Al via CoopStartUp Umbria, Legacoop lancia la sfida per l'impresa sostenibile (VIDEO)

Presentato a Narni il progetto che vedrà lanciare 10 nuove realtà cooperative. Il presidente regionale Valenti: "Proviamo a trattenere i nostri giovani, altrimenti la regione si spopola". Il presidente nazionale Gamberini: "Start Up cooperative grazie alla mutualità sono ecosistema dell'innovazione". Guarda la nostra videointervista
Start up e cooperazione. Un’associazione non sempre immediata nei meccanismi economici attuali, ma che in realtà sta prendendo sempre più piede, soprattutto in questa fase delicata dell’economia nazionale ed internazionale.
Arriva anche in Umbria “Coopstart up”, l’iniziativa varata da Legacoop per favorire la nascita di nuove imprese sostenibili che seguano i principi della cooperazione.
Il progetto è stato presentato con il convegno “Creare nuove imprese sostenibili”, organizzato a Narni (Terni) presso l’auditorium della ex chiesa di San Domenico nell’ambito del Festival della sociologia.
Moderati da Federico Fabrizi de “Il Messaggero”, sono intervenuti Danilo Valenti, presidente regionale umbro di Legacoop; Simone Gamberini, presidente nazionale di Legacoop; Donato Archetti di Coopfond; Carlo Ottone, amministratore delegato del Mich; Marcello Signorelli, direttore del dipartimento di Economia dell’Università di Perugia; l’imprenditore Lorenzo Marzolla, che ha portato la sua esperienza di startup cooperativa e l’assessore regionale allo sviluppo economico Michele Fioroni.
L’iniziativa è sostenuta anche da Anci Umbria e della Camera di Commercio dell'Umbria, la collaborazione dell’Università degli Studi di Perugia, Confapi ed il sostegno di Banca Etica, Consulta delle fonazioni bancarie dell’Umbria ed UniAssiTeam.
In platea c’era una bella fetta del mondo economico umbro. Fra gli altri i segretari regionale e provinciale della Cisl Angelo Manzotti e Riccardo Marcelli; quello regionale della Fim Cisl Simone Liti; i direttori provinciali di Perugia e Terni di Confapi Valeria Cardinali e Cesare Cesarini; Ermanno Ventura della Diocesi di Terni-Narni-Amelia; il presidente di Coop Centro Italia Antonio Bomarzi; i vertici regionali di Confagricoltura e dell’Inps oltre a Gianfranco Recchia di Deloitte.
Cooperazione per uno sviluppo sostenibile
Danilo Valenti, padrone di casa ha spiegato l’idea che sta dietro al progetto: “Dobbiamo provare a trattenere i nostri giovani - sottolinea - L’Umbria ha perso 33.000 Under 35 negli ultimi otto anni mentre stanno crescendo a dismisura gli over 65.
Senza contare quei 2000 giovani che dopo aver studiato qui preferiscono poi andare a lavorare all’estero. Ci siamo quindi chiesti cosa potessimo fare noi, quale poteva essere il nostro contributo e la risposta è CoopStartup Umbria, per provare a rilanciare lo sviluppo economico del territorio”.
Una sfida importante, perché Legacoop lancerà 10 nuove start up in forma cooperativa mettendo disposizione contributi economici, percorsi di formazione ad hoc per la fase progettuale e postprogettuale.
Offrirà, poi, un costante accompagnamento per il periodo iniziale delle attività: “Coopstartup sarà per queste imprese la garanzia di sopravvivenza – spiega Valenti – perché una impresa stabile e sostenibile è una impresa competitiva che può presentarsi sui mercati nazionali ed internazionali”.
Il bando riimarrà aperto fino al 15 gennaio 2024, e vuole supportare non solo la creazione, ma soprattutto lo sviluppo di idee imprenditoriali capaci di apportare benefici alla comunità locale e al territorio in termini di aumento dell’occupazione e di crescita economica, sociale e culturale ed in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.
