AREE INTERNE. Comune di Sellano, Sindaco Gubbiotti: "Pensare in modo sistemico per riportare vita nei borghi"

(Attilio Giubbiotti, Sindaco Comune di Sellano)
Il sindaco di Sellano, Attilio Giubbiotti, condivide la sua strategia per rilanciare il borgo umbro attraverso il turismo lento, la sostenibilità e uno sviluppo sistemico. Con il ponte tibetano come punto di svolta e progetti che valorizzano natura, cultura e innovazione, Sellano punta a diventare un modello di rinascita per i piccoli comuni, attraendo visitatori, smart workers e nuovi residenti. Una prospettiva che trova largo respiro nel clima del Norcia - Camerino 2025 Glocal Economic Forum ESG89, in programma 23 e 24 maggio
Il turismo lento e l’autenticità dei borghi sono sempre più apprezzati. Come Sellano può sfruttarli per attrarre opportunità?
“Sellano sta puntando molto sul turismo lento con lo sviluppo di un ecosistema turistico articolato in interventi graduali e collegati. La valorizzazione dell’ambiente naturale, fortunatamente in gran parte intatto, ci consente di favorire attività outdoor (trekking, biking, cavallo) che ben si sposano con il nostro ponte tibetano. L’edificazione di quest’ultimo è stato infatti il primo passo per riportare Sellano sulla mappa e all’attenzione del pubblico, e intorno a questo stiamo creando una situazione che invogli imprenditori ad aprire nuove attività per soddisfare le richieste di un pubblico crescente. In parallelo, i lavori di restauro dei danni del terremoto 2016 sono finalmente in linea d’arrivo. I danni lievi sono stati riparati, quelli più ingenti a edifici di pregio sono in corso e la maggioranza sarà completata entro il 2025, restituendone alcuni anche ad usi pubblici. Contemporaneamente si sta lavorando al ripristino di percorsi, seguendo le antiche mappe Gregoriane, e alla destinazione di spazi il cui restauro è stato completato ad attività che vanno dalla formazione all’aggregazione per i cittadini di tutte le età, e a spazi a destinazione sportiva e di intrattenimento per tutti”.
Ci sono esempi di aziende o imprenditori che hanno scelto di investire a Sellano grazie a politiche locali o regionali di incentivo?
“In seguito al grande afflusso di visitatori per il ponte, diverse nuove attività sono in via di allestimento, alcune di prossima apertura, e tutti sono stati incoraggiati a beneficiare di incentivi e bandi disponibili in vista di facilitare l’apertura di servizi, partendo da quelli per ospitalità e ristorazione, e di spazi commerciali. Procedure più snelle e flessibili per quanto riguarda l’acquisizione di finanziamenti, anche combinati pubblico-privato, sarebbe benvenuta e renderebbe più progetti realizzabili.”
Il lavoro da remoto può rappresentare una leva strategica per lo sviluppo dei borghi. Sellano è attrezzato per accogliere smart workers?
“La presenza di connessione su fibra ottica diffusa sul territorio facilita la permanenza di professionisti che lavorano in remoto, ed alcuni sono già presenti a Sellano. Si intende sviluppare ulteriorente l’offerta del borgo per incoraggiare più persone ad avvantaggiarsi delle condizioni favorevoli. La scarsità di appartamenti in affitto è un ostacolo, ma la presenza di un ostello già restaurato e di alcune casette di legno in corso di rimodernamento (nella borgata di Villamagina), e soprattutto l’ostello nel centro storico di Sellano, il cui restauro sarà ultimato prossimamente, offrono delle opportunità da sfruttare. Si sono già avuti contatti con diverse agenzie che coordinano la sistemazione di “nomadi digitali” per conto di grandi aziende internazionali. La presenza di tali figure si inserisce nel piano di sviluppo per arrivare a incrementare il numero di presenze anche al di fuori della stagione turistica.”
Il Comune ha un grande potenziale legato al turismo esperienziale e sostenibile. Quali iniziative state promuovendo per valorizzarlo?
“Il comune ha sviluppato negli anni un fattivo rapporto con varie entità come associazioni culturali, sportive e naturalistiche che offrono attività destinate sia ai residenti che ai visitatori. Insieme a queste entità esterne il comune lavora alla creazione di un calendario di eventi e attività che si sta gradualmente ampliando e interessando un numero maggiore e una più gran varietà di persone. In parallelo il comune continua il suo lavoro di miglioria delle infrastrutture che facilitano la creazione di nuove offerte. NAtura, cultura, architettura, storia sono tutti elementi di grande pregio presenti in abbondanza nel nostro territorio, l’intenzione è di valorizzarli e contestualizzarli di modo da realizzare un’offerta ampia e di qualità sia per i cittadini che per i visitatori. Abbiamo l’ambizione di divenire un modello di sviluppo sostenibile e adatto ai tempi che possa essere riproducibile altrove e benefici non solo il nostro comune ma tutta l’area.”
Esistono programmi di incentivi per il recupero di abitazioni abbandonate o per chi desidera investire nel settore dell’accoglienza diffusa?
“Al momento non esistono incentivi, l’ostacolo maggiore per poter disporre dei molti edifici abbandonati, che potrebbero essere messi a disposizione con condizioni agevolate, risiede nel fatto che la maggioranza di questi è proprietà di un gran numero di eredi quasi tutti residenti all’estero in vari paesi. Il processo di acquisizione di tali proprietà è dunque complesso, lungo ed oneroso. Il comune si sta adoperando per recuperare, dove possibile, spazi ed edifici ed ha progetti per potenziali riutilizzi degli stessi, ma siamo consapevoli dell’impossibilità di raggiungere risultati a breve termine.”
Qual è la sua visione per il futuro di Sellano nei prossimi anni?
“Siamo convinti che per riportare vita nei nostri borghi sia essenziale pensare in modo sistemico e a lunga scadenza. Interventi spot possono dare visibilità momentanea, ma non risultano in una reale rinascita. Qui si tratta di creare le condizioni necessarie alla crescita di una comunità che negli anni si è disgregata in seguito a emigrazione, terremoti, ricostruzioni troppo lente, inefficienze amministrative, tutti elementi che hanno messo in moto una reazione a catena negativa. Ricreare rapidamente una comunità che si era sviluppata nei secoli non è possibile, pensare agli elementi costitutivi di una nuova comunità è un esercizio complesso ma crediamo fermamente che sia possibile. La carenza di servizi di base, che non dipendono dall’amministrazione comunale, purtroppo non aiuta in questo processo di sviluppo, ma quello che stiamo facendo è pensato coerentemente e mira appunto a costruire i mattoni fondamentali sui quali una comunità sana e prospera si può riformare.”
Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)
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