Bollette alle stelle, i sindacati: “Subito nuova strategia energetica o sarà bomba sociale”

Dopo l’annuncio di Arera della probabile prossima nuova impennata delle tariffe, forum di CUOREECONOMICO con gli esponenti sindacati. Dal fronte Cisl linea comune. Manzotti (Umbria): “Governo convochi un tavolo in fretta”, Coppotelli (Lazio): “Educare a risparmio energetico ed economia circolare”. Rossi (Marche): “Verifiche sui prezzi”, Buonavita (Campania): “Aumentano sacche di povertà”. Federconsumatori: “Ripristinare le misure di sostegno e rateizzare bollette”. E il Codacons grida alla speculazione
“Occorre subito mettere sotto controllo i prezzi dell’energia, per salvaguardare le imprese ed evitare effetti irreparabili sulle famiglie”.
Si alza forte la voce dei rappresentanti del sindacato dopo l’ultimo annuncio da parte di Arera relativamente alla prossima nuova impennata delle bollette.
Arera mette in guardia: la crisi non è ancora conclusa ed il rischio stangata è dietro l’angolo, con un possibile aumento del 25 percento rispetto ai prezzi attuali. Una situazione confermata anche dal Codacons che parla esplicitamente di possibili ulteriori speculazioni sui prezzi.
Il rischio è che le imprese – quelle energivore soprattutto, ma non solo – vadano in tilt e le famiglie, che già fanno fatica a pagare le bollette, potrebbero trovarsi davvero di fronte ad una bomba sociale pronta ad esplodere.
I sindacalisti: serve intervento rapido
Che fare allora? CUOREECONOMICO lo ha chiesto ad alcuni esponenti dei sindacati. Angelo Manzotti, segretario regionale della Cisl Umbria, sottolinea come “l'aumento del costo dell'energia annunciato da Arera non é altro che un ulteriore impoverimento delle retribuzione e delle pensioni.
Arera non tutela né lavoratori, né pensionati, ma solo le aziende del settore energetico. É urgente che il Governo convochi un tavolo con tutte le realtà che producono energia per calmierare il prezzo”.
Dal Lazio, l’omologo Enrico Coppotelli aggiunge: “Occorre mettere in campo una nuova strategia energetica, diversificando gli approvvigionamenti, dando soprattutto impulso alle economie circolari e all’educazione al risparmio energetico.
Nel Lazio la situazione è davvero seria in quanto la nostra regione è fortemente energivora soprattutto per le produzioni industriali.
Nei giorni scorsi abbiamo sollecitato un incontro con l’assessore regionale Elena Palazzo per aprire un confronto sul Piano Energetico Regionale”.
Dalle Marche Sauro Rossi spiega: “Il controllo dei prezzi e delle tariffe, a cominciare da quelle dell'energia, deve essere sottoposto ad opportune verifiche per individuare ed eventualmente arginare derive speculative. Così si riuscirà a tenere meglio sotto controllo le spinte inflattive e salvaguardare il potere d'acquisto di salari e pensioni”.
Un quadro che ovviamente è ancora più preoccupante se si scende al Sud. In Campania, per esempio, il quadro preoccupava già prima di questi aumenti: “Da noi, senza più strumenti come il reddito di cittadinanza e con l’inflazione alle stelle, si sta andando ormai verso una povertà anche delle classi intermedie, anche di chi ha più di uno stipendio”, sottolinea la segretaria Cisl Doriana Buonavita.
Le richieste anche da Federconsumatori
Un quadro, quello proposto di Arera, che nelle scorse settimane era stato in qualche modo anticipato da Federconsumatori, la struttura della Cgil: “Avevamo criticato la scelta di iniziare a ridurre le misure di sostegno - scrive in una nota - Ora rinnoviamo la richiesta al Governo di ripristinarle: sono ancora troppe, infatti, le incognite sull’evoluzione dei mercati energetici, mentre si aggrava di giorno in giorno, per ampie fasce di popolazione, la situazione economica.
Ecco perché è necessario a nostro avviso prolungare con apposito provvedimento la sterilizzazione degli oneri di sistema anche sulle bollette dell’energia elettrica e predisporre misure adeguate a sostenere le famiglie in maggiore difficoltà, prevedendo una garanzia per la rateizzazione lunga delle bollette, nonché un Fondo contro la povertà energetica”.
Di Emanuele Lombardini
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