mar 28 apr 2026

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AREE INTERNE. Comune di Caldarola, Sindaco Fabbroni: “Il futuro è possibile solo con politiche di vasta area”

(Giuseppe Fabbroni, Sindaco Comune di Caldarola)

Il Sindaco di Caldarola, Giuseppe Fabbroni, racconta le sfide di un piccolo Comune del cratere sismico del 2016, alle prese con spopolamento, ricostruzione lenta e risorse limitate. Con uno sguardo realista ma speranzoso, il sindaco sottolinea l'importanza di strategie condivise e interventi statali per valorizzare le potenzialità del territorio. Una speranza che si inserisce nel clima del Norcia – Camerino 2025 Glocal Economic Forum ESG89, in programma 23 e 24 maggio

Quali strategie ha adottato Caldarola per contrastare lo spopolamento e incentivare i giovani a rimanere o tornare nel territorio?

“Caldarola è un piccolo Comune di 1.600 abitanti, facente parte del cratere sisma 2016, che dopo il sisma suddetto ha perso circa 1l 15% di polopazione. Una strategia efficace per contrastare lo spopolamento ed incentivare i giovani non è possibile se non in minima parte a livello di un comune cosi piccolo. Occorrono politiche incentivanti di area vasta, che inducano un nuovo sviluppo economico-sociale basato sulle caratteristiche e potenzialità del territorio. Per sviluppare tali politiche occorrono risorse finanziarie ingenti, che possono essere rese disponibili solo dallo Stato e dalla Regione, ma che allo stato attuale non ci sono.”

In che modo la riqualificazione del patrimonio storico e culturale del comune sta contribuendo al rilancio economico e sociale della comunità?

“Caldarola possiede un patrimonio storico, culturale, artistico di tutto rilievo, che potrebbe fungere da volano di sviluppo turistico (Castello, Palazzo comunale, Chiese ecc.) Tuttavia tale patrimonio è tuttora inagibile a causa del grave danno procurato dal sisma. Considerato il complesso delle situazioni, ci vorranno ancora diversi anni perchè tale patrimonio possa essere fuito e possa portare frutto. La speranza è che quando ciò potra avvenire la comunità caldarolese sia ancora in efficienza tale da essere in grado di gestire tale ricchezza, considerato l’invecchiamento e lo spopolamento già in grave avanzamento.”

Lo smart working rappresenta un'opportunità per le aree interne. Quali iniziative ha intrapreso l'amministrazione per attrarre professionisti che lavorano da remoto?

“Lo smart working potrebbe rappresentare una opportunità di ripopolamento anche se parziale e non decisivo a mio parere. La rete internet presente raggiunge la gran parte del territorio in maniera efficiente. Ma per fare ciò bisogna pensare anche a creare spazi pubblici utili da cedere ai potenziali utilizzatori e ciò ci porta inevitabilmente alla ricostruzione che procede in modo troppo lento ed ostacola anche questa prospettiva.”

Quali misure di fiscalità agevolata sono state implementate per stimolare gli investimenti e favorire l'insediamento di nuove attività economiche nel territorio comunale?

“Le già ridotte finanze del Comune ogni anno, anzichè essere incrementate almeno per pareggiarle al tasso di inflazione, vengono costantemente tagliate dallo Stato centrale. La ns capacità fiscale è limitata anche per effetto dell’ampio patrimonio privato inagibile. Quale fiscalità possiamo mettere in campo per favorire gli investimenti privati e le nuove aziende? Poca cosa e certo non determinante. Qui dovrebbe intervenire lo Stato con risorse significative, ma tale intervento non si vede all’orizzonte.”

Come immagina il futuro di Caldarola nel contesto delle sfide demografiche ed economiche che interessano molte aree interne italiane?

“Credo che Caldarola non sia il più svantaggiato dei paesi dell’entroterra maceratese e dei comuni del cratere. Credo esistano realtà ben più sfortunate. Siamo agganciati alla supertrada 77, dal nostro territorio parte la nuova rete viaria a scorrimento veloce che dovrà arrivare ad Ascoli Piceno collegando una bella fetta di entroterra; abbiamo alcune realtà manifatturiere anche di pregio che hanno resistito al sisma e che forniscono occupazione stabile; abbiamo bellezze culturali, paesaggistiche, tipicità che potrebbero, come dianzi detto, ingenerare un circuito virtuoso di sviluppo economico sociale. Abbamo inoltre una grande ricchezza associativa ed una capacità di resilienza ed impegno dei nostri cittadini. Nel 2024, diversamente da tanti altri comuni, abbiamo avuto un piccolo incremento demografico che ci fa ben sperare. Io vedo la Caldarola del futuro come un mix di diverse componenti economiche e sociali che operino in forma sinergica per il benessere e lo sviluppo armonico della Comunità. Credo tuttavia che lo sviluppo non possa tuttavia essere solo di un comune ma di una vasta area nella quale deve dispiegarsi una crescita complessiva, nel rispetto, come ho sopra detto, delle caratteristiche e potenzialità del territorio.”

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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