mer 29 apr 2026

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Carta (Cisl Sardegna): “Sbloccare fondi o molti cantieri resteranno indietro e il Pnrr sarà inutile”

(Gavino Carta, segretario di Cisl Sardegna)

Il segretario regionale del sindacato: “La nostra regione vive una drammatica crisi industriale e occorre dare più attenzione alle aree interne. La desertificazione bancaria sta penalizzando l’accesso al credito delle imprese. Investire su trasporti e infrastrutture”

Nonostante il prezzo dell’energia elettrica sia sceso rispetto allo scorso anno, le bollette risultano ancora alte. Non solo per le famiglie ma anche per le imprese, soprattutto per quelle che lavorano nel settore metallifero. Come dimostra la situazione nella zona del Sulcis, in Sardegna, dove aziende come Euroalluminia, Sider Alloy (Ex Alcoa) e Portovesme srl hanno fermato i propri impianti e oggi 1500 persone sono senza lavoro.

Rispetto a Francia e Germania, il prezzo italiano dell’energia è doppio e questo ha spinto tante grandi aziende a rinunciare alle produzioni. Oltre alla capacità industriale della Sardegna questa situazione ci preoccupa per il futuro“, dice Gavino Carta, segretario di Cisl Sardegna.

Una dimostrazione della competitività dell’energia - continua - riguarda Glencore che, nonostante i buoni propositi, di recente ha deciso di chiudere lo stabilimento nel Sulcis ma di mantenere i propri forni in altri paesi europei dove il prezzo è più basso”.

Segretario, se molti distretti industriali vivono in una condizione di difficoltà, pensa che con la Zona economica speciale per il Mezzogiorno possano arrivare nuove opportunità?

Penso che la Zes possa agevolare nuovi investimenti, ma mi auguro che non si perdano di vista gli altri obiettivi legati alle infrastrutture e al digitale. In questo senso spero che la candidatura internazionale di Einstein Telescope e la linea BluMed a Golfo Aranci possano portare vantaggi a tutta la nostra regione, così da renderla attrattiva per le imprese e per chi intende rimanerci a vivere”.

Restando sulle questioni territoriali, vi preoccupa la chiusura sempre più frequente dei punti bancari?

Purtroppo le banche negli ultimi anni hanno puntato su un’innovazione senza freni e questo cambiamento ci preoccupa perché i comuni più interni rischiano di perdere anche altri servizi come la sanità e la scuola.

Oltre al punto fisico, la desertificazione bancaria sta ostacolando le imprese nell’accesso al credito e anche se il costo del denaro è sceso, i tassi sono ancora alti”.

Passando agli interventi del Governo, dopo l’approvazione dello scorso dicembre secondo lei che effetti ha dato la Manovra?

La Manovra è quasi tutta in deficit e obiettivamente sarebbe stato difficile offrire interventi più espansivi con poche risorse. Ritengo comunque positive le misure sul cuneo fiscale, sulle pensioni e sui contratti pubblici perché la Pubblica amministrazione non rappresenta un costo ma riveste una funzione di primo piano per tutte le politiche di sviluppo e di inclusione, a cominciare dai progetti del Pnrr”.

Ecco, sul Pnrr come valuta i passi fin qui fatti?

Per la Sardegna sono previsti 4 miliardi di euro per l’innovazione, la sostenibilità e la sanità e come risorse vanno bene, ma il problema riguarda la scadenza perché finora i cantieri aperti sono stati relativamente pochi.

Mi auguro che si possano sbloccare i fondi rimasti nella casse pubbliche per recuperare il divario con le altre regioni sui trasporti e sulle infrastrutture”.

A questo proposito la convince la promessa del Ministro Salvini di nuovi collegamenti per la Sardegna?

Noi da anni sosteniamo che servano collegamenti per tutte le aree e che i porti e gli aeroporti godano di maggiore attenzione, proprio per garantire il trasporto delle persone e delle merci. Spero che si possa davvero attuare un piano per le infrastrutture e che la nuova giunta regionale si possa impegnare su questo fronte”.

Dopo le morti sul lavoro a Firenze, pensa che si debbano migliorare le norme esistenti?

Sì, ma servono anche più controlli e più investimenti nella sicurezza. La nostra idea è quella di una sorta di patente a punti per le imprese, così da penalizzare quelle che trasgeriscono le norme e premiare quelle che le rispettano. Noi siamo per la collaborazione tra il sindacato e le aziende perché per noi la sicurezza sul lavoro rappresenta un diritto fondamentale”.

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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