Le prime tre fra le 10 imprese lanciate saranno sostenute poi nella crescita con 10.000 euro ciascuna, contributo a fondo perduto.
“Siamo consapevoli delle criticità e delle sfide del nostro sistema economico - aggiunge il presidente di Legacoop Umbria - e con questo progetto intendiamo assumerci la nostra parte di responsabilità mettendo in campo delle risposte. Occorre ripartire dalle idee, da chi ha buone idee per nuove imprese e merita di essere sostenuto”.
Il ruolo di Coopfond
Un ruolo chiave lo avrà Coopfond che sosterrà le imprese con strumenti di equity, “perché il nostro ruolo non è soltanto promuovere una impresa cooperativa ma essere anche uno strumento di conoscenza del sistema”, sottolinea Donato Archetti dell’area progetti di Coopfond.
“Potenziali imprenditori devono comprendere che si può stare nel mercato anche con un modello diverso da quello capitalistico”.
La mutualità come modello
La chiave delle startup cooperative è la mutualità: “Il nostro modello dura nel tempo – spiega il presidente nazionale Gamberini – ha un rapporto forte con la comunità ed è fortemente mutualistico. Anzitutto perché Coopfond non si limita ad accompagnare la nascita delle imprese ma poi le sostiene.
Poi perché la chiave è fare rete: le realtà che nascono vengono da subito messe in rete con quelle esistenti, che le sostengono. Potremmo definirlo un ecosistema dell’innovazione”.
L’esempio pratico di questo modello di impresa lo ha portato Lorenzo Marzolla, presentando la sua Multicopter Drone: “Noi siamo tre soci e non avevamo idea di come funzionasse la cooperazione – ha spiegato – però ci riconoscevamo nei principi della cooperazione e così abbiamo partecipato al progetto, uscendone vincitori.
Non avevamo precedenti imprenditoriali e quindi Coopstartup è stato determinante per avere le “spalle coperte”. Fare rete è fondamentale quando si sceglie questo modello”.
(Danilo Valenti, presidente Legacoop Umbria)
Il legame con l’università
Un modello a cui guardano sempre con maggiore interesse anche gli incubatori come il Mich, realtà consolidata del ternano, provincia al secondo posto nazionale per percentuali di nuove startup (dopo Trento e davanti a Milano): “Quello che spesso manca a chi fa startup – sottolinea il direttore Carlo Ottone – è la piena conoscenza di tutti gli strumenti economici a disposizione, oppure il loro utilizzo non corretto. Il ruolo di incubatori come il Mich è anche questo”.
Tutto passa, come è evidente, anche dalla formazione. Mancano gli strumenti ma sempre più spesso anche figure adeguatamente formate per le esigenze delle imprese: “Per questo motivo – ha sottolineato il professor Signorelli – ho voluto nel dipartimento di Economia un comitato di indirizzo, formato da persone fuori dal mondo accademico, che aiutassero ad orientare i corsi a seconda delle esigenze delle aziende”.
La regione e il progetto Smart Up
Regione Umbria sosterrà il progetto di Legacoop. L’assessore Michele Fioroni, ha ricordato gli strumenti messi in campo in quest’ambito, a partire da Smartup “che sin da subito mette le startup al lavoro su un business model”.
Perché, come ha sottolineato “quello che è mancato finora è la valorizzazione del percorso imprenditoriale, una cassetta degli strumenti che aiuti a misurare i tre fattori chiave, ovvero il livello di innovazione, il valore aggiunto nel settore manifatturiero e la capacità di interfacciarsi con gli interlocutori finanziari.
In sostanza, le startup vanno accompagnate dopo la nascita e la partenza anche nella fase più critica. Noi abbiamo lavorato su questo”.
GUARDA LA VIDEOINTERVISTA A DANILO VALENTI
Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)
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