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08/05/2023

Baban (VeNetwork): “Cultura d’impresa vuol dire comprendere le nuove sfide: non basta fare bene, serve capire il mercato”

(Alberto Baban, presidente VeNetwork)

A colloquio con il presidente dell’acceleratore d’impresa più importante del Veneto: “Fondamentale fare massa critica e condividere esperienze per crescere sempre. Pnrr funziona se investito su formazione e futuro, preoccupano scarsità di materie prime e  crisi delle supply chain”

Unire le forze, per lo sviluppo economico di un territorio. Una ricetta che funziona sempre ma che va ancora meglio quando il terreno su cui seminare è fertile, come nel caso del Veneto.

Se oggi “sinergia” è quasi una parola d’ordine, visto che la situazione economica mette in difficoltà sempre più imprese, sino a qualche anno fa era quasi sinonimo di lungimiranza.

Così è nata la sfida di VeNetwork, un acceleratore di opportunità finanziarie, fra le prime esperienze in Italia, che riunisce oltre 73 imprese ed ormai prossimo ai 15 anni di vita il cui obiettivo è ben descritto dalla celebre frase di John Fitzgerald Kennedy che accoglie chiunque arrivi sulla home page del sito: “Non chiedete cosa il vostro Paese può fare per voi ma cosa voi potere fare per vistri il Paese”.

Un progetto in continua crescita, come spiega a CUOREECONOMICO il presidente Alberto Baban, dal 2013 presidente della Piccola Industria Veneto: “Dopo la crisi finanziaria del 2008 bisognava ripensarsi.

VeNetWork è nata nel 2011 durante la seconda ondata di credit crunch che colpì l’Italia contagiata dal fenomeno Lehman Brothers. Il Veneto fu pesantemente penalizzato anche dal fallimento di due grandi banche del territorio.

L’Italia dei primi anni venti è cresciuta sempre troppo poco e le evoluzioni tecnologiche avevano complicato la competizione internazionale.Serviva, allora come oggi, fare massa critica.

Trovare il modo di crescere condividendo le esperienze migliori tra imprenditori per migliorare la propria conoscenza e metterla a disposizione per creare un nuovo modello”.

Tramandare la cultura d’impresa

Scopo di VeNetWork è aiutare le aziende a crescere attraverso la promozione della cultura d’impresa, una sfida molto importante soprattutto in un Paese come l’Italia, dove le imprese a gestione familiare sono il cuore pulsante dell’economia.

Ma a che punto siamo? Baban sottolinea: “C’è un grande cambiamento in atto. Il più evidente è quello del passaggio generazionale che sta ponendo all’attenzione il tema del rinnovamento in un contesto di lettura molto complesso.

Siamo in un nuova fase della globalizzazione e della evoluzione tecnologica che si sposa con quella della transizione ecologica.

Non si può più fare impresa come prima e conseguentemente, liquidare il tema delle nuove generazioni che devono traghettare in continuità la gestione delle aziende, è sbagliato.

La cultura di impresa passa attraverso l’evoluzione della figura dell’imprenditore che per competere deve anteporre una grande capacità strategica e di analisi”.

“Il Made in Italy - prosegue Baban - è in piena evoluzione: occorre oggi allargare la visione aggregando all'idea di eccellenza produttiva frutto del nostro Know-how il tema della competitività sui mercati internazionali e della gestione di cicli di mercato complessi come quello pandemico e quello in essere del re-shoring. Le economie sono tutte collegate e non basta saper fare bene un prodotto, bisogna prevedere cosa vuole il mercato”.

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Le sfide dell’economia veneta

Nonostante un quadro migliore rispetto all’Italia, anche l’economia veneta ha di fronte sfide importanti e complesse: Ci sono modelli più performanti come quello dei vicini di casa emiliani e bisogna puntare ad ottenere più valore aggiunto - sottolinea Baban - Le risorse serviranno per pagare stipendi migliori e per affrontare gli investimenti in innovazione che saranno ingenti ed incontreranno il problema tipico della tecnologia moderna: l’obsolescenza.

Potrei paragonarlo al software dei nostri device come computer e smartphone. Impensabile di usare qualcosa vecchio di 10 anni. Non funziona più.

Così sarà per le nostre produzioni, fatte da manifatture sempre più automatizzate, che per le società di servizi e logistica che conoscono già questa complessità. Siamo nell’era della servitizzazione, quella che aiuterà ad aumentare il valore aggiunto delle nostre fabbriche”.

Il Pnrr per l’impresa veneta

Ma non c’è solo questo, perché ovviamente i grandi temi toccano necessariamente anche il Veneto. Inflazione, rincari e Pnrr sono tre nodi importanti da affrontare con decisione: “L’inflazione sta passando da un fenomeno prettamente energetico ad un suo consolidamento dovuto al costo delle materie prime che si sta riversando sul consumatore”, sottolinea Baban.

“Un’altra novità a cui non eravamo abituati. il tema salariale, la capacità di spesa delle famiglie si innestano nella complessità del tema del lavoro.

Il Veneto ha una disoccupazione bassa, quasi a livello fisiologico, ma il nuovo tema della mancanza di figure professionali sia per la manifattura tradizionale sia  nei servizi digitali e tecnologici, ci fa comprendere che siamo arrivati tardi ad interpretare i fenomeni demografici e quelli dei cambiamenti.

Il Pnrr può aiutare solo se investito (in termine politico si dice speso) in infrastrutture e formazione che guardino al futuro. Dobbiamo pensare come sarà il nostro Paese tra vent’anni e non solo risolvere urgenze e emergenze.

L’economia attraverserà fasi alterne e i primi segnali post-pandemici della scarsità di materie prime e la crisi della supply chain globale ci devono far riflettere.

Sta a noi prendere le giuste decisioni concentrati su migliorare il nostro quotidiano ma con uno sguardo sempre attento al futuro”. 

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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