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23/09/2021

Bonomi (Confindustria): «Riforme strutturali subito, solo una crescita duratura sosterrà il debito»

(Da profilo Facebook Confindustria)

Il presidente all’assemblea degli industriali: «Draghi uomo della necessità, no agli uomini dei rinvii eterni e a chi flirta coi no vax». Gli aumenti dei prezzi delle materie prime «sono ombre che frenano la crescita»

Riforme subito. Il presidente Confindustria Carlo Bonomi all’assemblea annuale degli industriali dice “no ai giochetti” e punta sulla “ripresa strutturale”.

Bonomi ha paragonato il periodo del covid al «Dopoguerra» in cui gli industriali hanno «trasformato le nostre aziende in fabbriche di comunità, mettendo a disposizione le proprie sedi e strutture come centri vaccinali».

Poi un inciso politico sulla figura del premier Mario Draghi, uno degli «uomini della necessita, personalità che avvertono il dovere di rispondere ai problemi della comunità italiana».

(Da profilo Facebook Confindustria)

Uomini diversi da quelli della «provvidenza» che hanno dato vita a «un regime ventennale di oppressione» e diversi dagli «uomini del possibile, quelli che, partendo dal proprio ideale, si adoperano, con un occhio sempre mirato al consenso di breve periodo. Negli ultimi 16 anni solo la Merkel in Germania, in Italia 9 diversi Presidenti del Consiglio.

In un Paese che ha accumulato squilibri ed errori pluridecennali, gli uomini del possibile finiscono per essere campioni mondiali di un’unica specialità.

Il calcio alla lattina, il rinvio eterno al futuro di qualunque soluzione efficace ai tanti ritardi e fratture economiche e sociali che abbiamo, purtroppo, accumulato nel nostro Paese».

Bonomi ha sottolineato «la mano decisa» di Draghi e sul governo nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza» e «la mano ferma con cui è stata ridefinita e accelerata la campagna vaccinale».

«La stessa mano ferma con cui il Governo ha assunto una settimana fa, la decisione dell’obbligo di introdurre il green pass per tutto il lavoro pubblico e privato.

Una decisione che noi, condividiamo integralmente: finalmente ha prevalso la sicurezza dei luoghi di lavoro e la continuità delle nostre produzioni.

Ogni atto di queste azioni, in pochi mesi, ha trasmesso al Paese, ai mercati e al mondo, una nuova fiducia verso la credibilità dell’Italia. Noi imprese ci siamo trovate a condividere questo operato».

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Per Bonomi «serve un’Europa più coesa nelle sue regole finanziarie, più unita nella sua politica estera, più forte e più integrata nella politica di difesa.

Ecco perché noi imprese non esitiamo a dire che ci riconosciamo nell’esperienza e nell’operato del Governo guidato dal Presidente Draghi e che ci auguriamo continui a lungo nella sua attuale esperienza».

Poi i dati economici: «La ripresa italiana è avviata verso il +6% del PIL in questo 2021. È un dato che ci dà fierezza: perché la tenuta da metà 2020, fino alla ripresa di consumi interni e servizi, che però è iniziata solo un anno dopo nello scorso maggio, si deve pressoché integralmente a noi: all’industria, alla manifattura e al nostro export».

Bonomi ha sottolineato: «Ma il vero punto non è il rimbalzo in corso quest’anno. La sfida è il tasso di crescita dal 2022 in avanti: che deve essere solido e duraturo.

Solo una crescita solida e duratura, di orizzonte decennale, può rendere davvero sostenibile l’immane debito pubblico italiano: a maggior ragione quando le regole comunitarie, sia pur riviste, torneranno a essere vigenti su deficit, debito e aiuti di Stato».

Bonomi ha parlato dell’aumento dei costi di materie prime ed energia definendoli «ombre che aumentano la possibilità di una frenata della crescita non solo italiana ed europea, ma globale».

Sulla transizione energetica Confindustria ritiene «radicale l’accelerazione in tempi così rapidi della riduzione del 55% di emissioni di CO2 al 2030, e la neutralità carbonica al 2050».

E «In Confindustria non c’è alcuna tentazione di non assumere obiettivi radicali». Dunque «è necessario accompagnare la transizione energetica con chiare strategie di politica industriale.

Parti fondamentali della nostra industria resterebbero altrimenti esposte a rischi di chiusura o delocalizzazione».

Infine i nodi della politica. «La nostra preoccupazione è sulle riforme, quelle strutturali e di contesto indicate nel PNRR. Confindustria si opporrà a tutti coloro che vorranno intralciare il processo delle riforme.

A chi flirta coi NO VAX invece di pensare alla sicurezza di cittadini e lavoratori, come a chi pensa che questo Governo è a tempo, e allora basta tergiversare, perché poi le riforme si faranno quando governerà l’una o l’altra parte.

No: le riforme occorre farle adesso. Basta rinvii, basta giochetti, basta veti. Basta davvero».

Di Luigi Benelli
(Riproduzione riservata)

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