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08/11/2024

Banca d’Italia: perdura l’incertezza per l’economia marchigiana

(Alfredo Bardozzetti e Sabrina Ferretti)

L’economia marchigiana sta attraversando una fase ciclica caratterizzata da persistente debolezza. Nel primo semestre del 2024, in base all’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d’Italia, l’attività economica regionale sarebbe cresciuta dello 0,2 cento rispetto allo stesso periodo del 2023, lievemente meno che in Italia (0,4 per cento)

Dati che arrivano da una relazione della Banca d'Italia illustrata dal responsabile dell'Ufficio analisi di Banca d’Italia, Alfredo Bardozzetti ad Ancona. A peggiorare il quadro, si aggiungono le tensioni geopolitiche presenti in Medio Oriente, motivo per cui l’incertezza dilaga negli interessi degli operatori economici. 

Nel settore industriale, le vendite hanno registrato un calo generale su quasi tutti i comparti manifatturieri, senza fare distinzioni per dimensioni d’impresa.

Bene per il settore delle costruzioni che ha continuato ad espandersi beneficiando delle opere messe in atto dal PNRR, mentre il terziario ha risentito dell’indebolimento della spesa delle famiglie e la liquidità delle imprese rimane su livelli storicamente elevati.

In compenso, nel primo semestre l’occupazione è cresciuta in linea con la media italiana, beneficiando del parziale recupero della componente autonoma, mentre l’espansione dei lavoratori dipendenti ha considerevolmente rallentato.

Per quanto riguarda il potere d’acquisto delle famiglie, ha beneficiato della stabilizzazione dell’inflazione su livelli contenuti, ma è cresciuto meno che nella media italiana riflettendo la più debole dinamica del reddito nominale. A rallentare rispetto alla media nazionale anche i prestiti bancari a clientela residente nelle Marche e alle famiglie.

La contrazione del credito al settore produttivo è proseguita, riflettendo principalmente la debolezza della domanda per effetto di tassi di interesse ancora elevati e delle minori esigenze per investimenti. D’altro canto, i depositi bancari di famiglie e imprese hanno ripreso a crescere, come nella media nazionale.

Redazione Cuoreeconomico
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