AGRICULTURA. Modello Abruzzo, motore trainante per lo sviluppo della regione. Imprudente: “Abbiamo un incredibile potenziale da esprimere in termini economici, turistici e produttivi”

(Emanuele Imprudente, Vicepresidente della Regione Abruzzo e assessore ad agricoltura, caccia e pesca, parchi e riserve naturali, sistema idrico e ambiente)
L’Abruzzo è una regione in continua crescita che sta acquisendo un ruolo importante nel panorama italiano. E lo sta facendo promuovendo le sue eccellenze con un modello di sviluppo, il “modello Abruzzo”, fondato sulla sostenibilità ambientale e sociale. Motore trainante per la crescita economica della regione è il vitivinicolo, ma in forte sviluppo anche altri settori agroalimentari.
Emanuele Imprudente, vicepresidente della Regione Abruzzo e assessore con delega ad agricoltura, caccia e pesca, parchi e riserve naturali, sistema idrico e ambiente racconta a CUOREECONOMICO come si sta sviluppando il “Modello Abruzzo”.
Si parla del "Modello Abruzzo" che ha portato all'incremento record nelle esportazioni del comparto vitivinicolo. Che progetti state realizzando o realizzerete per potenziare le risorse agricole della regione e sostenere le imprese?
Il settore vitivinicolo continua a rappresentare un motore strategico per la crescita economica dell’Abruzzo, con un significativo incremento delle esportazioni che conferma la solidità delle aziende locali e l’efficacia delle attività di promozione. Grazie all’impegno congiunto della Regione con il Consorzio di tutela dei vini d’Abruzzo, e alla sinergia con le Camere di Commercio abruzzesi, l’ARAP, i GAL e gli altri operatori del settore, i risultati sono evidenti. Nel terzo trimestre 2024, infatti, il distretto dei Vini del Montepulciano d’Abruzzo ha registrato un incremento record nelle esportazioni, con un aumento di 27 milioni di euro (+56% tendenziale), dimostrando ancora una volta la competitività internazionale delle imprese abruzzesi e la qualità della produzione locale.
Il nostro comparto vitivinicolo non è solo un’eccellenza produttiva, ma un vero e proprio modello di sviluppo: il ‘Modello Abruzzo’. Un sistema basato sulla sostenibilità ambientale e sociale, capace di tutelare il territorio e valorizzare il patrimonio agroalimentare regionale, per aprire l’Abruzzo ai mercati internazionali. Il successo del vino abruzzese dimostra la forza dell’economia agricola regionale e il suo ruolo chiave nella stabilità e nel rilancio del sistema economico. L'obiettivo che ci siamo dati come Assessorato è continuare a supportare le nostre imprese con politiche mirate per rafforzare la competitività sui mercati globali.
Oltre al vitivinicolo, ci sono altri settori agricoli in espansione nella regione?
Nel 2023 l’Abruzzo è diventata la prima regione in Italia per produzione di patate, un risultato straordinario che testimonia l’ottimo lavoro svolto e la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, oltre a confermare l’efficacia dei fondi destinati alle aziende. L'ottenimento del riconoscimento IGP per la Patata del Fucino, noto come l’"Orto d’Italia", ha rappresentato un passo ulteriore per valorizzare il prodotto, mettendo in risalto l'importanza dei prodotti tipici e tradizionali.
Per quanto riguarda la produzione di olio, l’Abruzzo si posiziona al settimo posto a livello nazionale, e si sta lavorando insieme ai produttori locali per ottenere il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) Olio d’Abruzzo, un marchio che rappresenterebbe un valore aggiunto fondamentale per la comunicazione, la differenziazione e la valorizzazione delle produzioni olivicole regionali. L’IGP, affiancandosi alle tre DOP già esistenti (Aprutino-Pescarese, Colline Teatine e Pretuziani delle Colline Teramane), potrebbe in futuro contribuire in modo significativo all’aumento della produzione certificata in Abruzzo.
Ritengo che questo sia il frutto anche del supporto della Regione alle aziende: in questi ultimi anni abbiamo finanziato oltre 50 mila interventi a sostegno delle aziende agricole locali a valere sul Programma di Sviluppo Rurale e sul Complemento di Programmazione dello Sviluppo Rurale (PSR e CSR), oltre ai fondi dell’Organizzazione Comune dei Mercati Agricoli (OCM) per i settori vitivinicolo, ortofrutticolo, pataticolo e oleario, nonché quelli per lo Sviluppo e la Coesione (FSC). Complessivamente, circa 570 milioni di euro, che hanno generato investimenti per oltre un miliardo di euro. Un’attenzione particolare è stata rivolta ai giovani imprenditori, con centinaia di imprese agricole finanziate tramite “Pacchetto Giovani” e “Primo insediamento”. Credo fortemente nel sostegno al ricambio generazionale perché favorire un ritorno alla terra, in un settore primario che sta evolve e cambia, significa favorire un patrimonio storico e culturale che è l'essenza del nostro Paese.
