Anagrafica e demografia al centro della visione del Paese

Solo l'attrazione di nuovi talenti può invertire la tendenza che vede i giovani scappare all'estero. Ma l'Italia è pronta?
L’Italia invecchia e perde pezzi. Tasso di natalità oramai cronico, fuga dei giovani all’estero e condizioni economiche (degli stipendi) critiche stanno condizionando il futuro del Paese.
I comparti dell’agricoltura, dell’artigianato, dell’industria e del commercio sono in ansia per mancanza di personale. Si salvano per ora i servizi.
Cosa fare?
Qualsiasi (auspicata) manovra che possa sostenere veramente la natalità porterà i risultati solo fra qualche decennio.
E quale sarà il prezzo da pagare sul welfare e sulle future pensioni?
Ecco quindi che l’unica via di uscita è quella di ritornare ad attrarre e quindi invertire la tendenza degli ultimi anni che ha spinto i nostri giovani a ‘scappare’ all’estero per trovare fortuna spesso attratti da stipendi più interessanti.
La partita sarà complicata ma è l’unica via per poter dare un futuro solido a questo Paese che ha grandi potenzialità, grandi capacità e può contare da sempre su quel ‘made in Italy’ che ci ha fatto grandi nel mondo. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo!
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Mettersi in condizione progettare il futuro
Attrarre poi lavoratori e lavoratrici anche dall’estero: formarli nel loro paese o se necessario e possibile in Italia e inserirli così in modo ordinato nel mondo del lavoro.
E’ quello che ha annunciato nei giorni scorsi il colosso delle infrastrutture Webuild che assumerà 10.000 persone in Italia in 3 anni formando anche gli stranieri.
La partita è quella decisiva da giocare e tutti siamo chiamati a scendere in campo!
#dettofatto di Giovanni Giorgetti
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