Buonavita (Cisl Campania): “Dispersione scolastica e carovita: qui povere anche le classi intermedie”

(Doriana Buonavita, segretaria regionale Cisl Campania)
La segretaria regionale della Cisl: “Bisogna investire anche in formazione: i soldi per investire sulle competenze ci sono, stiamo dialogando con la Regione. L’autonomia differenziata aumenterà il Gap col resto d’Italia”
La Campania, il Pnrr e il ruolo del Meridione nella fase più delicata dell’economia italiana. Ed in quest’ambito, la partita che le forze sindacali possono giocare per il rilancio del Paese.
CUOREECONOMICO prova a tracciare un quadro insieme a Doriana Buonavita, segretaria regionale della Cisl Campania.
“Purtroppo – dice Buonavita – arrivati ad un terzo dell’anno c’è solo da fare la somma delle difficoltà che la regione sta affrontando.
La prima è il lavoro, che sconta anche la sospensione di misure come il reddito di cittadinanza senza l’attivazione di vere politiche attive o di formazione, visto che ci sono competenze che vengono richieste dal mondo del lavoro.
Questa è una spina nel fianco forte, alla quale non è stato posta rimedio: non c’è un investimento strutturale nel capitale umano, nelle competenze, in particolare per donne e giovani.
Poi c’è da dire che molte aziende stanno andando via, in particolare le multinazionali, che senza politiche incentivanti stanno portando ad una desertificazione industriale rispetto alle potenzialità del territorio.
Infine, non meno importante, l’aumento esponenziale della povertà diffusa, che inflazione e carovita stanno mettendo in evidenza e che sta colpendo anche le classi intermedie, anche chi ha più di uno stipendio”.
Dispersione scolastica e autonomia differenziata
Un quadro aggravato dalla forte dispersione scolastica recentemente evidenziata anche dalle anticipazioni del prossimo rapporto Svimez, che mette Napoli ai primi posti e da quello precedente che prevede nell’anno in corso mezzo milione di nuovi poveri al Sud.
In mezzo, c’è l’autonomia differenziata attualmente in discussione al Governo: “E’ un grande pasticcio – dice Buonavita – Non c’è solo la dispersione scolastica, ma anche una forte denatalità che riguarda soprattutto le aree interne e più isolate.
Abbiamo sempre meno giovani da indirizzare negli istituti scolastici, perché sempre più ragazzi, dopo la scuola dell’obbligo decidono che proseguire gli studi non sia più importante. E in tante zone ci sono addirittura giovani che non assolvono nemmeno all’obbligo.
Dall’altra parte, abbiamo un Governo che si dice di unità nazionale e sovranista e che invece propone una autonomia differenziata che delega funzioni statali alle regioni senza aver analizzato i fabbisogni standard quindi senza aver superato la spesa storica. Bisognerebbe che il Governo prendesse coscienza di questo”.
I tassi di interesse, i mutui e l’accesso al credito
In tutto questo, ovviamente, anche la Campania fa i conti coi problemi del resto d’Italia, in particolare a quelli emersi dopo l’aumento dei tassi di interesse da parte della Bce, coi mutui schizzati alle stelle che stanno mettendo in crisi aziende e famiglie: “Su questo tema e su quelli che gravitano attorno ad esso ci stiamo battendo tantissimo come Cisl a livello nazionale – spiega Buonavita – anche perché sono parte di quelle riforme che poi ci chiede il Pnrr.
Immaginavamo che con questo Governo si potesse aprire un confronto reale, ma ci siamo resi conto che invece non si è arrivati a soluzioni condivise ed anzi le misure sono state varate senza l’ascolto dei corpi intermedi.
Dobbiamo capire, alla luce di questo, se le banche – soprattutto quelle cooperative – lavorino davvero con spirito sociale, quindi aiutando sul fronte del credito o se invece stanno sul mercato solo per logiche finanziarie.
Per uscire da queste impasse – prosegue – non è sufficiente ovviamente dare l’accesso al credito, servono misure che aiutino concretamente, anche perché le misure europee non è detto che vadano bene per tutti.
Bisogna calarsi nelle realtà sociali, economiche e politiche dei vari Paesi, altrimenti l’Italia esce penalizzata perché l’unico dato che cresce è la povertà. Per questo insieme con Cgil e Uil continueremo con assemblee e mobilitazione”.
La transizione e l’accompagnamento dei lavoratori
L’altra grande sfida, che la Campania vive ancora più forte proprio alla luce della carenza di formazione, è quella della transizione: “Con la Regione c’è dialogo su queste situazioni – dice Buonavita – perché investire in transizione ecologica e digitale significa offrire alle imprese strumenti finanziari e materiali per adeguarsi alle esigenze Ue e preservare la forza lavoro, qualificandola.
Chi lavora oggi con sistemi produttivi tradizionali, deve poter essere formato per farlo anche con quelli nuovi: i soldi ci sono e arrivano dal Pnrr, basta volerlo”.
Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)
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