sab 14 mar 2026

Seguici su:

09/01/2023

Appennino tutto l'anno: la regione Emilia Romagna disegna il futuro del turismo oltre la neve

(Andrea Corsini, Assessore a mobilità e trasporti, infrastrutture e turismo Regione Emilia Romagna)

Incontro con le destinazioni turistiche dell'assessore Corsini per delineare gli scenari: "Necessario investire in promozione, tecnologie e ricettività". Ma intanto i numeri confermano una ripresa minacciata da caldo invernale e caro-energie

Appennino verde e bianco per una montagna da vivere tutto l’anno. A fronte della crisi che sta investendo le vacanze sullo sci in tutto l'appennino per le temperature più alte mai registrate negli ultimi quarant’anni, con impianti chiusi, disdette negli alberghi e maestri di sci senza lavoro, la Regione Emilia Romagna, fa il punto con le destinazioni turistiche per programmare la stagione.

I dati del turismo in Appennino

Il punto di partenza sono i dati che vedono il turismo in appennino in risalita. Dopo un 2019 che aveva fatto registrare 579.000 arrivi e 2.474.000 presenze dal marzo 2020 i comprensori montani e appenninici si sono fermati per un anno e mezzo a causa dell’emergenza pandemica. 

Numeri poi parzialmente compensati dal buon andamento delle stagioni estive che hanno positivamente risentito della voglia di contatto con la natura, ricerca di relax e di distanziamento da parte dei turisti.

I dati del periodo maggio-settembre 2022 hanno confermato, infatti, una ripresa significativa con un movimento turistico estivo che ha registrato 494.000 arrivi e 1,8 milioni di presenze, con un incremento rispettivamente del +34,6% e del +17% rispetto al 2019, ultima stagione pre-Covid.

L’assoluta mancanza di precipitazioni nevose e le temperature elevate tra fine 2022 e inizio 2023 hanno imposto un brusco stop negli arrivi e nelle presenze, in un periodo, quello delle feste natalizie, che rappresenta da solo circa il 40-45% del fatturato turistico invernale complessivo per il comparto montano con un impatto che potrà essere puntualmente valutato solo alla fine del primo trimestre 2023 (dati Trademark).

I temi sul tavolo per il futuro

Sono tre i temi sul tavolo che l'assessore Andrea Corsini ha davanti: promozione, ricettività, emergenza neve.

Sulla montagna non siamo all’anno zero - afferma Corsini -. Investiamo mezzo milione all’anno in promozione, comunicazione e partecipazione alle fiere più importanti del settore.

E quest’anno abbiamo già previsto un aumento del 30% per sostenere il turismo green, senza dimenticare che abbiamo rafforzato con 1 milione di euro di risorse regionali il fondo nazionale per gli investimenti di riqualificazione dei percorsi e i sentieri per camminatori e ciclisti.

Inoltre, insieme ad Apt, lanceremo per il 2023-2024 il nuovo progetto ‘Destinazione Appennino’ che sarà finanziato con 600mila euro l’anno proprio per spingere la montagna come vacanza attiva, esperienziale e di benessere lungo 365 giorni all’anno”.

Le attività in rampa di lancio

Molte le attività promosse dalla Regione che interessano il turismo in montagna: da Alberto Tomba testimonial dell’Appennino verde -“Una palestra a cielo aperto” -, alla partecipazione con l’agenzia di promozione turistica regionale Apt a Sky Pass di Modena, il Salone del camper e del turismo all’aria aperta di Parma, la fiera Outdoor di Parigi, alla promozione online sui maggiori siti nazionali e stranieri, ai progetti a sostegno delle Vie di pellegrinaggio e cammini, il Circuito dei castelli e delle dimore storiche e i Borghi, di cui l’Emilia-Romagna è Regione capofila nazionale.

E poi gli eventi sportivi, tra bike e sci, che solo nel 2022 sono stati sostenuti dalla Regione con circa mezzo milione di euro.

Oltre ai più di 11 milioni di euro (11.644.164,11) sui 30 milioni complessivi (38.696.166,35) concessi ai Comuni della montagna per i progetti di riqualificazione e realizzazione degli impianti sportivi negli ultimi quattro anni.

Investimenti che hanno generato più di 21 milioni di euro. Su 46 progetti ammessi a contributo il 27% sono quelli presentati dai Comuni montani che hanno ricevuto il 30% delle risorse complessive.  

Necessari investimenti in tecnologie

Ci sono però due considerazioni da fare - prosegue Corsini -. La prima è che non dobbiamo assolutamente contrapporre l’Appennino bianco a quello verde.

Al Cimone e al Corno, per esempio, non puoi prescindere dall’offerta sci, quindi devi avere un’alternativa da mettere in campo in caso di condizioni anomale come quelle che si sono verificate quest’anno.

Per questo è necessario investire in tecnologie di nuova generazione, che peraltro consumano meno di quelle attuali, per far fronte ad eventuali emergenze.

Bianco e verde devono andare a braccetto se si vuole fare industria turistica tutto l’anno come ci insegnano le località dell’arco alpino, l’Austria e la Svizzera.

Questa è la sola risposta forte che possiamo dare al turismo in montagna pensando anche al tema del lavoro, per fornire agli operatori della filiera una prospettiva di occupazione duratura”.

L’altra considerazione, sottolinea Corsini, riguarda la ricettività. “Dobbiamo potenziare la nostra offerta, ora insufficiente per qualità e quantità, se vogliamo aumentare le presenze in montagna.

Per questo nei bandi da 350 milioni di euro per la riqualificazione delle strutture alberghiere, campeggi e altra ricettività che stiamo per lanciare sono previste premialità per chi fa accoglienza in montagna”.

Redazione Cuoreeconomico
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 7023475
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com