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24/01/2023

Capobianco (Conflavoro): “Bene le misure della Manovra, ma i crediti d’imposta sono ancora inefficienti”

(Roberto Capobianco, presidente di Conflavoro)

Il presidente della Confederazione: “Rincari ostacolano lo sviluppo delle imprese, ora bisogna introdurre sgravi per favorire nuove assunzioni. Transizione ecologica va accompagnata, ci vogliono i tempi giusti”

Se gran parte dei sindacati si è scagliata contro la Legge di Bilancio, c’è chi apprezza le misure del Governo. Come nel caso di Conflavoro, che guarda con fiducia alle prossime misure di politica economica.

“Non era una Manovra semplice da elaborare e non era scontato riuscire a allineare le esigenze del Paese con la disponibilità limitata delle risorse.

I rincari dell’energia e delle materie prime e la pressione fiscale ostacolano lo sviluppo delle imprese e dei consumi ”, dice a CUOREECONOMICO Roberto Capobianco, presidente di Conflavoro.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Istat, nel 2022 i prezzi al consumo hanno registrato una crescita in media d’anno dell’8,1% (+1,9% nel 2021) con ricadute di più di 3000 euro a famiglia.

“Abbiamo apprezzato-continua- le misure per l’occupazione, le pensioni e per la rimodulazione del fisco, anche se molto deve essere ancora fatto”.

Presidente Capobianco, fra le misure della Manovra c’è stata la revisione del reddito di cittadinanza. Cosa ne pensa?

Il reddito di cittadinanza è stato introdotto con uno scopo ben preciso, cioè per l’ingresso o il ritorno dei percettori nel mercato del lavoro.

Da tempo abbiamo chiesto di ripensare la misura e con gli ultimi correttivi è più chiaro il contesto, anche se le risorse disponibili dovranno essere adattate alle esigenze delle imprese, prevedendo una formazione circostanziata alle tipologie di attività lavorative da svolgere sui singoli territori e nei singoli comparti aziendali.

Credo che debbano essere introdotti degli sgravi contributivi per le nuove assunzioni, così da favorire l’ingresso di inoccupati e disoccupati nel mercato”.

Restando sulla Manovra, che giudizio dà alla modifica del Superbonus?

Nonostante la misura abbia inizialmente dato una scossa positiva al settore edile, col tempo è diventata insostenibile a causa dell’aumento del costo delle materie prime e dell’inefficienza dei crediti d’imposta.

Molti lavori non sono partiti o sono stati interrotti e si è così creato uno stallo devastante sia per le imprese edili  che per i committenti.

Noi abbiamo chiesto e ottenuto di risolvere lo stallo con una proroga per far sì che i lavori avviati potessero terminare.

Credo che si debba ampliare la platea dei beneficiari agli edifici industriali, artigianali, commerciali e alle strutture alberghiere, magari con percentuali inferiori”.

Secondo Lei occorre allungare i tempi del taglio delle emissioni di anidride carbonica?

L’accordo raggiunto a Bruxelles impone all’Italia di  tagliare del 43,7% le emissioni di anidride carbonica, ma a nostro avviso sarà molto difficile.

Giusta la transizione ecologica, ma servono tempistiche adeguate, altrimenti le nostre imprese non potranno farcela. Occorre concentrarsi su politiche contro il caro-energia e contro il rialzo dei costi delle materie prime.

I governi dei paesi nostri competitor hanno varato leggi che hanno ammortizzato le perdite derivate dalla crisi pandemica e energetica, permettendo alle loro aziende di offrire prodotti a prezzi più contenuti rispetto ai nostri”.

Cosa pensa del Nuovo Patto del Lavoro della Regione Toscana?

Le misure previste dalla Regione Toscana ricalcano soluzioni già viste e non intravediamo novità in grado di dare al territorio quella spinta in più che serve per contrastare i disagi dovuti alle crisi degli ultimi anni.

L’attenzione alla formazione e alla riqualificazione del territorio è lodevole, ma il piano non realizza nell’immediato gli obiettivi stabiliti, ma li appesantisce ulteriormente con protocolli da siglare e coinvolgendo i Centri per l’Impiego che non funzionano come dovrebbero.

Spesso le istituzioni dimenticano che il lavoro parte dalle imprese e dalla loro capacità di svilupparsi e quindi di assumere, e dalla volontà delle istituzioni stesse di semplificare e incentivare questo processo”.

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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