Bertinelli (Coldiretti ER): “Dall’alluvione danni incalcolabili, tempi lunghi per le zone dell’Appennino”

(Nicola Bertinelli, presidente di Coldiretti Emilia-Romagna)
Il numero uno regionale di Coldiretti fa il punto della situazione dopo la tragedia e gli ulteriori eventi meteo: “L’esondazione ha sommerso i frutteti soffocando le radici degli alberi fino a farle marcire con la necessità di espiantare e, poi reimpiantare, quasi 15 milioni di piante. Bisogna investire su innovazione e prevenzione, ma servono i ristori. Paniere anti-inflazione aiuta le famiglie, purchè ci sia tutela da pratiche sleali”
Le sfide ed il futuro dell’agroalimentare emiliano-romagnolo dopo l’alluvione, ma anche il presente, in un momento in cui il settore va molto forte a livello nazionale ed anche fuori, con l’impennata dell’export. CUOREECONOMICO ne parla con Nicola Bertinelli, presidente di Coldiretti Emilia-Romagna, a ridosso dell’ulteriore evento meteo che ha colpito il Nord Italia, provocando altri danni e frane anche nella regione.
Nicola Bertinelli, presidente Coldiretti Emilia-Romagna, a metà novembre partirà la piattaforma per la richiesta degli indennizzi ai danni causati dall’alluvione. Può farci un quadro della situazione in Emilia-Romagna?
“L’alluvione ha devastato oltre 5000 aziende agricole e allevamenti in Romagna, un’area dove la produzione lorda è pari a circa 1,5 miliardi di euro all’anno. L’acqua ha invaso i campi con la perdita di almeno 400 milioni di chili di grano nei terreni dove si ottiene circa un terzo del grano tenero nazionale.
Inoltre l’esondazione ha sommerso i frutteti soffocando le radici degli alberi fino a farle marcire con la necessità di espiantare e, poi reimpiantare, quasi 15 milioni di piante tra pesche, nettarine, kiwi, albicocche, pere, susine, mele, kaki e ciliegi.
Molto preoccupante è anche la situazione per i 250000 bovini, maiali, pecore e capre, ai quali si aggiungono i circa 400 allevamenti avicoli con polli, galline da uova e tacchini.
La Coldiretti ha registrato migliaia di animali morti e affogati. Hanno sofferto anche gli ulivi, le vigne e le colture da seme per cereali, bietole, girasole, erba medica ed ortaggi con migliaia di ettari coltivati completamente coperti dal fango”.
Quanto ci vorrà per una reale ripresa e un ritorno alla situazione pre-alluvione?
“La stima degli espianti è ancora in corso d’opera ma si provvederà alle semine già nelle prossime settimane per i cereali autunno vernini.
Auspichiamo che un avvio di ripresa produttiva ci sia già nel 2024. Ovviamente, oltre ai danni alle produzioni agricole, si aggiungono i danni alle strutture, ai macchinari e alle attrezzature, anche in questo caso il ripristino è urgente.
La situazione in Appennino è ancora diversa: nelle zone montane le frane richiedono tempi di intervento maggiori con un conseguente rallentamento delle realtà produttive diffuse e disagi dal punto di vista logistico”.
Proprio Coldiretti ha definito il 2023 l’anno nero dell’agricoltura italiana a causa degli eventi climatici estremi, con oltre un miliardo di danni solo in Emilia-Romagna. Come vi state organizzando per contrastare questi fenomeni?
“Le conseguenze dei cambiamenti climatici, come l’alluvione o le gelate, hanno messo in evidenza alcune criticità. Penso al sistema assicurativo che deve dare risposte alle aziende che intendono difendersi e, per questo, devono essere garantiti i sostegni alle assicurazioni attraverso le misure del Psrn.
Il Piano di sviluppo regionale è sicuramente uno strumento fondamentale per sostenere l’installazione di mezzi di prevenzione e quindi di difesa attiva (ad esempio ventole anti gelo/brina) che sicuramente hanno forte impatto nella mitigazione del cambiamento climatico.
In agricoltura può essere di grande utilità l’adozione di sistemi di precisione per aiutare le aziende nelle decisioni e prevedere eventi climatici permettendo all’agricoltore di mitigare gli effetti negativi. Con Demetra, software gratuito che Coldiretti mette a disposizione per i propri associati, stiamo proprio cercando di andare in questa direzione.
Inoltre non possiamo dimenticarci della ricerca e dell’innovazione, soprattutto per quanto riguarda lo studio di varietà sempre più resistenti per un’agricoltura sostenibile da un punto di vista ambientale ed economico”.
Gli effetti del caldo anomalo si fanno sentire anche sull’agricoltura dell’Emilia-Romagna.
“Il problema del caldo anomalo, soprattutto nei mesi non estivi, è che “inganna” le piante e il loro ciclo vegetativo, anticipando alcune fasi di maturazione ed esponendo gli impianti ai rischi delle gelate tardive che sono devastanti poiché si presentano quando i frutti sono già formati.
Nei mesi estivi invece il caldo anomalo determina eventi estremi: la siccità che stressa le piante e le grandinate che provocano danni ingenti all’agricoltura”.
L’inflazione continua la sua corsa. Cosa si può fare per contenere i prezzi salvaguardando la qualità dell’alimentazione?
“Poche settimane fa ne abbiamo parlato con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Ministro dell’agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida e il Ministro delle Imprese Adolfo Urso per la sigla del patto sul trimestre anti-inflazione.
Il paniere anti-inflazione deve garantire il rispetto della normativa vigente in materia di contrasto alle pratiche commerciali sleali, in particolare, quella relativa al divieto di vendita sottocosto”.
Di Ilaria Chia
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