Brancaccio (Ance): “Serve strategia chiara su Pnrr, codice appalti funzioni a pieno regime”

(Federica Brancaccio, presidente di Ance)
La neo presidente dell’associazione nazionale costruttori edili a CUOREECONOMICO: “Bisogna realizzare un sistema di appalti che funzioni anche per il futuro: vanno garantite opere fondamentali per famiglie, giovani e mezzogiorno. Superbonus, serve chiarezza e su direttiva Ue per l’efficienza energetica, sono necessari strumenti fiscali adeguati”
Se il Superbonus ha portato a una crescita del comparto edile (secondo gli ultimi dati dell’Istat, le costruzioni residenziali nell’ultimo trimestre del 2022 sono cresciute del 4,0% rispetto al trimestre precedente e i fabbricati non residenziali del 16,1%), la modifica del Superbonus ha messo nell’incertezza l’intero mercato.
Sul fronte dei lavori pubblici, secondo l’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) bisogna risolvere i problemi burocratici che rappresentano dei veri e propri ostacoli allo sviluppo.
“Occorre avere una strategia chiara sui progetti legati al Pnrr e realizzare un sistema di appalti che non sia in contrasto con le opere per il futuro”, dice Federica Brancaccio, presidente di Ance.
Codice degli appalti: quali sono le novità che più la convincono?
“Il Codice appalti, grazie anche al lavoro svolto dal Parlamento e dal Governo, presenta alcune novità di rilievo. Forse la più grande è la rottura di un tabù che è quello della revisione prezzi, per la prima volta inserita nel nostro ordinamento, anche se la procedura va ulteriormente affinata, per diventare realmente efficace.
Deve essere chiaro che non si tratta di un regalo alle imprese, ma di un principio di equilibrio contrattuale senza il quale si rischia di bloccare i cantieri.
Di positiva c’è anche la divisione in lotti, che va incontro alle esigenze delle piccole e medie imprese, e la possibilità di fatturare sulla base dello stato di avanzamento dei lavori e non necessariamente sul certificato di pagamento.
Ci sono però degli aspetti da rivedere, soprattutto sul piano della concorrenza. Ma ci auguriamo davvero di poter avere un Codice a regime, che funzioni nella normalità, senza più bisogno di deroghe, commissari e decreti speciali”.
Crede che sia opportuna una riprogrammazione del Pnrr?
“Prima di tutto occorre avere un quadro chiaro e certo della situazione. La nostra preoccupazione, infatti, è che il monitoraggio non sia ancora a punto, tanto più che la piattaforma Regis a cui accedono le stazioni appaltanti non sta funzionando come dovrebbe.
Serve sicuramente uno sforzo corale per accelerare i lavori e mettere in piedi un sistema che possa funzionare anche per il futuro.
Facendo attenzione a non rinunciare a opere importanti per connettere il Mezzogiorno o per garantire servizi indispensabili per le famiglie e i giovani come asili e scuole moderne e attrezzate”.
Che novità ci sono relativamente ai crediti del Superbonus incagliati?
“A oggi il nodo resta ancora irrisolto e i segnali di apertura manifestati da alcuni istituti bancari e da altri soggetti, sebbene importanti, non sono sufficienti a tranquillizzare le imprese, che stanno continuando a lavorare nell’incertezza e che rischiano di dover bloccare i cantieri per mancanza di liquidità, con gravi conseguenze per tutti”.
Cosa pensa della direttiva Ue sull’efficienza energetica degli edifici?
“Condividiamo la direzione e gli obiettivi indicati dalla Direttiva europea per un grande piano di riqualificazione energetica degli edifici, quanto mai indispensabile soprattutto nel nostro Paese, che è tra quelli con il maggior numero di edifici vetusti e inquinanti.
Ma per farlo è necessario individuare strumenti e risorse che consentano di adattare le previsioni alla realtà italiana. Obiettivi, risorse e obblighi devono viaggiare di pari passo per non ripetere gli errori del passato.
Ma deve essere chiaro che la transizione ecologica non potrà essere attuata senza risorse e strumenti fiscali adeguati”.
Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)
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