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04/11/2022

Bagnara (Assoavi): “Coerenza e politiche di sistema per salvare un settore in difficoltà”.

(Gianluca Bagnara, presidente di Assoavi)

Il presidente dell’associazione Uovo Italiano: “Sarà un inverno difficile, stretti fra mangimi  alle stelle, caro-energia e carenza di materie prime. Al Governo chiediamo l’armonizzazione delle politiche per il settore, che attualmente si contraddicono”

Il settore avicolo e della produzione delle uova alla sfida della crisi energetica. Gianluca Bagnara, presidente di Assoavi disegna con CUOREECOOMICO uno scenario del comparto di estrema difficoltà, nonostante si approssimi un periodo solitamente di grande fermento.

Sul piatto il caro-prezzi, la carenza di mangimi ed il rischio che le produzioni estere prendano il sopravvento.

Rincari e carenza di materie prime sul tavolo

Normalmente questo sarebbe stato un periodo di grande entusiasmo – dice Bagnara – perché l’approssimarsi della fine dell’anno vuol dire l’arrivo delle feste e quindi l’aumento delle richieste per l’industria dolciaria, che produce pandori e panettoni, quindi ha bisogno di uova.

Quest’anno invece si sta molto a guardare perché tutto l’agroalimentare è in difficoltà, come anche il consumatore che ha difficoltà di spesa e deve contrarre i costi”.

Ma c’è anche un problema a monte: “Mais e mangimi sono aumentati in maniera esponenziale- spiega – prima questi costi incidevano per il 10 percento, ora siamo sul 70.

Diciamo che il settore galleggia, cercando di contenere i costi, ma ha anche un problema di approvvigionamento delle materie prime”.

D’altronde – aggiunge – in Italia abbiamo abbandonato la produzione agricola, e chi produce food preferisce importare la materia prima. Serve una filiera integrata o sarà crisi per tutti”.

Il rischio estero e l’inflazione

Ma se l’inflazione ed il caro-prezzi hanno cambiato gli scenari dei consumatori, il settore avicolo non sembra per ora preoccupato che le aziende dolciarie o affini si rivolgano all’estero: “Siamo preoccupati più che altro per la situazione economica generale, con l’aumento dei costi di produzione che mette in difficolta tutti.

Dobbiamo integrarci di più: l’agricoltura, la zootecnia, la mangimistica insieme. E dall’altra parte avere una industria che sia agroalimentare, non solo alimentare, creando un sistema Italia. La sfida è su questo”.

La sfida della transizione ecologica.

Intanto anche Assoavi si muove sul fronte della transizione ecologica: “Abbiamo organizzato un progetto di filiera – spiega – per completare la conversione da gabbie a sistemi alternativi e rendere il più possibile autonomi gli allevamenti ed i centri di produzione dal punto di vista elettrico.

Ma questo è un percorso che il settore aveva intrapreso da qualche anno e che questa situazione ha accelerato: siamo avanti da 10-15 almeno”.

L’agricoltura, la zootecnia ed il Pnrr

L’altra sfida è quella del Pnrr, anche se Bagnara non è convinto che l’agricoltura possa prendere slancio: “C’è un bando di filiera da un miliardo per il settore – spiega – ma non sono per sostenere la produzione. Servono per stimolare gli investimenti. Non basteranno, ovviamente”.

Da qui le richieste al Governo: “Prima di tutto serve coerenza – dice – non possiamo avere politiche contradditorie fra agricoltura, ambiente, sanità e pianificazione territoriale.

Da un lato abbiamo la Pac che spinge per il benessere animale e metodi alternativi di allevamento; ma la sanità dice il contrario, sostenendo che gli allevamenti all’aperto sono dannosi per gli animali.

Gli ambientalisti dicono che gli allevamenti all’ambiente sporcano; la pianificazione territoriale dice che non possono essere vicini alla città, ma gli ambientalisti chiedono che vengano preservate determinate zone.

Credo che sia il caso di mettersi d’accordo, altrimenti l’azienda diventa il punto di scontro e non di incontro. Fare agricoltura adesso non è solo prendere finanziamenti, ma fare mercato. Quindi servono politiche di sistema”.

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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