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14/06/2024

Banca d’Italia, Cavallo: «Più politiche per liberare il potenziale di crescita e frenare la fuga del capitale umano»

(Vincenzo Cavallo, Segretario generale Cisl Basilicata)

Vincenzo Cavallo (Segretario generale Cisl Basilicata): «Il rapporto della Banca d’Italia conferma che l’economia lucana presenta ancora rilevanti zavorre strutturali che ne frenano il potenziale di crescita, a partire dalla progressiva perdita di capitale umano dovuta alla emorragia di giovani che scelgono di studiare e lavorare in altre regioni»

Si potrebbe parlare di un potenziale ancora sprecato, della classica vecchia storia del “è intelligente ma non si applica”. È il quadro che emerge dall’indagine condotta da Banca d’Italia sul tessuto economico lucano.

«Pur in un quadro positivo di crescita occupazionale – dichiara il segretario della Cisl – la diagnosi della Banca d’Italia fa una radiografia accurata di un sistema economico che appare non in grado di sfruttare a pieno le sue potenzialità senza un indirizzo forte di politica industriale.

La crescita del 3 per cento degli occupati, che riguarda profili a bassa qualificazione, con redditi bassi e spesso non a tempo indeterminato, rende necessario un patto per la qualità del lavoro insieme alle parti datoriali nella convinzione che la qualità del lavoro sarà sempre più l'unico argine per fronteggiare la fuga del capitale umano».

Una situazione che va fronteggiata mettendo in atto politiche strutturate e mirate a sostenere le aziende del territorio, spina dorsale del futuro economico della regione.

«Di qui la necessità per la prossima Giunta regionale di implementare misure orientate al sostegno delle piccole e medie imprese, che in un’economia matura rappresentano un elemento di stabilizzazione del ciclo economico, nonché interventi nella direzione di un rafforzamento della filiera della conoscenza e di sostegno all’occupazione giovanile, a partire dalle aree interne – aggiunge Cavallo – In tal senso vanno le proposte che la Cisl ha lanciato in campagna elettorale per un grande patto sociale che agganci le transizioni energetica e digitale alla crescita del sistema produttivo locale e allo sviluppo di nuove e più avanzate pratiche di partecipazione e contrattazione per valorizzare a pieno il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori al futuro di questa regione».

Redazione Cuoreeconomico
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