ven 20 mar 2026

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Barbalace (Confartigianato Calabria): «Solo l’1% esporta, contesto diverso dal nord: uscire dalla dimensione locale»

(Silvano Barbalace, segretario Confartigianato Imprese Calabria)

Il segretario regionale dell’associazione di categoria: «Investire su formazione, digitale ed internazionalizzazione per spingere in alto la ripresa. Bene le misure del Governo, ma i territori siano protagonisti per una migliore efficacia»

Il settore dell’artigianato in Calabria ed in generale le prospettive economiche della regione dopo la ripartenza ed alla luce delle nuove misure del Governo.

Ne parliamo con Silvano Barbalace, segretario della Confartigianato Imprese della Calabria.

La ripartenza del settore in Calabria dopo il Covid. A che punto siamo?

«Abbiamo trascorso un periodo non facile, anche perché il nostro contesto imprenditoriale è piccolo, con imprese in gran parte a condizione familiare o addirittura tante ditte individuali e perché come è noto la Calabria ha avuto un impatto molto forte col Covid.

Però qui da noi siamo sempre in emergenza, quindi diciamo che la situazione non ci ha trovati del tutto impreparati. Quanto alla ripartenza, ovviamente c’è stata, anche se i settori sono stati colpiti diversamente: molto quello dei servizi alla persona, meno l’agroalimentare.

La ripresa c’è stata anche grazie al settore dell’edilizia e al suo indotto, che con i contributi previsti dal Governo sta facendo da traino a tutto il settore imprenditoriali.

Le difficoltà maggiori che le imprese hanno e continuano ad avere sono proprio quelle relative all’uscita dal circuito locale».

Quali sono invece i settori dove occorre investire?

«Soprattutto la formazione. Manca manodopera specializzata, va formata. Questo è uno degli asset chiave. L’altro è quello del credito, che da noi è una problematica storica.

L’altro è l’internazionalizzazione: sono appena 1500 le aziende, su 180.000 iscritte alle nostre cinque camere di commercio, che esportano all’estero.

Di recente però abbiamo completato una missione a Dubai ad Expo 2020. Tutto questo tenendo sempre presente il contesto sociale ed economico regionale nel quale ci si sta muovendo, che è diverso dal Nord: le cattedrali nel deserto non ci servono».

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    Un altro punto chiave è quello relativo alla transizione digitale. Qui la Calabria sconta un ritardo…

    «C’è molto da lavorare, su questo fronte. Il Covid ha accelerato la necessità del cambiamento culturale, ma bisogna rendersi conto che digitalizzazione non vuol dire promuovere solo i propri prodotti sui social network o aprire un sito internet o fare e-commerce, che pure sono in grande crescita e sono importanti.

    Serve un cambio dal punto di vista organizzativo dell’azienda. Qui Confartigianato ha messo in campo tutta una serie di iniziative per sostenere le aziende».

    La sostenibilità sarà fondamentale per l’economia e le imprese del futuro. Come sta lavorando il settore in Calabria?

    «L’artigianato è per sua natura attento alla sostenibilità, è un tema insito nella sua natura, che si tramanda nelle generazioni. Ovviamente si può sempre migliorare.

    Gli artigiani in Calabria sono ufficialmente 35.000, questo è il dato censito, ma in realtà le aziende a vocazione artigianale sono molte di più. Occorre scegliere le azioni giuste da fare per ottenere risultati efficaci».

    In queste settimane si sta parlando della possibilità di un nuovo Governo se il presidente del Consiglio Draghi dovesse andare al Quirinale. Come vede questa situazione in relazione alla fase di rilancio economico?

    «Non c’è dubbio che in questa fase è fondamentale una stabilità di Governo, perché stanno arrivando le risorse del Pnrr ed un cambio di guida potrebbe creare rallentamenti o cambi di rotta e questo non va bene».

    E’ soddisfatto della Legge di Stabilità varata dal Governo?

    «Come Confartigianato abbiamo già espresso a livello nazionale un giudizio positivo, soprattutto sul pacchetto di 8 miliardi destinato alla riduzione della tassazione per le imprese ed ovviamente io sono d’accordo.

    Ci sono delle azioni ancora da fare, la strada è in salita ma il giudizio è positivo. Noi ci stiamo battendo soprattutto per la proroga degli incentivi per l’efficientamento energetico perché questi stanno dando un gran contributo alla ripresa.

    Per quanto concerne il Pnrr, siamo dell’idea che serva una cabina di regia con tutte le parti sociali ed il Governo Draghi si è detto d’accordo.

    Speriamo che non sia solo forma ma anche sostanza e che contestualizzi le azioni ai territori, per una maggiore efficacia».

    Di Emanuele Lombardini
    (Riproduzione riservata)

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