Bona (Federazione Carta Grafica): “Biometano e rinnovabili per garantire un futuro roseo ad un settore chiave”

(Carlo Emanuele Bona, presidente di Federazione Carta Grafica)
Il presidente dell’associazione che riunisce la filiera del settore cartario a CUOREECONOMICO: “Siamo fiduciosi per il futuro, visto che la carta è il materiale riciclabile per eccellenza, ma preoccupano la normativa imballaggi ed i rincari. Pnrr chiave per lo sviluppo di tutto il settore, ma sarà fondamentale investire nelle energie alternative”
Uno dei settori che stanno maggiormente subendo la crisi è quello della carta. Non solo la produzione della stessa ma tutti gli ambiti della filiera, dalla produzione alla trasformazione della stessa.
Un quadro complesso, che il settore sta affrontando mostrando resilienza e tutto sommato con fiducia, considerando che in un’economia futura che mette la sostenibilità ed il riciclo al centro, la carta è il materiale per eccellenza.
CUOREECONOMICO fa il punto con Carlo Emanuele Bona, presidente di Federazione Carta Grafica, la realtà che riunisce i settori cartario, delle macchine per grafica e cartotecnica, grafico e cartotecnico trasformatore
Come arriva il settore all’inizio del 2023? Quali sono le problematiche, gli scenari e le prospettive?
“Il 2022 è stato un po’ un anno a due facce. Con un primo semestre complessivamente molto buono per quasi tutti i settori che compongono la Federazione, perché le crescite di fatturato sono state accompagnate da una reale, seppure inferiore, crescita anche della produzione; va detto però che gli aumenti di fatturato sono stati essenzialmente legati al fenomeno inflattivo innescato dalla crisi energetica, con i forti aumenti dei prezzi di gas e energia elettrica, più che raddoppiati rispetto al 2021, e dai conseguenti aumenti dei prezzi della carta, delle materie prime e dei trasporti, che hanno messo a dura prova la redditività delle aziende della filiera.
Dal secondo semestre 2022, invece, c’è stato un chiaro rallentamento in generale dell’economia, che si è riflesso anche sui nostri settori, e gli effetti della crisi energetica, alla quale il nostro Paese e alcuni settori produttivi sono particolarmente esposti, si sono fatti sentire anche in chiave competitiva, soprattutto nella produzione di carta, che ha subito anche delle sospensioni di attività, oltre che nella produzione di prodotti stampati e della cartotecnica trasformazione: in questi settori la produzione ha assunto un segno negativo a fine 2022.
Volendo dare qualche dato, nei primi 9 mesi del 2022 il fatturato dei settori rappresentati dalla Federazione è cresciuto del 29,5% sullo stesso periodo 2021, in linea con l’export (+30,8%), è aumentato notevolmente l’import (+52,3%) ed è cresciuta anche la domanda interna (+35,2%).
A seguito di un 4° trimestre decisamente più lento, il 2022 dovrebbe chiudere però, sulla base delle nostre stime, con trend del 3-4% inferiori a quelli di gennaio-settembre. Riguardo all’entità delle variazioni, occorre ricordare che si tratta di dati in valore, che risentono del processo inflattivo in atto nell’anno.
Speriamo quindi in uno scenario 2023 meno turbolento, che a fronte di una stagnazione dell’economia italiana e di un livello di inflazione ancora piuttosto elevato, porti almeno a una stabilizzazione, se non al rientro, dei costi energetici e a meno tensioni sul fronte dell’approvvigionamento e dei costi delle materie prime.
Come prospettive, non possiamo però che guardare al futuro con fiducia. La carta è un materiale rinnovabile, riciclabile ed effettivamente riciclato. Non potrà che essere sempre più essenziale e preziosa per il mondo dell’imballaggio e per i prodotti dell’igiene.
E anche pensando al mondo della cultura, dei libri, dell’informazione e della comunicazione commerciale riteniamo essere in corso un processo mirato a trovare un equilibrio, tra spinta verso la digitalizzazione e salvaguardia dei valori e dalle caratteristiche imprescindibili che la carta stampata incarna”.
Voi avete attivato due progetti specifici rispettivamente su transizione ecologica e digitale: a che punto siamo e quali sono le nuove sfide che proponete?
“Abbiamo cercato, con una certa lungimiranza, di supportare le nostre aziende associate in queste due fondamentali e strategiche transizioni.
Nel 2018, abbiamo abbracciato la filosofia della quarta rivoluzione industriale, ponendosi il preciso obiettivo di promuovere l’evoluzione tecnologica del nostro settore con il Progetto Industry 4.0, sviluppato in collaborazione con SDA Bocconi e che ci ha portato a pubblicare delle «Istruzioni per lʼuso» che declinano i paradigmi Industry 4.0 al settore carta e grafica.
