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03/03/2026

UMBRIA FOOD. Le top 50 sfiorano i 2,5 miliardi | Monini, Costa d’Oro e Eskigel guidano la classifica regionale

(Giovanni Giorgetti, presidente di ESG89 Group)

ANNUARIO ECONOMICO ESG89: focus sull’Agroalimentare umbro - Giorgetti (ESG89):’L’Umbria del Food dimostra una grande vitalità. Spinta costante dell’export. Giovani e donne sempre più attratti dal comparto. La sfida del futuro? Crescita strutturale e forte identità’

Il posizionamento e le performance attuali nazionali

Il settore agroalimentare italiano si conferma un pilastro fondamentale, con un valore di circa 700 miliardi di euro (15% del PIL). L'export ha raggiunto un nuovo record superando i 70 miliardi di euro. Il settore mostra resilienza con una crescita dell'export e un forte aumento del biologico soprattutto fra i giovani. 

Il 2026 sarà caratterizzato ancora dalle incertezze geopolitiche e dalla politica altalenante dei dazi USA, in particolare su alcuni prodotti chiave del Made in Italy come la pasta.

UMBRIA - I DATI DELLE MIGLIORI 10 SOCIETA’ PER FATTURATO

MONINI S.P.A. svetta nel comparto con un valore della produzione del 2024 di 247.379.265 euro e utile netto di 7.706.818 euro. La società ha ben performato rispetto ai dati dell’anno precedente dove il fatturato si era attestato 186.515.554 euro e l’utile netto a 3.319.279 euro.

A seguire nel comparto troviamo COSTA D'ORO S.P.A. con un valore della produzione di 206.507.777 euro ma con una perdita di esercizio di 4.711.045 euro.

Chiude il podio, in terza posizione, ESKIGEL S.R.L. di Terni specializzata nella produzione di gelati del Gruppo FRONERI INTERNATIONAL LTD con un fatturato di 178.916.420 euro e utile netto di 13.156.330 euro. Dati leggermente in calo rispetto a quelli dell’esercizio 2023.

In quarta posizione un altro colosso nella produzione di olio, FARCHIONI OLII S.P.A.; la società di Giano dell’Umbria nel 2024 ha registrato 171.296.226 euro di fatturato e utile netto a 596.771 euro.

A seguire SALUMIFICIO VALTIBERINO SRL di Citerna con un valore della produzione 2024 di 133.455.088 euro e utile netto a 165.954 euro. In sesta posizione, rileviamo LANDINI GIUNTINI S.P.A. di Città di Castello con un fatturato di 114.103.833 euro e utile netto a 605.766 euro, dopo aver registrato una perdita nel 2023 di 6.643.758 euro.

Scendendo annoveriamo MOLITORIA UMBRA S.R.L. di Bastia Umbra specializzata nella produzione di semola di grano duro, di grano da agricoltura biologica, semola rimacinata, integrale, semolato e crusca, con 106.431.678 euro di fatturato e utile netto a 5.425.276 euro sostanzialmente in linea con il buon andamento del 2023.

In ottava posizione fra le Top 10 del comparto c’è MIGNINI & PETRINI S.P.A. di Assisi con 91.951.850 euro di fatturato e 3.365.820 di utile netto; poi a seguire due cooperative: i MPR ELLERA UMBERTIDE COOP con 90.493.000 euro di fatturato e utile netto a 567.000 euro in calo rispetto al 2023 dove aveva registrato 2.617.000 di euro e infine, in decima posizione, GRUPPO GRIFO AGROALIMENTARE COOP con sede a Perugia con 75.520.166 euro di fatturato e 3.955 euro di utile netto.

Il commento

‘L’Umbria del Food dimostra una grande vitalità! Lo sottolinea Giovanni Giorgetti presidente di ESG89 Group che ha realizzato con il team di ricerca l’analisi del comparto.

I numeri parlano chiaro: il settore rappresenta un fiore all’occhiello della regione con in testa le produzioni di olio, di mangimi, di granaglie, di varie tipologie di salumi e di tartufo. Le aziende di produzione di vini, invece, le troviamo più arretrate in classifica proprio per la loro dimensione generalmente più contenuta. L'agroalimentare in Umbria, inoltre, vive una fase di forte crescita dell'export, con un balzo superiore alla media nazionale, trainato da olio, vino e specialità tipiche come tartufo e salumi.

La digitalizzazione e la sostenibilità biologica sono un forte orientamento alla promozione internazionale, nonostante la necessità di diversificare i mercati oltre gli USA così imprevedibili. 

Inoltre – prosegue Giorgetti – c’è il tema dell’innovazione e della qualità: forte il focus su tecnologie digitali, droni, Internet of Things e robotica per incrementare l'efficienza e la sostenibilità.

Un cenno, inoltre, alle nuove generazioni in agricoltura: l’integrazione fra agroalimentare, sostenibilità, turismo e biologico hanno attratto negli ultimi anni giovani e donne rappresentando la migliore linfa per il futuro del comparto nel ‘cuore verde d’Italia’.

Ora – conclude Giorgetti – si presenta la sfida più impegnativa per gli imprenditori regionali del settore: la crescita strutturale e le reti di filiera. Il potenziale c’è tutto e può diventare vantaggio competitivo stabile ma diventa imprescindibile riuscire a fare sistema’.

Agroalimentare umbro verso un’identità parlante e di qualità

Traghettare le imprese agroalimentari dell’Umbria verso un nuovo paradigma di trasparenza totale.  La certificazione di qualità come asset strategico di crescita: questa la visione sostenuta in un recente intervento dal presidente di Parco 3Apta, Devis Cruciani. Trasformare lo standard in una "identità parlante": un flusso continuo di dati che non si limita a fotografare il presente, ma valorizza la sostenibilità e l'origine del prodotto lungo l'intera filiera. La vera innovazione per l’agroindustria regionale consisterà nel rendere la qualità lo strumento con cui i nostri prodotti parlano ai mercati globali, garantendo al consumatore, non solo un prodotto sicuro, ma una storia autentica, verificabile e di valore.

(Devis Cruciani, presidente di Parco 3Apta)

Approfondimento sui dati delle migliori 50 aziende dell’Agroalimentare in regione

Fra le migliori 50 aziende dell’agroalimentare con sede legale in Umbria, solo 4 nel 2024 hanno chiuso l’esercizio in perdita a significare quanto il comparto rappresenti un asset molto importante per la regione e per il Paese. Le top 50 nel 2024 hanno fatturato complessivamente 2.493.000.000 euro, nel 2023 il valore era di 2.351.000.000 euro evidenziando una progressiva e solida crescita. Per quanto riguarda l’EBITDA e il risultato netto d’esercizio la comparazione degli esercizi 2023/2024 evidenzia un tema di redditività interessante e sempre crescente: si è passati dai 61 milioni di utili netti nel 2023 per le top 50 ai 69 milioni nel 2024. L’Umbria è anche la terra della produzione e trasformazione del tartufo: fra le top 50 troviamo alcune eccellenze in costante crescita che superano complessivamente i 100 milioni di fatturato con la capofila: URBANI TARTUFI S.R.L di Sant'Anatolia di Narco, arrivata a superare i 50 milioni di euro.

Le aziende dell’Agroalimentare umbro sono sempre più nel mirino di investitori nazionali e internazionali.

Già alcune società, fra le più grandi, sono passate di mano, testimoniando la dinamicità del mercato dei capitali sempre più alla ricerca di opportunità di investimento fra le migliori medie imprese italiane.

Redazione CUOREECONOMICO
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