per rendere il nostro Paese autosufficiente».
Grandi cantieri, cosa serve davvero al Paese?
«Prima di programmare grandi opere che necessitano di ingenti risorse e che hanno un grande impatto sui territori, sarebbe più urgente mettere in sicurezza quelli già esistenti.
Negli anni sono mancati gli investimenti per la sicurezza del territorio, sempre più a rischio per via delle mutate condizioni climatiche, e la manutenzione delle infrastrutture come ponti, gallerie e autostrade».
Green Pass nei luoghi di lavoro, qual è il pensiero della Uilm?
«In assenza di un supporto tecnico-scientifico, siamo stati i primi a individuare e adottare i Protocolli di sicurezza per salvaguardare la salute dei lavoratori e dei loro familiari.
L’individuazione del vaccino e le misure previste dai Protocolli hanno permesso di attenuare la pandemia. Vaccinarsi è un atto di responsabilità nei confronti di se stessi e degli altri.
Allo stesso tempo non possiamo tollerare l’equiparazione delle mense aziendali a bar e ristoranti e chiediamo che vengano individuate tutte quelle soluzioni organizzative da mettere in campo per evitare discriminazioni tra lavoratori.
Metteremo in atto una campagna informativa sull’importanza del vaccino, ma diciamo “no” ad atti unilaterali, repressivi e discriminatori da parte delle aziende».
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Leggi anche:
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
La ripresa si tradurrà in occupazione?
«Sebbene in molti settori della nostra economia la ripresa sia già in atto, in altri registriamo ancora delle difficoltà. Nelle realtà che hanno ripreso l’attività produttiva si registra un aumento dei posti di lavoro, anche se spesso con contratti a tempo.
Si teme un contraccolpo dallo sblocco dei licenziamenti?
«Lo sblocco dei licenziamenti e il termine della cassa integrazione Covid al 30 giugno scorso sono state, secondo me, scelte sbagliate e precipitose da parte del Governo.
Ritengo fosse necessario posticipare almeno fino alla fine di ottobre questo termine per dare la possibilità alle aziende e ai lavoratori di poter contare su una ripresa più solida».
Quali sono i nodi del settore?
«Il Covid da una parte non ha fatto altro che peggiorare quella situazione e dall’altra ha fortemente accelerato il processo della transizione ecologica, in particolare nel settore dell’auto che già stentava a ripartire.
L’avvio della produzione di auto elettriche e la fusione con altri Gruppi automobilistici europei, con la messa al bando dei motori a combustione nel 2035, stanno provocando delle forti ripercussioni nella filiera della componentistica.
Gkn, Gianetti Ruote e Timken sono alcuni esempi di come si potrà evolvere negativamente una transizione non governata.
Abbiamo delle difficoltà anche nel settore elettrodomestico, con l’annosa vertenza della Whirlpool di Napoli, nella siderurgia dall’ex Ilva, all’ex Lucchini di Piombino, dalla vendita di Ast Terni alla mancata ripartenza dell’ex Alcoa di Portovesme.
Registriamo, inoltre, criticità nel mercato degli aerei civili e da trasporto, a causa della forte riduzione del personale viaggiante.
Noi continuiamo a chiedere una maggiore attenzione da parte del Governo per la salvaguardia di interi settori strategici della nostra economia, condizione indispensabile per tutelare i posti di lavoro e per avviare una ripresa solida e duratura».
Di Luigi Benelli
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 7023475
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com













