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13/09/2022

Calistri (Assopellettieri): «Rincari anche su materiali per accessori. Bene le misure adottate, ma è solo l’inizio»

(Andrea Calistri, vicepresidente di Assopellettieri)

Il vicepresidente dell’associazione: «Tutelare il made in Italy aiutando le imprese che vogliono esportare. Distretto toscano eccellenza, genera ricchezza pe tutto il paese: serve più attenzione per i centri produttivi»

Con un incremento dell’export del 10,2% sul primo trimestre 2021, la pelletteria rappresenta un settore strategico per la regione Toscana.

Secondo i dati di Confindustria Moda, il solo distretto di Firenze copre un terzo dell’export nazionale con 1,13 miliardi di euro nei primi 3 mesi del 2022, seguita da Pisa e Arezzo. Ciò nonostante la guerra in Ucraina ha causato perdite sul mercato interno.  

 «L’impatto sull’export è stato limitato, perché il segmento russo e ucraino rappresentano poco più del 2% del totale, ma i costi per il trasporto e le materie prime sono aumentati a dismisura», dice Andrea Calistri, vicepresidente di Assopellettieri.

«I rincari non riguardano solo per la pelle, ma anche gli accessori metallici come il rame e il palladio che impattano sui costi totali di produzione.

La pelletteria - continua - dà valore al Made in Italy nel mondo e mi auguro che chiunque vada al governo dopo Draghi si occupi del problema dell’energia e dei costi del lavoro».

Presidente, il Decreto-tagliabollette e il Decreto energia hanno dato gli effetti sperati?

«Sicuramente sì, anche se con le bollette che sono triplicate occorrono riforme più consistenti, non solo decreti ordinari.

Credo che nonostante il brutto periodo non si debba rimandare la transizione ecologica, perché oltre a rispettare l’ambiente, la sostenibilità consente alle imprese e alle famiglie di risparmiare sui costi».   

Secondo lei il Dl Aiuti è un primo passo per ridurre il cuneo fiscale?

«Per ora è un inizio di un intento di risolvere un problema di cui si discute da decenni. Il costo del lavoro incide sull’intera filiera di produzione e con l’aumento dell’energia la crisi si è spostata anche sulle spese dei consumatori.

Il Decreto Aiuti resta un provvedimento importante per aiutare le persone a spendere. La pelletteria è un settore fra i primi per la manodopera e quindi siamo noi i primi a sostenere tutte le misure per ridurre il cuneo fiscale».   

La convincono i piani della regione Toscana per il Pnrr?

«Mi convincono, ma sono preoccupato perché vorrei che i distretti produttivi godessero di più attenzione, anche con lo stanziamento di risorse. I distretti industriali come quello della pelletteria generano ricchezza e know-how.

Oltre alle aziende, la zona toscana è una fucina di know-how con istituti come l’Alta Scuola di Pelletteria, il Polimoda e l’istituto per il Made in Italy Mita. Tutti esempi di eccellenze che preparano ragazzi al mondo lavoro nella pelletteria».

Proprio nella formazione, di quali miglioramenti ci sarebbe bisogno?

«Penso che ci voglia più unità tra l’istruzione e l’impresa, così da offrire ai giovani un percorso che tengo conto anche della pratica del lavoro. Insomma, si può fare di più ma la formazione di base è senza dubbio ottima».

Secondo lei cosa occorre fare per tutelare il Made in Italy?

«Negli ultimi anni qualcosa si sta muovendo e la politica ha compreso che l’eccellenza italiana rappresenta una miniera d’oro.

Con la pandemia, le fiere digitali sulle nostre eccellenze hanno avuto molto successo e col ritorno alla normalità il pubblico straniero ha potuto apprezzare i nostri migliori prodotti.

Credo che si la strategie del governo di aiutare le imprese che intendono esportare e partecipare alle esposizioni internazionali sia stata vincente e spero che chiunque venga dopo Draghi continui su questa strada».

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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