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02/11/2022

Ceccarelli (Aspronadi): “Idrogeno futuro per la nautica, sì a rigassificatore”

(Giovanni Ceccarelli, presidente di Aspronadi)

Il designer ed ingegnere a tutto campo con CUOREECONONOMICO: “Benvenuto Ministero del Mare, noi siamo pronti. Progetto Saipem su parco eolico a Ravenna è positivo. Gas? Abbiamo interrotto le estrazioni e ora i croati sfruttano quelle zone per i loro tubi”

A colloquio con Giovanni Ceccarelli, autorevole designer e ingegnere nautico di fama internazionale e presidente di Aspronadi (Associazione dei progettisti nautica da diporto), che ci racconta la sua idea rispettosa del mare, risorsa di energie primarie e non solo.

Lei è stato il responsabile dell’ingegneria per la rimozione del relitto all’isola del Giglio. Ci racconta qualcosa sulla rimozione della Costa Concordia?

È stata un’avvincente sfida vinta in sinergia da tutte le aziende coinvolte, in primis la Micoperi e la Titan, e il paese Italia ne è uscito vittorioso.

Io ho lavorato come responsabile dell’ingegneria per il consorzio Titan-Micoperi e sono mie le idee concettuali sulla metodologia di rotazione del relitto. È un’impresa che ha reso dignità all’operosità e all’ingegno del lavoro dell’uomo”.

Come procedono i lavori con l’Associazione italiana dei progettisti nella nautica da diporto, è ancora coinvolto in qualità di presidente?

L’Aspronadi è la più vecchia associazione con soluzione di continuità esistente in Italia, fu fondata più di 50 anni fa da un gruppo di progettisti e di giornalisti.

Al momento ricopro ancora la figura di presidente, purtroppo siamo un po’ in una fase di riflessione.

Ma è una Associazione che vuole essere un punto di riferimento culturale per gli addetti ai lavori e che non vuole più assumere il ruolo di Ordine professionale come faceva un tempo, vogliamo ammodernarla.

Asspronadi ha una grande valenza e contiamo di rimetterla in moto a breve. Diamo fin da ora la nostra disponibilità al nuovo governo in carica per poter collaborare con il ministero del Mare”.

Dicono che lei adori Ravenna, cosa ne pensa del discusso parco eolico e solare, il progetto Agnes, avanzato da Saipem, a 13 miglia a largo delle coste?

Sono molto legato alla mia città, sono figlio di ravennati. Ravenna ha il mare che le arriva ‘dentro’, ma in passato la Città si era dimenticata del mare. Il mare non deve essere inteso solo come turismo né solo come industria.

L’Adriatico, poi, è un mare difficile per le sue onde ed è caratterizzato prevalentemente da venti leggeri seppur sostenuti nei periodi invernali, la bora arriva fiacca e le burrasche vengono da levante.

Non ho studiato il progetto di Saipem, ma se la società pensa che nel mare di Ravenna ci siano le condizioni meteo-marine adatte per generare energia con il vento, allora vada avanti.

A mio parere le pale eoliche sono molto diffuse al Sud, nel Gargano, dove le correnti termiche sono più forti e costanti, rispetto al medio Adriatico.

Non mi preoccupa il punto di vista estetico delle pale eoliche, 13 miglia non sono vicine e la costa è piena di pozzi e di navi all’ancora, non penso che le pale eoliche possano deturpare il panorama.

Le pale eoliche però fanno rumore, e necessitano grande manutenzione. Io credo che l’eolico sia un’integrazione di altre fonti energetiche, come il gas o il nucleare di quarta generazione,  sono a favore del rigassificatore al largo del Marina di Ravenna”.

Ingegnere, lì davanti, nel medio Adriatico, c’è anche tanto gas che adesso serve come il pane. Teme che le estrazioni possano indurre dei terremoti? C’è un report del servizio geologico statunitense che spiega come attività come il fracking si rivelino rischiose per la popolazione.

Non conosco di correlazione tra estrazioni e terremoti, qui si è parlato molto di subsidenza. Credo comunque che la subsidenza non sia correlata in modo diretto all’estrazione del gas nei pozzi al largo dell’Adriatico.

I terreni scendono e sono scesi nel corso dei secoli. Se poi si pensa di estrarre nella valle Padana, ecco lì è un discorso diverso.

Non va generalizzato il problema, bisogna valutare le scelte in base al territorio, è ovvio che il gas non va estratto nelle bolle che giacciono sotto una città per esempio.

Non bisogna però inorridirsi davanti al concetto di trivellazione. Io non capisco perché si siano interrotte tante estrazioni di gas al largo di Ravenna, quando poi i croati vengono a estrarre con i loro tubi esattamente dove noi dovevamo estrarre.

Mi auguro che questo governo porti questo argomento sul buon senso, analizzando le cose in modo ingegneristico”.

Di mezzo nel progetto Agnes, oltre i 200 mW, c’è anche la produzione di idrogeno. Cosa ne pensa di questa forma di combustibile per la nautica che prende sempre più piede?

Io credo nell’idrogeno per la nautica di tutti giorni. L’idrogeno è una soluzione che in futuro potrà rivelarsi sempre più interessante.

Allo stesso modo trovo l’elettrico interessante, per esempio obbligherei l’elettrico completamente in tutte le acque interne.

Il limite dell’elettrico è il rapporto tra la durata dell’energia in funzione delle batterie, batterie che consentono autonomia ma aumentano il peso dell’imbarcazione.

In un lago, per esempio, una barca con un paio di batterie può fare tutto, quindi l’idea è di arrivare all’elettrico a gradi e senza obbligare alla conversione le vecchie imbarcazioni a diesel”.

Si recherà ai Saloni invernali?

Quest’anno c’è stato un salone di Genova molto interessante dal punto di vista della partecipazione e del lavoro sviluppato. Anche il salone di Cannes è stato molto dinamico. Molto valido sarà il Salone di Dusseldorf a gennaio.

Trovo sempre più interessante ogni anno il Salone di Venezia, può avere un margine di potenzialità di sviluppo molto grande grazie a Venezia città, una cornice stupenda”.

Di Andrea G. Cammarata
(Riproduzione riservata)

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