Virzì (Confartigianato Imprese Sicilia):‘Desertificazione bancaria: servono politiche creditizie inclusive e strumenti di sostegno mirati’

(Emanuele Virzì, Presidente Confartigianato Imprese Sicilia)
Il sistema bancario italiano sta vivendo una fase di contrazione con la chiusura di numerosi sportelli, che, nel 2024 sono stati più di 500 e, anche nel 2025, si sta mantenendo un trend negativo. Tuttavia, la chiusura di filiali, non impedisce alle banche di registrare utili faraonici. Questo fenomeno, la "desertificazione bancaria", penalizza soprattutto le aree interne e più disagiate (che rappresentano circa il 34% del territorio italiano), creando un circolo vizioso di riduzione dei costi per gli istituti e impatti negativi su comunità (spopolamento e chiusura delle Pmi) e occupazione. In questo contesto l’Italia sta perdendo quella caratteristica del sistema del credito‘diffuso’ che aveva contraddistinto in passato lo sviluppo economico così ben distribuito sul territorio nazionale. Oggi tutto questo sembrerebbe compromesso con le ricadute su lavoro, spopolamento, chiusura di Pmi e restrizioni creditizie
‘Il sistema bancario italiano sta vivendo una fase di contrazione: nel 2024 sono stati chiusi oltre 500 sportelli e il 2025 conferma un trend negativo. Anche in Sicilia assistiamo a una progressiva riduzione della presenza bancaria, che penalizza soprattutto le aree interne e più fragili dell’isola. Un fenomeno che stride con gli utili record registrati dagli istituti e che determina quella che ormai viene definita “desertificazione bancaria”.
Per le Pmi siciliane questo significa difficoltà di accesso al credito, riduzione dei servizi e un freno concreto alla crescita, con effetti a catena su occupazione e vitalità dei territori.
Dove chiude una filiale, si alimenta lo spopolamento e aumenta il rischio di chiusura delle attività artigiane, cuore dell’economia isolana.
Come Confartigianato Imprese Sicilia chiediamo un cambio di passo: servono politiche creditizie inclusive e strumenti di sostegno mirati, affinché la logica di riduzione dei costi non si trasformi in un nuovo ostacolo allo sviluppo della nostra regione.
Ma chiediamo anche maggiore dialogo tra il mondo associativo, ovvero il nostro sistema di rappresentanza e il mondo bancario siciliano per accorciare sempre di più le distanze e trovare soluzioni che permettano di mettere le imprese al centro’.
Di Emanuele Virzì – Presidente Confartigianato Imprese Sicilia
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