ARTIGIANATO. Piccole imprese, grande burocrazia: la Toscana fa il punto con l’Osservatorio CNA

Presentate a Firenze le “100 semplificazioni” per liberare il potenziale produttivo delle PMI, senza costi per lo Stato
La burocrazia continua a essere il fardello invisibile che grava sulle spalle delle micro e piccole imprese italiane. Un labirinto di norme, adempimenti e tempi dilatati che non solo rallenta l’attività economica, ma spesso ne scoraggia lo slancio. È proprio per sciogliere questi nodi che ieri, all’Hotel Indigo di Firenze, è stato presentato il VI Osservatorio Burocrazia di CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), focalizzato su 100 proposte concrete di semplificazione.
Il documento, curato dal Dipartimento Relazioni istituzionali e Affari legislativi di CNA Nazionale, non si limita a denunciare le storture del sistema: offre soluzioni operative, applicabili senza intaccare i presidi di legalità o controllo. “Le nostre proposte – ha spiegato Marco Capozi, responsabile dell’Ufficio legislativo CNA – sono un esercizio di concretezza. Ogni punto individua il problema, la soluzione e i benefici in termini di costi e tempi”. Secondo le stime del Centro Studi CNA, se attuate, queste 100 misure potrebbero abbattere di 50 ore l’anno il tempo dedicato alla burocrazia da ciascuna impresa, traducendosi in un risparmio medio di circa 1.500 euro e in una riduzione complessiva di 7 miliardi di euro dei costi burocratici a livello nazionale.
“Non si tratta di alleggerire i controlli, ma di aumentare l’efficienza e la trasparenza”, ha sottolineato Luca Tonini, presidente di CNA Toscana, affiancato dal direttore Antonio Chiappini. Le proposte si rivolgono a 29 settori, dal tessile all’edilizia, e coinvolgono 830mila imprese e oltre 3,6 milioni di lavoratori. Un impatto significativo, che interessa quasi un quinto del tessuto produttivo nazionale. L’Assessore regionale alla Semplificazione Stefano Ciuoffo ha accolto con favore il rapporto: “È un contributo importante per l’Agenda della Semplificazione. Il confronto interistituzionale è essenziale per creare un ambiente normativo favorevole a investimenti e innovazione”.
Mario Del Secco, Segretario Generale di Unioncamere Toscana, ha rimarcato come la digitalizzazione abbia già semplificato molte procedure, ma che il vero salto di qualità richiede azioni come quelle della CNA: “La burocrazia è un freno che drena risorse preziose, va affrontata con pragmatismo”. Sulla stessa linea Alessio Mantellassi, sindaco di Empoli e delegato ANCI Toscana: “La riforma della PA deve partire anche dal basso, dai Comuni. Vogliamo collaborare con CNA per costruire linee guida operative che semplifichino l’accesso delle PMI ai servizi locali”. La giornata fiorentina ha dimostrato che il tema della semplificazione non è solo un’esigenza delle imprese, ma una sfida di sistema. La CNA ha offerto un piano, dettagliato e senza costi per le casse pubbliche. Ora la palla passa ai decisori politici, chiamati a trasformare le 100 semplificazioni in realtà. Perché liberare l’energia delle piccole imprese significa rilanciare l’intera economia italiana.
Redazione Cuoreeconomico
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