ESG89 NORCIA 2026 | Fratini (Umbraflor):’Sono convinto che dal cratere possa nascere un modello avanzato di sviluppo, capace di coniugare transizione energetica, trasformazione digitale e rigenerazione del verde’

(Paolo Fratini, Amministratore Unico Umbraflor)
Immaginare un futuro globale, digitale e sostenibile per le zone del ‘cratere’. E poi valutare la transizione energetica per una nuova cultura di sviluppo economico che genera valore globale. Questi i temi centrali della settima edizione del NORCIA 2026 GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 che si svolgerà i prossimi 7 e 8 maggio nel Borgo di San Benedetto con lo sguardo attento verso le conseguenze del conflitto in Medio Oriente
‘Intervenire oggi sul tema della sostenibilità nei territori colpiti dal sisma significa affrontare una sfida complessa, ma anche cogliere un’opportunità straordinaria: quella di trasformare la fragilità in leva di innovazione e rinascita. Come Amministratore unico di Umbraflor, il vivaio regionale dell’Umbria, vivo quotidianamente il legame tra territorio, ambiente e comunità, e sono convinto che proprio dalle aree del cratere possa nascere un modello avanzato di sviluppo, capace di coniugare transizione energetica, trasformazione digitale e rigenerazione del verde.
I territori del cratere portano i segni delle ferite, ma anche un patrimonio di identità, paesaggi e relazioni che non può andare disperso. La ricostruzione non può limitarsi al ripristino fisico degli edifici: deve essere un processo più ampio, che ripensi il modo di abitare, produrre e vivere questi luoghi. In questo senso, la transizione energetica rappresenta una delle leve principali.
Riprogettare i centri abitati secondo criteri di efficienza energetica, puntare su fonti rinnovabili significa non solo ridurre l’impatto ambientale, ma anche rendere le comunità più autonome e resilienti.
Accanto all’energia, la dimensione digitale e le nuove tecnologie possono ridurre l’isolamento delle aree interne, favorire nuovi modelli di lavoro e attrarre giovani e competenze. Smart working, servizi digitali, gestione intelligente delle infrastrutture: sono tutti elementi che possono contribuire a ridare vitalità ai territori del cratere.
La digitalizzazione, inoltre, consente una gestione più efficiente delle risorse naturali e del patrimonio ambientale, offrendo strumenti concreti per monitorare, pianificare e intervenire in modo tempestivo.
In questo quadro, la rigenerazione del verde urbano e periurbano assume un valore strategico ancora più forte. Nei luoghi segnati dal sisma, il verde non è solo un elemento estetico, ma un fattore di ricucitura del tessuto sociale e paesaggistico.
Piantare alberi, recuperare spazi pubblici, creare parchi e corridoi ecologici significa restituire identità e qualità della vita alle comunità. Il verde contribuisce a migliorare il microclima, a contrastare il dissesto idrogeologico e a promuovere la biodiversità, ma svolge anche una funzione simbolica: rappresenta la capacità di rigenerarsi, di tornare a crescere.
Come Umbraflor, siamo impegnati proprio in questa direzione. La nostra attività non si limita alla produzione vivaistica, ma si estende alla progettazione e al supporto tecnico per interventi di riqualificazione ambientale. Crediamo che ogni intervento di ricostruzione debba integrare il verde come infrastruttura essenziale, al pari delle reti energetiche e digitali. Allo stesso tempo, l’innovazione tecnologica ci permette di migliorare i processi produttivi, ridurre gli sprechi e garantire qualità, contribuendo a una filiera sempre più sostenibile.
Il futuro dei territori del cratere può e deve essere globale, digitale e sostenibile. Globale, perché inserito in una rete di scambi, conoscenze e opportunità che superano i confini locali. Digitale, perché le tecnologie rappresentano uno strumento imprescindibile per colmare distanze e creare sviluppo. Sostenibile, perché solo un equilibrio tra ambiente, economia e società può garantire una crescita duratura.
La sfida che abbiamo di fronte è quella di trasformare la ricostruzione in un laboratorio di innovazione. I territori feriti dal terremoto possono diventare un esempio virtuoso di come sia possibile ripensare lo sviluppo in chiave sostenibile, generando valore non solo per le comunità locali, ma per l’intero sistema Paese. In questo percorso, il verde, l’energia e il digitale non sono elementi separati, ma parti di una stessa visione: quella di un futuro capace di rigenerare, includere e crescere’.
di Paolo Fratini, Amministratore Unico Umbraflor
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