Nel 2020, abbiamo varato, in collaborazione con Bdo e Forum per la Finanza Sostenibile, il suo Progetto Sostenibilità ed Economia Circolare con l’intento di offrire un concreto sostegno pratico-organizzativo alle aziende, fornendo loro uno strumento specifico per una rendicontazione di sostenibilità. Il progetto ha ricevuto da Confindustria il premio Best Perfomer dell’Economia Circolare.
Ma l’impegno dei nostri settori sul tema della sostenibilità va oltre al supporto alle aziende e si sviluppa anche su temi più generali di settore.
Per esempio, sempre a fine dicembre, Aticelca (la nostra associazione dei tecnici cartai) ha pubblicato il metodo 502: ovvero il primo metodo per verificare se un componente di un imballaggio o un prodotto in carta sia effettivamente separabile manualmente da parte del consumatore al momento della raccolta differenziata”
Qual è la vostra opinione sulla recente normativa europea sugli imballaggi?
“La proposta di nuovo regolamento ci preoccupa molto. Sia per la sua impostazione generale, che mira a una generale riduzione degli imballaggi, a prescindere dalla loro funzione d’uso e dai comportamenti in essere da parte dei consumatori che non si possono modificare con una legge.
Sia per le norme specifiche, che invece spingono verso imballaggi riutilizzabili e impongono restrizioni specifiche sugli imballaggi monouso e lo fanno a prescindere da valutazioni di impatto ambientale che supportino tali restrizioni e a prescindere dalle caratteristiche dei diversi materiali e dai risultati raggiunti in termini di riciclo.
Per esempio, nell’imballaggio il riciclo della carta è all’85% e nel 2021 l’Italia è diventata il secondo riciclatore europeo della carta. Il tasso medio di consumo circolare è al 63% nel settore cartario.
In UE, nel 2020, il tasso di utilizzo di materia proveniente dal riciclo è stato pari al 12,8%, mentre in Italia, sempre nello stesso anno, il valore ha raggiunto il 21,6
Così come non viene considerata, nel perseguire una generica riduzione degli imballaggi, la rinnovabilità di questo materiale. E nemmeno la sicurezza alimentare, nel mettere al bando tutti i prodotti monouso”.
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Temete che la situazione attuale, che ha costretto il Governo a drenare denaro sull’emergenza energetica possa in qualche modo fermare il percorso di sostenibilità avviato dal Paese?
“Nell’emergenza energetica il Governo ha messo inevitabilmente e giustamente in campo risorse per moderare il costo della bolletta dei cittadini, per alleviare i rincari di tutte le imprese e per dare continuità ai sistemi industriali energivori, come quello delle cartiere, che è fondato sull’economia circolare e che ha saputo difendere la propria competitività e la forza lavoro.
Il costo dell’energia rimarrà fondamentale nei prossimi mesi, insieme alle politiche europee in materia di aiuti di Stato e al costo del denaro.
Tutto questo era essenziale e non credo freni il percorso di sostenibilità avviato dal Paese. Anzi, credo che l’emergenza abbia messo in luce quanto questo percorso sia strategico e imprescindibile”.
Il Governo è al lavoro per ottenere la terza tranche del Pnrr: siete soddisfatti della Manovra? Cosa chiedete come comparto?
“Proprio il 30 dicembre è stata pubblicata la graduatoria per l’assegnazione dei 150 milioni per il bando carta e cartone in ambito Pnr.
Circa 20 cartiere sono risultate assegnatarie e ciò significa investimenti e voglia di intraprendere sulla via della sostenibilità e dell’economia circolare.
La manovra è stata certamente condizionata dalla situazione contingente e dall’obbligo di rientrare in alcuni parametri obiettivo di riequilibrio dei conti pubblici. Come comparto chiediamo che l'”ordinario” venga portato avanti con decisione.
Ovvero che il biometano arrivi all'industria, quella cartaria in particolare; che si creino le condizioni per investire nelle rinnovabili attraverso l’estensione dell’istituto delle comunità energetiche; che si dia attuazione al Piano nazionale gestione rifiuti per recuperare gli scarti del riciclo; che si spinga sulla forestazione come criterio di gestione del territorio.
Senza dimenticare che l'Italia può diventare un hub energetico, sul gas in particolare, ma anche di fonti verdi dal Mediterraneo.
Vorremmo poi più attenzione alla filiera della cultura e dell’informazione, ribadendo il ruolo della scrittura e della lettura su carta nell’apprendimento e nello sviluppo delle conoscenze, soprattutto nei giovani, e trovando il giusto equilibrio e limite al percorso di digitalizzazione della società e della scuola che, se non governato, può produrre e sta producendo anche molti danni, come dimostrano moltissimi studi scientifici”.
Di Emanuele Lombardini
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