DISTRETTO DEL MARMO. Bitonci (Veneto): “Asset strategico e competitivo che offre opportunità occupazionali concrete ai giovani. Investire su formazione e competenze”

(Massimo Bitonci, assessore allo Sviluppo economico Regione Veneto)
“Il Distretto veneto del Marmo rappresenta uno degli asset industriali più riconoscibili del nostro sistema produttivo. Non è solo un comparto economico, ma una dorsale manifatturiera radicata nella storia economica del territorio veronese e vicentino, capace di generare valore, occupazione qualificata, export e innovazione”.
Lo ha dichiarato Massimo Bitonci, assessore regionale allo Sviluppo economico, durante la visita al Verona Stone District, realtà che riunisce complessivamente 616 imprese tra le province di Verona e Vicenza con circa 4.000 addetti e un valore dell’export di oltre 590 milioni di euro.
“Questi numeri confermano la solidità di un sistema produttivo che ha saputo coniugare tradizione, capacità artigianale, presenza sui mercati internazionali e cultura d’impresa. Il marmo veneto è un linguaggio economico locale.
Parla di saper fare, qualità, progettazione e bellezza, ma anche di tecnologia, sostenibilità e competizione globale”. Aggiunge Bitonci: “Il Distretto del Marmo va considerato una piattaforma industriale evoluta, nella quale convivono estrazione, lavorazione, design, logistica, servizi alle imprese, export e competenze tecniche specialistiche. Salvaguardare questo settore significa tutelare un patrimonio produttivo che genera reddito, occupazione e riconoscibilità del Made in Italy.
Il passaggio decisivo, oggi, è favorire un salto dimensionale del distretto: più aggregazione, più capacità di fare sistema, più investimenti in competenze avanzate e una relazione ancora più strutturata tra imprese, ricerca e formazione”.
Particolare attenzione durante l’incontro è stata posta sul tema della formazione e del ricambio generazionale. “Il distretto del marmo offre opportunità occupazionali concrete ai giovani. È un campo che ha bisogno di tecnici, operatori specializzati, progettisti, figure capaci di utilizzare macchinari avanzati, competenze digitali, conoscenza dei materiali, capacità commerciali e linguistiche per affrontare i mercati esteri. Per questo dobbiamo incrementare la formazione, rafforzare il rapporto tra scuola, ITS, centri professionali, università e imprese, e far conoscere ai ragazzi le reali prospettive di lavoro che questa filiera può offrire”.
“Il marmo veneto - conclude l’assessore - è una delle espressioni più alte della nostra artigianalità. La sfida è rendere questa eccellenza identitaria sempre più moderna, sostenibile e attrattiva per le nuove generazioni. Perché dove ci sono impresa, formazione e lavoro qualificato, c’è sviluppo vero per il Veneto”.
Simona Fuso
(Riproduzione riservata)
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