AGROALIMENTARE. Verona tra le top five italiane. Crescita dell'1,7 per cento nel 2025

(Renato Mason, segretario di Cgia-Mestre; Alberto De Togni, presidente di Confagricoltura Verona)
Un 2025 luminoso per l'agroalimentare veronese, destinato a crescere dell'1,7 per cento confermerà Verona nella top cinque delle province italiane. Le spine nel fianco rimangono i costi di produzione e i prezzi bassi che, in quattro anni, hanno messo in ginocchio 600 aziende. Questi sono i dati che emergono dal 1° report 2025 “Economia, agricoltura e agroalimentare” di Confagricoltura Verona, realizzato in collaborazione con l’Ufficio Studi CGIA di Mestre
Numeri incoraggianti per la patria di Romeo e Giulietta che dopo aver registrato una crescita dell'8,7 per cento nel 2024, anche quest'anno si ricorferma tra le top cinque province italiane in ambito agroalimentare. Shakespeare a parte, qui a fare da traino è l'export, settore che dal 2007 al 2023 ha più che raddoppiato la crescita. Dati in controtendenza rispetto al Veneto che potrebbe frenare (-0,1%) a causa della decrescita di alcune province: -3,6% di Treviso e -3,7% di Venezia.
Una crescita più contenuta rispetto allo scorso anno, che tuttavia manterrà una buona progressione rispetto al già considerevole dato di 1,078 miliardi di euro di valore aggiunto, equivalente al 30% del totale regionale.Un primato che non minaccia l'impego delle unità di lavoro: anche se si assisterà ad una flessione del 4,8%, passando da 26.900 al 25.600 unità di lavoro, Verona rimane la provincia con il numero più elevato di lavoratori in agricoltura, corrispondenti a quasi il 30% degli occupati del comparto in Veneto.
Il vero motore rimane l'export, che dal 2007 al 2023 è più che raddoppiato passando da 1,6 miliardi a 4,3 miliardi (+ 164%) e portando la provincia sul gradino più alto del podio rispetto alle altre realtà italiane, rafforzando la supremazia davanti a Cuneo e Milano.
In questo cielo parzialmente sereno, permangono nubi di preoccupazione legate all'aumento dei costi di produzione. Tra impennate, prezzi in ribasso, assetto internazionale instabile ed epizoozie, molte aziende non riescono a restare sul mercato. I dati camerali del decennio 2014-2024 dicono, infatti, che in provincia di Verona sono sparite circa 1.500 aziende. Resistono sul mercato le aziende agricole con più di dieci addetti, mentre calano le microimprese.
“Il report - sottolinea Alberto De Togni, presidente di Confagricoltura Verona - offre una dettagliata panoramica sull’agricoltura nazionale, regionale e provinciale, confermando la leadership di Verona per l’export agroalimentare.
"Il 2025 si apre, però, in un contesto preoccupante - aggiunge Renato Mason, segretario di Cgia-Mestre - in cui l’aumento dei costi energetici e le tensioni internazionali, con gli annunciati dazi, potrebbero mettere in pericolo i risultati raggiunti. A ciò va aggiunto il pericolo di eventi catastrofali, sempre più frequenti in questi ultimi anni”.
Claudia Boccucci
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