Bianca (Fiepet/Assoturismo): «Servono 300 mila lavoratori nel comparto, a rischio circa 6,5 mld di euro di consumi»

(Corrado Luca Bianca, Coordinatore Nazionale Area Pubblici Esercizi Fiepet Confesercenti e Assoturismo)
Il coordinatore dell’area pubblici esercizi e turismo Confesercenti: «Personale o non saremo in grado di soddisfare la domanda estiva. Un albergo medio paga oltre 42.500 euro in più rispetto al 2021 per l’elettricità e 12 mila in più per il gas, così si rischia di chiudere»
Inflazione, personale e consumi a rischio. Corrado Luca Bianca, Coordinatore Nazionale Area Pubblici Esercizi Fiepet Confesercenti e Assoturismo ne ha parlato a CUOREECONOMICO.
Inflazione al 6,9. Cosa significa per i consumi e le marginalità delle imprese? Rischiano di saltare molte PMI?
«Mercoledì scorso abbiamo divulgato un nostro dossier “Ritorno alla grande bellezza”; nel documento un dato rilevante è proprio quello collegato all’aumento dei costi energetici; a partire dalla seconda metà del 2020, lo scenario internazionale dei mercati è stato caratterizzato da un significativo e generalizzato incremento dei prezzi delle principali commodities energetiche e agricole, riconducibili a un insieme di fattori di natura congiunturale, strutturale e speculativa.
Il conflitto in atto tra Russia e Ucraina si è inserito in tale contesto, determinando un’ulteriore pressione sui mercati internazionali.
Ai prezzi attuali, un albergo medio, ad esempio, spenderebbe nel 2022 un importo di 98.519 euro per la fornitura annuale di energia elettrica, oltre 42.511 euro in più rispetto al 2021.
Per quanto riguarda il gas, invece, l’aggravio per una fornitura annuale è di +12.189 euro sullo scorso anno (27.185 euro contro 14.996). Con questo scenario è molto concreto il rischio di non sostenibilità di molte PMI».
Quali aspettative per la stagione in corso? Si torna ai livelli pre pandemia?
«La ripartenza del turismo sembra assumere contorni sempre più definiti grazie al buon andamento di aprile, della settimana di Pasqua e del mese di maggio. Una tendenza positiva che sembra destinato a durare anche per il trimestre estivo.
La progressiva uscita dall’emergenza sanitaria e il superamento delle misure anti-Covid ha certamente contribuito a riattivare il turismo straniero di prossimità, però, la mancanza di personale getta un'ombra sull'estate della ripresa del turismo.
Se il sistema delle imprese ricettive e della ristorazione non riuscirà a rimpiazzare almeno parte delle 300mila figure lavorative attualmente non disponibili, non sarà in grado di soddisfare la domanda prevista per la stagione estiva, mettendo a rischio circa 6,5 miliardi di euro di consumi, a danno non solo di hotel, ristoranti e bar ma anche dei negozi.
Come risolvere? La reintroduzione dei voucher sarebbe sicuramente una misura positiva; bisogna semplificare il lavoro a chiamata, rendendolo accessibile a tutti».
Cosa chiede Assoturismo/Fiepet Confesercenti?
«La domanda turistica è ripartita, ma le difficoltà non sono ancora finite. Il comparto, infatti, è stato tra quelli maggiormente colpiti dalla crisi innescata dalla pandemia, il cui impatto sulle imprese è stato solo parzialmente attutito dai ristori introdotti dal governo, come testimonia l’elevato numero di chiusure di attività.
Il recupero delle PMI e delle professioni turistiche resta un tema centrale; va ripensato il posizionamento strategico delle PMI, ma soprattutto si deve lavorare sulla promo-commercializzazione del prodotto Italia per tornare in maniera sostenibile ai valori del Turismo 2019 e per guardare al futuro con più tranquillità».
Di Luigi Benelli
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 7023475
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com