Sul versante della sostenibilità e dell'ambiente, che interventi ha realizzato o ha in programma la Regione?
Ho molto a cuore il progetto delle Green Communities. Nelle aree interne abbiamo dato vita ad un percorso virtuoso: siamo tra le prime tre realtà selezionate in Italia per avviare un progetto pilota dedicato allo sviluppo sostenibile e resiliente delle aree rurali e montane. Il progetto è coordinato dal Parco Regionale Sirente Velino, e coinvolge i 22 comuni del Parco. L’obiettivo è modernizzare le comunità delle aree interne e, soprattutto, avviare un processo innovativo di valorizzazione turistica, mai sperimentato prima, per promuovere il territorio in modo strategico e sostenibile, a valere su 135 milioni del Pnrr.
Sul fronte dell’agricoltura biologica e dello sviluppo sostenibile, come Regione abbiamo ufficialmente riconosciuto i primi due distretti biologici regionali: il Biodistretto “Valle Peligna – Sirente Velino” e il Biodistretto “Le Verdi Valli Teatine”. L’istituzione di questi distretti rappresenta un modello innovativo di gestione e sviluppo delle risorse locali, con l’obiettivo di promuovere la sicurezza alimentare, ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi e contrastare lo spreco alimentare. Inoltre, attraverso il rafforzamento dell’integrazione tra le imprese agricole e agroalimentari, i distretti contribuiranno a migliorare la competitività delle produzioni biologiche e a rilanciare le economie locali, soprattutto nelle aree interne e montane. I Biodistretti si inseriranno perfettamente nella più ampia strategia che stiamo disegnando per incentivare la coesione territoriale, la sostenibilità ambientale e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari di qualità.
Un altro obiettivo strategico riguarda la qualità dei nostri fiumi, grazie ad un progetto di 28 milioni di euro nell’ambito del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) per finanziare sette Contratti di Fiume, con l’obiettivo di migliorare la qualità e la gestione sostenibile dei corsi d’acqua regionali.
Gli interventi interesseranno i fiumi Aterno, Liri, Sagittario, Pescara, Sangro, Tavo, Fino e Saline, contribuendo al rilancio ambientale e socio-economico dei territori circostanti. In questo ambito, abbiamo destinato 670 mila euro per la progettazione di 16 proposte complessive, tra cui le sette già integrate nella programmazione del Fondo di Sviluppo e Coesione 2021-2027.
Sul fronte della risorsa idrica, sempre più attuale e stringente a causa dei cambiamenti climatici, abbiamo importanti ed innovativi progetti per contenere la crisi idrica e promuovere un uso razionale delle risorse acqua, tra cui voglio citare tre simbolici interventi sul territorio: la realizzazione di un invaso di raccolta dell’acqua a beneficio del territorio del Parco regionale Sirente Velino, anche ad uso antincendio boschivo; il primo intervento regionale di riutilizzo delle acque depurate ad Avezzano nel Fucino, col duplice obiettivo di garantire l’irrigazione dei campi alle aziende agricole anche nei periodi di siccità e di migliorare le condizioni igienico-sanitarie e ambientali dei cittadini serviti dal depuratore; parallelamente, abbiamo approvato un protocollo per il recupero e il riutilizzo delle acque reflue depurate provenienti dall’impianto di Montesilvano, destinate sia all’irrigazione che all’uso industriale, con conseguente riduzione del consumo di acqua potabile attualmente impiegata per tali scopi, prevedendo anche la realizzazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica a supporto del sistema di smaltimento, rafforzando ulteriormente la sostenibilità dell’intervento.
L’Abruzzo sta affrontando con determinazione le sfide della transizione ecologica, puntando sull’economia circolare e sull’uso efficiente delle risorse in una terra straordinaria che ha un incredibile potenziale da esprimere in termini economici, turistici e produttivi, salvaguardando al tempo stesso lo sconfinato patrimonio ambientale che ci rende unici al mondo.
Simona Fuso
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