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04/10/2023

Cooperative di comunità, l'economia virtuosa chiede spazio: "Legge entro l'anno"

A Roma l'evento organizzato da Confcooperative Habitat, a cui era presente CUOREECONOMICO. Gardini: "La cooperazione fa un ulteriore salto evolutivo, dal mutualismo degli albori, tra gli anni 80 e 90 del secolo scorso siamo approdati al solidarismo e oggi arriviamo al comunitarismo. La cooperazione si adegua ai tempi e amplia il suo orizzonte". Il sottosegretario Bitonci: "Sono una pedina fondamentale per valorizzare tutte le potenzialità di un territorio dalle eccellenze agroalimentari, alla cultura al turismo"

Le cooperative di comunità rappresentano un fenomeno in costante crescita che sta ridando speranza alle aree interne.

Una innovazione del modello di impresa cooperativa che ha mosso i suoi primi passi oltre trent’anni fa in Emilia-Romagna con le prime esperienze sorte nell’Appennino reggiano e che oggi conta in Italia oltre 250 cooperative, più di 6.500 soci, 335.000 tra utenti e beneficiari con circa 100 persone occupate, in prevalenza donne.

È quanto emerso al workshop “Dall’economia dell’io all’economia del noi: le cooperative di comunità” promosso da Confcooperative e tenutosi il 3 ottobre al Palazzo della Cooperazione di Roma, alla presenza (tra gli altri) del sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy Massimo Bitonci.

CUOREECONOMICO era presente. L'evento è servito a tracciare l'identikit di un fenomeno che sta ridando speranza e un futuro ai territori delle aree interne.

Cooperative di comunità, ovvero Imprese promosse da chi vive nei territori che rischiano lo spopolamento con l'obiettivo di creare opportunità di sviluppo per contrastarne il declino economico, sociale e demografico.

(Maurizio Gardini e Massimo Bitonci)

Una legge nazionale per regolarle

"Con le cooperative di comunità - sottolinea Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative - la cooperazione fa un ulteriore salto evolutivo, dal mutualismo degli albori, tra gli anni 80 e 90 del secolo scorso siamo approdati al solidarismo e oggi arriviamo al comunitarismo.

La cooperazione si adegua ai tempi e amplia il suo orizzonte aggiungendo un altro tassello alla cura della fragilità, da quella delle persone con la cooperazione sociale e sanitaria, a quella dei territori di cui con le cooperative di comunità si fa carico oggi dello sviluppo di intere comunità e territori a rischio abbandono". 

Per Confcooperative è un esempio di sussidiarietà che per crescere ha bisogno di norme che ne favoriscano lo sviluppo.

"Al legislatore - dice Gardini - chiediamo un quadro normativo certo con regole che sappiamo sostenere la nascita e la crescita di queste nuove esperienze cooperative, uno dei pochi argini al rischio dell'abbandono di territori".

Bitonci: Governo al lavoro

"Le cooperative di comunità sono una pedina fondamentale per valorizzare tutte le potenzialità di un territorio dalle eccellenze agroalimentari, alla cultura al turismo. Contiamo entro un anno di arrivare all'approvazione della legge", dice - come riporta una nota - Massimo Bitonci, sottosegretario al Ministero delle imprese intervenendo al workshop.

Il ruolo della Chiesa

"La fragilità dei territori dipende da tante cose. Occorre rovesciare, schemi e modelli. Va rivista la piramide. Ripartire dalle periferie per arrivare al centro, non sempre partendo dal centro si arriva alle periferie", evidenzia monsignor Felice Accrocca, Arcivescovo di Benevento - coordinatore aree interne Conferenza Episcopale Italiana". "La comunità è la protagonista dei modelli di crescita e di sviluppo.

I modelli non vanno calati dall'alto devono partire dalle comunità che va rimessa al centro e resa capace di crescere. La chiesa, il governo, ognuno deve fare la sua parte. Noi - aggiunge don Mario Pagniello, direttore Caritas Italiana - faremo la nostra parte insieme a Confcooperative". 

(Massimiliano Monetti, vice presidente Confcoperative Habitat)

Gli esempi presentati e l'esperienza emiliano-romagnola

L'evento ha presentato anche due esempi virtuosi, quello di Sciacca, ambito urbano da 15.000 abitanti, dove la cooperativa di comunità opera partendo dal turismo e quello di Ostana (Cuneo), sul Monviso, i cui 83 abitanti usufruiscono di una realtà che si occupa soprattutto di cultura e servizi.

Ma di particolare rilevanza è anche l'esperienza dell'Emilia-Romagna, dove appunto questo tipo di cooperativa è nata.

Le cooperative di comunità - sottolinea a margine del workshop Pierlorenzo Rossi, direttore di Confcooperative Emilia Romagna - sono imprese promosse da chi vive nei territori che rischiano lo spopolamento e dimostrano come dalle aree interne possano nascere risposte ai cambiamenti epocali che stiamo vivendo, rivitalizzando il senso di appartenenza ad una comunità e la salvaguardia di territori che finirebbero abbandonati, come sempre più giovani ci chiedono.

L’approvazione all’unanimità della legge regionale da parte dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, avvenuta nell’estate 2022, sta favorendo il consolidamento di questa esperienza, rendendo gli abitanti sempre più protagonisti.

Dal canto nostro, abbiamo voluto raccontare queste esperienze in una pubblicazione con le storie di alcune nostre cooperative di comunità”.

In Emilia-Romagna siamo stati precursori di questa nuova forma di cooperazione, riconosciuta dalla legge regionale che ha stanziato mezzo milione di euro nel triennio 2022-24 - ha sottolineato il coordinatore regionale delle cooperative di comunità, Alessandro Cardinali, presente anche lui all’evento -. Dopo il primo bando che l’anno scorso ha erogato 140.000 euro, ora è aperto il secondo bando da quasi 160.000 euro che scadrà il 16 ottobre e che sostiene investimenti, spese correnti e spese di adeguamento degli statuti in funzione dell’iscrizione nell’elenco regionale delle cooperative di comunità, la cui istituzione è attesa per l’anno prossimo.

Tutte queste azioni importanti devono però rientrare in un quadro normativo più chiaro che può essere definito solo da una legge nazionale.

Sarà fondamentale la collaborazione con istituzioni, enti e associazioni che insieme a noi vorranno promuovere le cooperative di comunità, a partire dalla Conferenza episcopale presente oggi all’evento di Roma”.

Redazione Cuoreeconomico
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