Zes, gli industriali a confronto: "Ok a struttura unica se non rallenta il lavoro"

All'Abruzzo Economy Summit i presidenti di Confindustria di Abruzzo, Puglia, Campania, Basilicata e Calabria sul tema caldo: "Le sfide per lo sviluppo del Mezzogiorno". Il vicepresidente nazionale Grassi: "Associazione sia nella cabina di regia"
"Le Zes hanno impiegato oltre cinque anni per andare a regime e, da un anno, grazie al lavoro dei commissari, stanno funzionando bene e svolgendo con successo il ruolo di catalizzatrici di sviluppo, anche in territori tradizionalmente lontani dai grandi traffici internazionali. Lo strumento Zes è quindi maturo ed efficace: ora sarebbe un peccato perdere il lavoro fatto e la fiducia degli investitori".
Lo afferma il vicepresidente di Confindustria, Vito Grassi, chiamato a chiudere una delle tavole rotonde della terza edizione dell'Abruzzo Economy Summit di Pescara.
I presidenti di cinque associazioni regionali degli industriali, Silvano Pagliuca (Abruzzo), Sergio Fontana (Puglia), Francesco Somma (Basilicata), Gianluigi Traettino (Campania) e Aldo Ferrara (Calabria), moderati dal giornalista Mediaset Andrea Giambruno, si sono confrontati sul tema "Le sfide per lo sviluppo del Mezzogiorno" e, unanimemente, hanno ritenuto la zona economica speciale unica per le regioni del Sud un'occasione per il sistema imprenditoriale, "purché il periodo di transizione non comporti rallentamenti rispetto al lavoro dei commissari".
Le otto Zes e il progetto di Zes unica
Grassi ricostruisce quello che definisce "il disegno strategico" alla base della creazione delle otto Zes operative nelle regioni del Sud: "Una legge nazionale, la condivisione territoriale, una precisa identità, i piani di sviluppo.
L'obiettivo – dice – è consolidare la manifattura che funziona per collegarla all'economia del mare, che ha nel Mezzogiorno d'Italia uno straordinario punto di forza".
Accanto ai tempi di realizzazione della Zes unica, gli industriali guardano ad altri due temi centrali: le risorse e una governance efficace, "snella e proattiva".
La Zes unica dovrebbe partire con il nuovo anno, ma fino a quando non saranno completate tutte le fasi procedurali previste, a partire dal Dpcm che avvierà il complesso iter, l'attuale governance basata sulle otto Zes rimarrà intatta.
La cabina di regia
Nel frattempo, Confindustria chiede al governo di partecipare al tavolo nazionale e alla cabina di regia: "Ad oggi siamo solo invitati in veste di osservatori – afferma Grassi – Considerando però il contributo determinante che le imprese possono dare alla definizione della strategia, ma anche delle declinazioni territoriali della stessa, sarebbe necessario un coinvolgimento più attivo delle parti economiche e sociali".
Il presidente Marsilio
Sullo stesso tema ha parlato anche il presidente della Regione Abruzzo Marsilio: "La Zes per parlare del solo Abruzzo, – ha spiegato – prima riguardava appena 1700 ettari, non chilometri quadrati.
Un’area ristretta dove poter utilizzare i vantaggi fiscali e le autorizzazioni per l’insediamento delle imprese. Ora questi 1700 ettari diventano l’intero territorio della regione abruzzo.
Quindi, in qualunque zona dell’Abruzzo potranno essere fatti nuovi insediamenti o sarà possibile incrementare gli insediamenti attuali. Il credito d’imposta e la semplificazione amministrativa entreranno in vigore indipendentemente dal perimetro di quest’area Zes.
E’ una grande opportunità di crescita per tutto il Sud – ha proseguito – e se cresce il Mezzogiorno cresce tutta l’Italia perché è sempre stato quello l’anello debole che ha frenato lo sviluppo complessivo del Paese.
Si tratta di un risultato importante che noi siamo pronti a cogliere e, a tal proposito, – ha concluso Marsilio – stiamo lavorando in sinergia con il ministro Fitto che domani sarà proprio qui ad illustrare anche queste novità e a confrontarsi con le imprese e con il commissario Miccio per far funzionare ancora meglio uno strumento che ha cominciato a dare risultati importanti”.
Redazione Cuoreeconomico
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