Barbieri (Confcommercio Milano): “Ottimisti per l’autunno, ma occhio all’inflazione”

(Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza)
Le previsioni per l’autunno della Confcommercio milanese. Parla il segretario generale: “Il rischio è che i risultati positivi ottenuti, come quelli nel turismo, vengano vanificati. A Milano preoccupano anche i cantieri nell’area nevralgica”
Moderato ottimismo per quest’autunno, ma anche una forte preoccupazione per la diminuzione dei consumi legata alle conseguenze dell’inflazione.
È il sentiment che emerge dalle imprese del terziario, rilevato dal sondaggio di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza (dati elaborati dall’Ufficio Studi) al quale hanno risposto 540 imprese, il 70 percento di Milano e Città metropolitana e per il 73 percento fino a 5 addetti.
Fra le categorie prevalenza, nelle risposte, del dettaglio non alimentare (27 percento) e della ristorazione (17 percento).
Nel corso dell’estate da poco chiusa (non ancora per il clima) il fatturato, rispetto al 2022, è rimasto invariato per il 39 percento delle imprese, diminuito per il 37 ed aumentato per il 24%.
Le variazioni maggiormente positive sull’andamento del fatturato si registrano nell’attività dei servizi alle imprese (+8,7) e della ristorazione (+3,5). In calo, invece, il commercio al dettaglio: - 3,2 per il non alimentare, - 2,5 per l’alimentare.
Turismo: meno italiani, più stranieri
Il 56 percento delle imprese (nelle attività interessate) ha confermato la tendenza di un aumento delle presenze turistiche straniere e una diminuzione degli italiani. L’incremento delle presenze straniere si ha in particolare a Milano città (segnalazione da parte del 46 percento delle imprese).
Le aspettative per l’autunno
Prevale un cauto ottimismo delle imprese sull’andamento dell’attività per quest’autunno: il 47 percento è moderatamente ottimista, il 6 ottimista. Pessimista, invece, il 47 percento
L’aspetto che di gran lunga preoccupa di più le imprese nell’immediato futuro è, invece, la diminuzione dei consumi legata alle conseguenze dell’inflazione e della perdita di potere d’acquisto (68 percento). A distanza i timori sul fisco (tributi nazionali 15 percento, tasse e tariffe locali 14).
E’ stato anche chiesto alle imprese di ordinare per importanza gli aspetti ritenuti prioritari: con il 47% emergono i costi dell’energia, pressoché appaiati ai costi delle materie prime (46 percento). Ma molto vicina è anche la difficoltà di reperire personale qualificato (45 percento).
Caro energia e cantieri
“Inflazione e rincari fanno temere per quest’autunno: preoccupano i costi di energia e materie prime e ancora il reperimento di personale qualificato. Serve un’attenzione particolare su questi temi – afferma Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza - perché il rischio è che i risultati positivi ottenuti, come quelli nel turismo, vengano vanificati”.
“E forte preoccupazione a Milano - sottolinea Barbieri - emerge anche per la sovrapposizione di cantieri in un punto nevralgico, l’asse corso Buenos Aires – piazzale Loreto, in una fase determinante per le centinaia di attività commerciali coinvolte: il periodo natalizio e dei saldi invernali.
Con il concreto rischio di blocco di una delle principali arterie di ingresso in città. Una preoccupazione più volte espressa all’Amministrazione comunale, purtroppo senza concrete rassicurazioni per scongiurare questo rischio”.
Redazione Cuoreeconomico
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