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05/03/2024

Veronesi (Unioncamere ER): “Regione frontiera del cambiamento e laboratorio di innovazione, ma le imprese vanno sostenute”

(Valerio Veronesi, presidente della Camera di Commercio di Bologna e di Unioncamere Emilia-Romagna)

Il neo presidente dell’ente camerale regionale a CUOREECONOMICO: “Pesano i danni che ha provocato l’alluvione, i costi dell’energia, il costo del denaro, l’instabilità geopolitica internazionale che potrebbe portare ad una diminuzione degli ordini e difficoltà nel reperimento delle materie prime. Noi siamo protagonisti dello sviluppo economico del Paese, ma senza un supporto, sarà sempre più dura stare al passo”

Dopo le alluvioni che l’hanno colpita, l’Emilia-Romagna si è rimboccata le maniche ed è ripartita. Ma a che punto è l’economia regionale a mesi di distanza dagli eventi calamitosi?

CUOREECONOMICO ne parla con Valerio Veronesi, presidente della Camera di Commercio di Bologna e di Unioncamere Emilia-Romagna.

Come arriva l’economia dell’Emilia-Romagna a questo inizio dell’anno? Che impatto state riscontrando dell’alluvione sulle realtà industriali?

Siamo una regione dove nel 2023 Pil è cresciuto del +0,7 percento e attualmente la  stima per il 2024 è di un ulteriore +0,6.

La disoccupazione è sotto il 5 percento e l’export tocca quota 64 miliardi. Pesano i danni che ha provocato l’alluvione, i costi dell’energia, il costo del denaro, l’instabilità geopolitica internazionale che potrebbe portare ad una diminuzione degli ordini e difficoltà nel reperimento delle materie prime.

L’Emilia-Romagna è protagonista del cambiamento, piattaforma di innovazione, è capace di sviluppare le filiere ad alta tecnologia. E’ una regione che ha viaggiato a ritmi sostenuti fintanto che le condizioni internazionali lo hanno consentito e che ora diventa laboratorio di nuove idee per intercettare le trasformazioni in atto”.

In questa delicata fase dell’economia italiana, quale può essere il ruolo degli enti camerali?

Le Camere di commercio sono istituzioni, forniscono servizi pubblici ed hanno questa particolarità: sono rette dagli stessi imprenditori. Le decisioni strategiche, la scelta circa dove e come intervenire nell’economia viene presa dai rappresentanti degli imprenditori.

E’ così che svolgiamo il nostro ruolo di corpi intermedi: facciamo sintesi degli interessi, conosciamo a fondo le dinamiche dei mercati, i problemi, le opportunità e proponiamo soluzioni e strumenti per realizzarli.

Oggi le sfide che abbiamo davanti sono completamente nuove: i corpi intermedi e le Camere di commercio hanno e devono sempre più avere un ruolo importante per le imprese nelle tante transizioni che stanno realizzando”.

Quanto vi preoccupa la desertificazione bancaria che sta colpendo anche l’Emilia-Romagna come tutte le regioni d’Italia? La digitalizzazione è un processo ineluttabile e irreversibile ma l’Italia è in gravissimo ritardo sull’alfabetizzazione digitale…

Quello che davvero preoccupa è il costo del denaro perché è un freno agli investimenti. Le imprese hanno bisogno di investire altrimenti la nostra capacità competitiva non riuscirà a stare al passo.

Per fronteggiare l’attuale contesto di decelerazione della crescita economica, dovuto agli effetti dell’instabilità del contesto internazionale, l’unica soluzione è innovare, far sempre meglio, nel modo più efficiente e il più veloce possibile. Non investire sarebbe perdere treni e lasciare il nostro posto ad altri”.

Quali sono le sfide che una regione come l’Emilia-Romagna ha davanti nei prossimi mesi?

Sono tante, varie e complesse. Ma vorrei partire mettendone in evidenza una. L’intelligenza artificiale sta cambiando il mondo.  Lo sta facendo ad una velocità che sfiora l’inimmaginabile. Le oltre 550.000 imprese della regione sono la vera linea di frontiera di questo cambiamento.

Stanno investendo, riprogettando, cambiando nel profondo le loro competenze, portando a bordo del cambiamento le persone di tutte le età.

Lo stanno facendo dopo aver affrontato la pandemia, scenari internazionali che hanno stravolto logistica e mercati con una inflazione che ha mosso molto più i costi – dell’energia, delle materie prime, del denaro – che i ricavi. Non c’è tempo da perdere: l’andamento degli ordini in questi mesi lo dimostra”.

Istat e Caritas hanno certificato oltre 5  milioni di italiani in stato di povertà relativa e cioè che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese nonostante lavorino e abbiano uno stipendio. Sono sempre più anche i mutui insoluti. Un campanello d’allarme che però sembra sin qui inascoltato…

L’Emilia-Romagna è un grande laboratorio di innovazione anche nel campo dell’economia sociale. Così la strada da imboccare nei prossimi anni, per non lasciare indietro nessuna impresa e lavoratore, è quella di ‘avere cura’: il sistema socioeconomico dovrà accompagnare nella transizione, come un'unica grande comunità, le fragilità esistenti e le vulnerabilità emergenti”.

 C’è spazio oggi per un giovane che volesse ancora fare impresa, sul territorio di vostra competenza?

Mediamente in Emilia-Romagna aprono più di 24.000  imprese all’anno. Di spazio, quindi ce ne è e in un territorio ricco di opportunità, collegamenti, formazione di eccellenza e di strumenti per agevolare l’avvio della impresa.

Ogni Camera di commercio ha servizi rivolti a questo: si chiamano Sportelli Nuova Impresa e forniscono tutte le informazioni di orientamento per capire come muoversi, quali sono le opportunità e contributi per realizzare quello che è uno dei mestieri più belli del mondo, come dico sempre ai ragazzi che incontro nelle scuole: l’imprenditore”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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