Bonomi rilancia: "Industria italiana è forte perchè ha sempre fatto i compiti a casa"

(Carlo Bonomi, presidente di Confindustria)
Il presidente degli industriali: "Però stiamo rallentando, motivo per cui chiedevamo alla politica che andasse a stimolare gli investimenti". E sul salario minimo dice: "Lo si faccia, ma dicendo quali sono le realtà che pagano meno"
"L'industria italiana ha dimostrato di essere forte, perché ha fatto i compiti a casa dopo tre grandi sberle. Abbiamo patrimonializzato le nostre imprese, abbiamo investito nella ricerca e siamo andati nei mercati internazionali.
Da qui nasce la ripresa. Oggi siamo messi abbastanza bene. Però stiamo rallentando, motivo per cui chiedevamo alla politica che andasse a stimolare gli investimenti.
Nei primi 4 mesi dell'anno la produzione industriale è diminuita, il commercio internazionale sta rallentando. Se interveniamo subito facendo le cose che vanno fatte continueremo a crescere se non facciamo i compiti a casa mettiamo a rischio la crescita". Così il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, intervenendo ad un incontro ad Ustica.
Inflazione e salario minimo
Il presidente degli industriali ha poi toccato due temi molto caldi, ovvero l'inflazione ed il salario minimo. Sulla prima dice: "Bisogna intervenire sulle famiglie sotto i 35 mila euro di reddito, con l'inflazione il loro potere d'acquisto è diminuito.
Abbiamo chiesto un intervento choc da 16 miliardi, vorrebbe dire mettere in tasca a queste persone 1.200 euro all'anno in modo strutturale col taglio dei contributi al cuneo fiscale.
Mi si dice non ci sono le risorse, ma io obietto: c'è una spesa pubblica di 1.100 miliardi di euro, 14-16 mld si trovano. La riconfigurazione della spesa pubblica si può fare".
Sul secondo, confermando l'apertura che aveva già espresso in altra occasione, aggiunge: "Si parla di un salario minimo di 9 euro, non si sa da dove sia nato questo dato. Tutti i contratti siglati da Confindustria sono sopra ai 9 euro.
Questo dimostra che la contrattazione collettiva è un valore aggiunto, si ottiene di più rispetto alla decretazione. Ci sono settori dove si paga poco? Si, ma quali sono? Avete paura a dirlo.
Noi lo sappiamo: commercio, servizi, cooperative e finte cooperative. Perché non si fa? Si ha paura di dire chi paga poco perché quella è una base elettorale. Volete fare il salario minimo? Ma dite la verità".
Redazione Cuoreeconomico
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