ARTIGIANATO. La premier Meloni annuncia la riforma della legge quadro. Felici (Confartigianato Imprese Piemonte): “Ora le aziende potranno crescere senza perdere l’identità”

(Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte)
“Esprimiamo grande soddisfazione per l’annuncio della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni del 28 ottobre all’Assemblea per gli 80 anni di Confartigianato, sulla riforma della legge quadro dell’artigianato”.
Ad affermarlo Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte).
“È un passaggio importante, che riconosce un principio per noi fondamentale: non si deve essere costretti a rinunciare alla propria identità artigiana per poter crescere – prosegue Felici - Meloni ha anche annunciato l’inserimento nella legge di Bilancio del principio per cui un’impresa nata artigiana può mantenere questa qualifica anche quando cresce, questo rappresenta anche per il Piemonte una risposta concreta a una richiesta che Confartigianato porta avanti da tempo.
Le parole della premier colgono il cuore della riforma: dimensione e natura artigiana devono poter coesistere: deve essere riconosciuto il valore di chi lavora con le proprie mani, mette in campo competenze, esperienza e creatività, non soltanto di chi apporta capitale.
Per il Piemonte, terra di manifattura e di piccole imprese fortemente integrate nelle catene del valore, questo significa liberare energie imprenditoriali e dare prospettive a chi vuole crescere. La riforma può essere un importante segnale di fiducia verso l’artigianato e il suo futuro.
Ci rendiamo conto che il contesto comunitario renda impossibile al governo operare le necessarie riforme strutturali; tuttavia, speriamo che nella legge di bilancio trovino spazio provvedimenti di impulso alla crescita.
Come Confartigianato abbiamo ribadito le difficoltà che quotidianamente incontrano le nostre imprese in termini di costi energetici e accesso al credito: abbiamo chiesto al Governo che la transizione energetica sia accompagnata con pragmatismo, utilizzando gli spazi di flessibilità europei e sostenendo soluzioni che consentano alle imprese italiane di competere ad armi pari con i partner europei.
Infine – conclude Felici - abbiamo indicato la necessità di investire sul lavoro e sulle nuove generazioni: detassare le assunzioni dei giovani e valorizzare l’apprendistato significa offrire alle imprese competenze di cui hanno bisogno e ai ragazzi prospettive concrete. Siamo allineati con la necessità espressa dalla premier Meloni di superare definitivamente l’idea che la formazione tecnica e professionale sia un percorso di serie B: è invece una strada qualificata per acquisire competenze richieste dalle imprese e costruire il proprio futuro”.
di redazione CUOREECONOMICO
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