mar 03 feb 2026

Seguici su:

05/10/2022

Venturi (Confindustria Massa-Livorno): «Piano opere pubbliche aiuta le imprese locali, ma servono misure per l’energia»

(Matteo Venturi, vicepresidente di Confindustria Massa Carrara e Livorno)

Il presidente degli industriali delle due province toscane: «Subito politica energy mix ed il convolgimento dei distretti industriali che sono a due velocità»

Dal know-how all’innovazione, i poli industriali rappresentano una fucina di per l’economia nazionale. Come quello del marmo di Massa Carrara che, secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto studi e ricerche della Camera di Commercio Toscana Nord Ovest, ha registrato un valore totale delle vendite verso l’estero di 324 milioni di euro, con una crescita rispetto all’ultimo anno del 68%.

«Bene il piano delle opere pubbliche di Massa Carrara che consente alle aziende del settore del lapideo di lavorare e alla collettività di godere di tutte le strutture», dice Matteo Venturi, vicepresidente di Confindustria Massa Carrara e Livorno.

«In un momento di incertezza come questo con il caro energia e l’inflazione - continua - per noi quest’opportunità rappresenta una sorta di Pnrr locale».  

 Presidente Venturi, secondo lei il Decreto Tagliabollette e il Dl energia hanno dato gli effetti sperati?

«No, perché ancora siamo in una situazione di emergenza e i risultati si sono visti solo in minima parte. Servono interventi più incisivi per la stagione che verrà, quando i dispositivi di corrente e di riscaldamento saranno a pieno regime».

È soddisfatto della proroga del Superbonus del 110%?

«Il Superbonus è stato un provvedimento eccezionale. Sicuramente è perfettibile e in alcune circostanze è stato sfruttato male.

Oltre che per il rilancio del settore edilizio, rappresenta l’inizio del New Green Deal, dato che molti l’hanno sfruttato l’installazione di sistemi energetici più efficienti slegandosi dalle fonti fossili.

Se un’impresa o una famiglia beneficia della performance, il vantaggio ricade sulla collettività. Gli unici limiti sono stati quelli legati alla cessione del credito e alle scadenze che hanno gonfiato la bolla. Credo che si dovrebbe abbassare il credito, non più del 110% ma portarlo al 60% o 70%».

Quindi secondo lei occorre accelerare la transizione energetica?

«Serve una forte deregolamentazione del settore per avere norme più semplici e eliminare le contraddizioni burocratiche. Occorre una politica dell’energy-mix, e coinvolgere i distretti industriali, che in Italia viaggiano a due velocità.

Sicuramente il piano di riqualificazione della città di Massa rappresenta un modello virtuoso perché pone i poli produttivi come i protagonisti dello sviluppo della zona e si potrebbe attuare anche per la transizione verso le fonti pulite».

Per lei in Dl Aiuti va nella direzione giusta per quanto riguarda il taglio del cuneo fiscale?

«Sì e mi auguro fortemente che gli intenti di chi promette il taglio delle tasse sul lavoro si trasformino in fatti perché l’attuale inflazione ha eroso il potere di acquisto di tutte le classi sociali. Purtroppo non siamo più come in passato e vanno riviste le strategie per contrastare l’aumento dei prezzi».

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 7023475
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com