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15/11/2023

Vinitaly guarda all'estero: Verona Hub del settore per contrastare la crisi

(Carlo Flamini, responsabile Uiv-Vinitaly)

L'osservatorio Uiv prevede un calo della produzione rispetto al 2022, per cui le strategie pensate puntano all'internazionalizzazione ed alla conquista di nuovi mercati. Bricolo (Veronafiere): "L'andamento del mercato 2023 che abbiamo presentato conferma le difficoltà annunciate, ora obiettivo è allargare il business". Danese (Vinitaly): "Prevediamo la nascita di eventi di settore all'estero"

Un 'progetto Paese' per il vino italiano è quello sul quale punterà nel 2024 Vinitaly, con un programma di promozione e incoming (roadshow e preview) in 15 Paesi di tre continenti, per delineare la mappatura evolutiva dei mercati.

Se ne è discusso a Wine2wine, l'evento di networking del Salone internazionale del vino ospitato nei giorni scorsi a VeronaFiere. Una vera chiamata da parte del brand fieristico alle istituzioni e alle aziende, mirato ad una strategia di promozione condivisa sulle piazze internazionali, con un efficientamento delle risorse.

Un piano che è stato affrontato nel corso della sessione di apertura di wine2wine, sul tema "Export Maps. L'attività di Vinitaly in favore dell'internazionalizzazione del vino italiano. Focus Usa, Asia ed Est Europa".

Questa strada, del resto, trova fondamento nel check up del settore fornito dall'Osservatorio del vino Uiv-Vinitaly, che evidenzia ancora uno scenario globale mobile.

Secondo il responsabile dell'osservatorio, Carlo Flamini, il quadro 2023, se da un lato conferma le difficoltà del vino italiano previste a fine 2022, dall'altro evidenzia la necessità di operare un cambio di passo per rimettere in carreggiata il comparto alle prese con una stagione difficile. Infatti, secondo le stime Uiv, l'anno si chiuderà con un calo del fatturato rispetto al 2022 

Le risultanze del report

Secondo il report, la diminuzione dei costi di esercizio, per effetto del rientro parziale delle tensioni di energetici e materie prime, non è bastata a preservare i fondamentali di un comparto che, come altri, sta scontando il raddoppio dei tassi di interesse, e un aumento del tasso di insolvenza dell'horeca.

Su questo fronte, l'Osservatorio Uiv-Vinitaly stima una chiusura d'anno meno drastica di quanto preventivato 12 mesi fa in uno scenario ipotizzato di recessione globale; il calo dei volumi venduti si attesterà poco sotto al 3 percento, grazie alla tenuta della domanda in Europa Occidentale (+1) e in parte minoritaria al balzo nell'Est Europa (+20).

In contrazione tutte le altre macroregioni, a partire dal Nordamerica (-14), Giappone e Corea (-23), Estremo Oriente (-20) e Sudamerica (-16). Nel complesso, il mercato interno cederà 3,7 punti, mentre l'export il 2,4.

Nuove strategie per il rilancio

Per il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo: "L'andamento del mercato 2023 che abbiamo presentato conferma le difficoltà annunciate un anno fa dal nostro Osservatorio e convalida il percorso impresso dalla nuova governance alla manifestazione già dall'edizione di aprile scorso: ossia un Vinitaly sempre più orientato al business a Verona e, al contempo, al centro di un hub in grado di aggregare realmente la promozione del vino italiano all'estero".

Quanto al nuovo programma di promozione 2024, spiega l'ad di Veronafiere, Maurizio Danese, esso contempla "investimenti importanti finalizzati a consolidare ulteriormente il ruolo della manifestazione.

Un potenziamento sia su Verona (crocevia delle attività internazionali) che all'estero dove, oltre alle fiere in Cina e in Brasile, prevediamo la nascita di Vinitaly Usa 2024 a Chicago e un'altra nuova manifestazione b2b in Giappone".

Redazione Cuoreeconomico
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