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30/03/2024

Confcommercio, la sfida Imprendigreen: le imprese del terziario guardano alla sostenibilità

Presentato il progetto realizzato col patrocinio del ministero dell'ambiente, insieme all'indagine sulla sostenibilità ambientale e gli investimenti in materia fra le imprese associate:  sempre maggiore consapevolezza, ma per le Pmi il percorso è in salita, frenato da costi e burocrazia. Sangalli

Nella sede di Confcommercio a Roma si è tenuta la presentazione del progetto Imprendigreen, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. 

Avviato all'inizio del 2022 e realizzato nell’ambito della sostenibilità ambientale in collaborazione con la Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa ed Enea vuole sensibilizzare, qualificare, formare e accompagnare le imprese del terziario di mercato nella transizione ecologica.

In occasione dell’iniziativa Imprendigreen, Confcommercio ha realizzato un’indagine sulla sostenibilità ambientale e gli investimenti green tra le imprese associate.

Oltre il 50 percento delle imprese del terziario, che investono in green, hanno tra i 7 e i 15 dipendenti, mentre per le più piccole la strada della transizione ecologica è ancora faticosa. 

Costi e burocrazia non aiutano a fare il grande salto: il 40 percento delle imprese, nonostante sia sensibile alle tematiche ambientali, afferma che i costi necessari per diventare sostenibili, ad oggi, sono ancora alti, il 25 percento lamenta eccesso di burocrazia e norme di difficile comprensione e interpretazione.

Il 40 percento sceglie la sostenibilità per responsabilità ed impegno etico. Il 32 percento adotta comportamenti sostenibili perché conviene, il 27,8 percento delle imprese lo fa anche per un miglioramento della reputazione verso clienti/fornitori.

Buone notizie arrivano anche dal fronte delle imprese di giovani: il 90 percento dei giovani imprenditori italiani dichiara di voler promuovere la sostenibilità come parte integrante delle proprie attività.

Per il 64% degli imprenditori, infatti, green è sinonimo di riduzione dell’impatto ambientale, ma per il 44% significa anche attuare iniziative per supportare il benessere fisico e mentale dei dipendenti, o ancora per il 42% significa progettare attività di formazione e crescita professionale.

Confcommercio ha poi illustrato tutta la serie di progetti che le imprese associate hanno messo in atto.

Le parole di Sangalli

Nel suo intervento il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha sottolineato due aspetti, “uno generale e uno particolare”. Il primo riguarda “il senso ampio che la nostra Confederazione dà al tema della sostenibilità.

Quella a cui dobbiamo puntare non è mai indifferente,  ma dovrebbe assicurare una ricaduta ‘positiva’ sulla nostra vita quotidiana cambiandola in meglio”. 

Per Sangalli, insomma, “un progetto, un’azione, un’impresa dovrebbero essere valutati non solo perché ‘non sprecano’, ma anche per quanto creano di nuovo e migliore”. L’ha chiamata “sostenibilità generativa”, capace di generare perché capace di innovazione.

E certamente “Imprendigreen interpreta questo approccio alle strategie ambientali, perché si impegna a diffondere informazione, consapevolezza e competenze in tema decisivo come la  transizione ecologica. A lasciare qualcosa di più nel mondo che ha trovato”.

Il presidente di Confcommercio ha proseguito sottolineando che “come grande corpo intermedio dobbiamo contribuire anche a rimuovere ciò che oggi è di troppo in tema ambientale”, visto che “la strada verso il green per le imprese è spesso per le imprese una strada ad ostacoli”.

Occorre dunque “pensare insieme ad azioni sempre più efficaci di supporto e accompagnamento delle imprese, soprattutto micro e piccole” tramite politiche mirate di accompagnamento “verso una transizione sostenibile, giusta ed equa”.

“Se sono le imprese grandi quelle che ad oggi hanno le performance di sostenibilità migliori, sono quelle piccole e medie che in un Paese come l’Italia possono fare davvero la differenza”, ha spiegato Sangalli.

Per quanto riguarda invece l’aspetto “particolare” di cui si diceva all’inizio il presidente confederale si è detto convinto che “non ci sono comportamenti sostenibili così piccoli da essere irrilevanti.

Sono le azioni quotidiane quelle più incisive, a partire da quelle adottate dal sistema dell’impresa diffusa. Un ‘bollino’ come il nostro, ad esempio, non cambia la vita oggi, ma è un segno tangibile che può incoraggiare quel cambiamento che permetterà di avere una vita migliore domani”.

“Cerchiamo insomma di affrontare un tema come quello ambientale, che è vasto e complesso, anzi, globale, in un modo molto pragmatico”, ha concluso Sangalli.

Le parole del ministro Pichetto Fratin

La transizione ecologica è un processo simile al passaggio dal vapore al motore a scoppio, una rivoluzione che sta cambiando sostanzialmente la vita delle persone”, ha invece detto il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, aggiungendo che il fenomeno “sta permeando il sistema produttivo mondiale, dalla produzione fino all’ultimo consumatore”.

Dopo aver sottolineato che in questo campo “l’Italia è all’avanguardia in Europa, anche se dobbiamo andare avanti con la formazione e con le tecnologie”.

Redazione Cuoreeconomico
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